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venerdì, Aprile 16, 2021

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Noi che negli anni ’60/70 eravamo davvero provocatori e trasgressivi

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di Sandro Oliva

Cari Bimbiminkia e Bimbeminkia trentenni, quarantenni e persino un manipolo di cinquantenni, adesso vi spiego (così mi distraggo un po’, che poi ho da fare).

Quel manichino lì (avete capito di chi parliamo) NON CI FA AFFATTO PAURA.
A noi che dagli anni ’60 ne abbiamo viste tante ma tante, LUI ci fa solo tenerezza (mista a un po’ di rabbia per tutti i giovani più giovani di questo trentenne che non riescono ad avere visibilità con più talento e cose da dire).

Siete VOI che ci fate cadere le braccia (e anche qualcos’altro), e per spiegarlo devo per forza raccontare com’era il mondo quando NOI eravamo ragazzi, per farvi capire il significato della parola TRASGRESSIONE (al di là dei meriti artistici presenti o meno).

Quando ero ragazzo io (fine anni ’60, primi anni ’70) se portavi SOLO i capelli lunghi (magari con baffi e barba) capitava di sentirti gridare dietro: “ROSINAAAA” o “Bellicapelli!!!”. E in certi luoghi di Roma era meglio non passarci, anche dopo anni che i capelli lunghi non erano più una novità.

Se poi avevi movenze un poco più “gentili” di quella che era considerata “La Norma”, venivi bollato come “Invertito”, “Pederasta” o “Anormale”, con tutte le declinazioni regionali del caso (negli anni ’60 ho visto diversi casi di bullismo, motivato o no).

Capirete che in questo clima per un artista il travestirsi in modo esagerato era una VERA SFIDA, anche pericolosa dal punto di vista sociale, perchè a meno che non facevi successo strepitoso, poi nella vita di tutti i giorni era un problema (era il periodo in cui le case discografiche dovevano inventarti una fidanzata per depistare!).

Quindi vero coraggio, e sfida a una società VERAMENTE patriarcale maschilista omofoba e senza alcuna apertura mentale (anche a sinistra era così, per cui non c’erano isole di salvezza). Che oggi in confronto è il Paradiso.

Siamo cresciuti attraverso queste battaglie, non nostre e non mie, ma che alcuni di noi hanno condiviso e supportato (in verità ci sono stati addirittura diversi momenti in cui essere o sembrare gay era assai di moda, e ti apriva anzi le porte nel mondo dello spettacolo, si prenda nota delle classifiche UK degli anni ’80).

Vedersi ora bollati come “Vecchiume”, “Anziani scioccati dal nuovo” e via dicendo fa solo provare pena per chi ha profonda ignoranza di cosa è stato prima dei propri omogenizzati (che mi sembra non abbiano fatto benissimo alle generazioni dopo la nostra, quella delle pappine fatte in casa).

E’ come considerare trasgressivo il mettere un CAZZO o CULO nel proprio testo.
Mi dispiace, ma non lo è più da almeno 40 anni.

Fatevi spiegare quella di Zavattini (chi era costui?!?) in Radio. Cosa mi frega, perchè perdere tempo a spiegare? A me non frega un beneamato par di pall* (trasgressiiivo!!).

E’ che sono preoccupato del lasciare il Mondo in mano a VOI, evidentemente bacchettoni e passatisti, che avete paura del nuovo tanto da non muovere il culo per inventarne un po’ e invece aggrapparvi a rimasticature del vecchio che più vecchio non si può, prendendovela con chi vorrebbe invece vedere uscire da schemi già visti e magari litigare su cose che non capisce e non apprezza ma perchè MAI VISTE PRIMA, PORTATRICI DI ISTANZE MAI FINORA ESPRESSE e cazzate simili (HAI VISTO, CAZZATE=TRASGRESSIONE-ONE-ONE!!!).

Il tutto infastidisce e preoccupa perchè sarete VOI il macigno contro cui si dovranno scontrare i giovani volenterosi e creativi della generazione di mio figlio e dei miei nipoti.
Spero solo che vi facciano un CULO così (Hai visto, CULO!!! TRASGRESSIVISSIMO!!!!)

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