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mercoledì, Maggio 19, 2021

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Alteria, rocker senza pelle

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di Michele Monina

Ho avuto modo di leggere, giorni fa, una simpaticissima discussione in cui, parola più parola meno, ci viene detto, a noi qui, che non ci occupiamo a sufficienza degli emergenti.
Il che, suppongo, è un po’ il corrispettivo verbale dello spalmare merda sulle pareti di una stanza d’albergo, tanto per essere d’attualità.

Bene, siccome sono persona pacifica, poco incline alla polemica, come è noto, volevo cominciare queste poche righe con un bel: fanculo.

Praticamente non ci si occupa d’altro, qui. E non lo si fa alla ricerca di facili consensi, usando la parola emergente a mo’ di specchio per le allodole, si scende sul campo, ci si sporca le mani, ci si mette la faccia, si impiega il nostro tempo. Diamine.

Detto questo, riprendo a occuparmi di musica, che è poi il mio mestiere. Stavolta faccio l’ennesima deviazione sul percorso principale, percorso, tanto per dire, che prevede una chiamata alle armi delle cantautrici italiane, alla ricerca di una nostrana Amanda Palmer, per poi passare al tentativo, in atto, di costruire un progetto musicale intorno a un talento cristallino come Jessica Lorusso, incontrata sulla via di Damasco dal vostro affezionatissimo, e tutta una serie di ulteriori chiamate alle armi di autori più o meno noti, andando addirittura porta a porta.
Ecco, oggi siamo sul fronte del porta a porta. Sempre senza preavviso, un po’ come fossi una raccomandata di Equitalia.

Proprio nei giorni scorsi, vedi tu il destino, mi sono preso un caffè con un’artista assai interessante, una che vale la pena di tenere d’occhio, che vorrei coinvolgere in questo nostro delirio. Una che vale la pena di tenere d’occhio nonostante sia già tenuta d’occhio, dentro le televisioni e sui palchi dei locali in cui si fa rock, ma che, a mio insindacabile avviso, va tenuta d’occhio anche fuori da questi due circuiti. Di più, quindi. Una che vale particolarmente la pena tenere d’occhio in questo frangente della sua carriera, perché sta cambiando pelle, ancora non è dato sapere come e quando. Ecco, siamo nel mezzo di una muta, il che per una cantante potrebbe apparire un controsenso. E quando si è senza pelle, provateci se non ci credete, ci si fa vedere ancora di più che da nudi.

Per farla breve, nei giorni scorsi ho conosciuto Stefania Bianchi, in arte Alteria. Se siete tra quanti seguono il rock italico sapete già di chi sto parlando. Una rocker di razza, si dice in questi casi. Una che sa come muoversi su un palco con un microfono in mano. Talmente bene che sa muoversi con un microfono in mano mentre non canta, come la sua quasi decennale storia a Rock TV può dimostrare.

Bene, Alteria, rocker di classe e di mestiere, sta sentendo il bisogno di mutare. E lo sta facendo. E noi, qui, la teniamo d’occhio e facciamo il tifo per lei. Siamo anche disposti a toglierle la pelle, se serve una mano, se serve qualcuno che dia una spinta ulteriore, non per farla cadere, affatto, ma per farle spiccare il volo verso un altrove. Noi ci siamo.

Alteria, quindi, segnatevi questo nome. Armatevi di curiosità e pazienza, perché la muta è cosa che richiede tempo e pazienza. E se vedete da qualche parte una cantante senza pelle, beh, sapete che è il momento di prestare particolare attenzione.

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