Home "Il Tasso del Miele" di Michele Monina Faq per gli haters

Faq per gli haters

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di Michele Monina

Siccome passo una parte importante delle mie giornate a leggere quello che mi si scrive dopo la pubblicazione di un articolo o un post online, ho generosamente deciso di compilare un veloce Faq per gli haters, nel caso servisse.

Eccolo.

D: Ma ti pagano per scrivere queste cose (suppongo sottointendendo “di merda”)?
R: Sì, mi pagano. Funziona così, in genere, lavori e vieni pagato. Vengono pagati anche i tanti marchettari che si occupano dei miei stessi argomenti, e loro oltre che dai giornali, come me, vengono pagati da coloro ai quai fanno marchette, magari non direttamente in soldi, ma in benefits, in ego, in regali, in visibilità. Solo che io, a differenza loro, poi non ho problemi di postura e non devo necessariamente ricorrere a un collutorio

D: Ma se non ti piace un artista perché ne parli?
R: Funziona così, in genere, scrivo di musica da critico musicale, non da fan. Quindi scrivo anche di musica di merda, se di rilievo.

D: Ma sei invidioso?
R: No, non faccio il cantante, non ambisco a scoparmi groupie, ho scelto di fare un mestiere che svolgo con un certo riscontro.

D: Ti pagano le altre case discografiche per parlare male di certi dischi?
R: Ho già risposto sopra

D: Sei un critico e non accetti le critiche?
R: Esatto, sono un critico e, dal momento che non esiste la figura del critico dei critici, tendo ad avere nei confronti delle critiche nei commenti il seguente atteggiamento: me ne sbatto il c***.

D: Perché non ti dai all’agricoltura?
R: Vivo a Milano e detesto il concetto di chilometro zero, andare a coltivare qualcosa in Abruzzo mi risulterebbe fuorimano.

D: Perché non ti fai una vita tua?
R: Sono sposato con la donna meravigliosa con cui sto da 27 anni, ho quattro figli, tanti amici, un lavoro, un talento spropositato, e anche una decisa quantità di minchia, diciamo che quanto a vita non mi lamento.

D: Ma in pratica, come Sordi (sic) dici: io so’ io e voi nun siete un c****?
R: Esatto.

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Michele Monina
Sono nato in Ancona nel 1969 e vivo mio malgrado a Milano ormai da diciassette anni. Diciassette anni nei quali ho pubblicato sessantasei libri, prevalentemente biografie di cantanti, ma anche romanzi, reportage e libri su sport e cultura popolare. Ho lavorato a MTV, scritto per radio e teatro e da qualche tempo sono passato dall’altra parte della barricata, producendo dischi e scrivendo canzoni conto terzi. Ora scrivo anche sul Fatto Quotidiano. Ho una moglie e quattro figli, motivo fondamentale per cui negli ultimi anni ho fatto così tante cose.

Commento su Faremusic.it

7 COMMENTS

  1. Se vogliamo, giusto perché è mattina presto, affrontare seriamente il discorso della psicanalisi sul web, e del valore o disvalore che ostentare l’ironia ha, ti consiglio di leggere David Foster Wallace, che in proposito ha scritto l’epitaffio di una generazione. Poi, ripeto, il fatto che arrivi Purosangue a suggerirmi come comunicare usando nel 2015 la parola “spiritoso” potrebbe dare la stura a riflessioni apocalittiche sullo stato dell’arte, ma fortunatamente abbiamo da lavorare.

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