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CI PRESENTIAMO, SIAMO I GIOVANI

di Elisa Enrile

Mio padre un normalissimo sabato torna a casa e mi chiede se voglio partecipare ad un nuovo progetto a carattere giornalistico, importante, diverso, ed io non vedo come si potrebbe dire di no.

Primo problema, di cosa devo scrivere? “Di quello che vuoi, vogliamo avvicinare a questo mondo anche i giovani” è la risposta. E allora io, dopo una settimana di indecisioni, approfitto di questo viaggio in treno, di ritorno dall’università, per parlare proprio di questo, di noi: i Giovani.

Dico i Giovani con la “G” maiuscola perchè voglio considerarci una sola entità con una sola identificazione e questo non è affatto un tentativo di triste omologazione; siamo tutti diversi con mille personalità e attitudini, ma alcune cose ci accomunano e prima di tutte in questo momento storico c’è l’ansia. Inutile negarlo, chi più chi meno tutti ne soffriamo. Lo vedo prima di tutto in me stessa, lo vedo nei miei amici più cari, lo sto sentendo anche ora nei discorsi di un gruppo che è seduto vicino a me. Abbiamo l’ansia della vita.

Non tutti capiscono o ne sono interessanti, collegano la parola gioventù alla verde età della spensieratezza e se ne escono con frasi tipo… “goditela finchè puoi che poi sono dolori” o “che pensieri puoi avere in testa tu che puzzi ancora di latte!”.

Nessuno comprende davvero il turbinio emotivo che sconvolge le nostre budella. Non c’entra nulla con la nostra situazione famigliare, economica, scolastica o sentimentale, è qualcosa di più, una vocina nella nostra testa che non ci abbandona mai, è quel battito del cuore in più che ti fa stare sempre sull’attenti, è quel sospiro che esce dal tuo profondo in momenti apparentemente inopportuni, perchè gli altri vedono solo che dovresti essere felice.

Noi siamo quelli che non si sentono mai adeguati, che non sono mai abbastanza, che potrebbero sempre fare di più.

Noi siamo quelli che sanno di avere avuto molto dalla vita e  proprio per questo ci sentiamo in colpa a provare questi sentimenti contrastanti.

Noi siamo quelli che sono cresciuti con la frase “insegui i tuoi sogni” e che si trovano a dover affrontare la realtà: i sogni si avverano di rado.

Noi siamo quelli che nel XXI secolo dovrebbero avere imparato a stare al mondo meglio di come facevano i nostri predecessori, avendo teoricamente meno problemi e più mezzi: il nostro sbaglio non è visto di buon occhio.

Noi siamo quelli su cui la gente ripone molta fiducia e aspettative, e spesso per non deludere la gente finiamo per deludere noi stessi.

Noi siamo quelli che sono vittime dei più grandi stereotipi: i giovani maleducati, i giovani-adulti, i giovani complicati.

Noi siamo quelli che si fanno mille domande: e se sto sbagliando? E se non va bene? E se non ne sono capace?

Noi siamo quelli che più di tutti fanno un salto nel vuoto: il futuro è stato poche volte così incerto, la nostra è la paura del poi.

Ecco cosa siamo, ecco cosa almeno una volta abbiamo pensato tutti e cosa almeno una volta gli altri non hanno saputo leggere nelle nostre risposte o nei nostri occhi.

Per fortuna però siamo anche un’altra cosa, Giovani per l’appunto.

E tutto passa davanti ad una battuta, ad un sorriso, ad un abbraccio, i nostri occhi si illuminano davanti ad un’esperienza che ci arricchisce, ad un evento che aspettiamo da tanto, al presentarsi di un progetto inaspettato. Il nostro essere Giovani è la nostra rovina e la nostra salvezza, noi sappiamo guardare avanti, la paura del fallimento ci riempie di determinazione e paradossalmente di speranza… perchè anche se sperare di realizzare i nostri sogni è difficile, nessuno è più bravo di noi… a sognare.

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