Home "Il Tasso del Miele" di Michele Monina Eleviole

Eleviole

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di Michele Monina

Facciamo un passo indietro. Un passo a quando tutto questo è iniziato.

Questo cosa?“, potrebbe chiedersi un lettore capitato qui per caso, legittimamente. Impossibile spiegare tutto ogni volta, quindi l’invito è a correre verso l’archivio, cominciare da principio.

Noi siamo lì. E facciamo un passo indietro.
Torniamo a cinque, sei anni fa.
Un’era geologica, al tempo della rete. Facebook c’era, ed era già di moda, ma nessuno avrebbe pensato che sarebbe durato così a lungo. I dischi non c’erano già più, soppiantati da non si sa bene cosa, ma i numeri della discografia non erano decimali, come oggi. Ancora qualcosa si vendeva, i talent avevano fatto danni, ma come per Facebook, nessuno avrebbe pensato che.

Io ho due figli, Lucia e Tommaso. Anche questo adesso è cambiato, perché di figli ne ho quattro.
Lucia, all’epoca è una bambina che fa le elementari. Una bambina che sta cambiando lentamente forma. Sta diventando una donna, ma io non è che lo abbia capito esattamente per come ve lo racconto ora. Mi accorgo che sta cambiando, è ovvio, ma non capisco, penso sia una questione di metabolismo. Mia moglie me lo dice, da donna a uomo. Svengo. Mi riprendo. Svengo. Come in un film. Horror.

Devo affrontare la cosa. Non so come. Sono uno scrittore. E un critico musicale. Cerco aiuto nei libri. E nei dischi. E non ne trovo. So, perché me l’hanno sempre detto i lettori, quelli che un tempo incontravo nelle presentazioni, ora nei social, che spesso scrivendo arrivo a scovare delle verità che neanche sono in grado di decodificare razionalmente, le scrivo e sono lì. Quindi provo a scrivere a riguardo, cioè riguado al fatto che la mia bambina sta crescendo, presto diventerà una donna. Non ne viene fuori niente di decente. Neanche lontanamente. Allora chiedo aiuto a delle amiche cantuatrici. Voi ci siete passate, spiego loro, aiutatemi. Come? Scrivete delle canzoni, è il vostro talento. Scrivete delle canzoni e raccontate il corpo che cambia, e attraverso il corpo che cambia raccontate cosa significa essere donna, diventare donna.

Siamo cinque, sei anni fa, la figura della donna, in Italia, è lievemente vituperata. Il presidente del consiglio tende, per sua natura, a usare la donna come un giocattolo di piacere, a parte nella sua vita privata, ci dicono le cronache, nella sua narrazione pubblica. Nasce il movimento Se non ora quando. Il documentario Il corpo delle donne. E il mio progetto, dedicato a Lucia. Anatomia femminile.

Lo so, è un titolo ambiguo, che ammica. Se uno lo mette su Google, per dire, vengono fuori immagini dai manuali medici, ma anche dettagli pruriginosi. La cosa deve cambiare, mi dico. Procedo col mio progetto. Da una manciata di cantautrici, il progetto prende corpo, diventa più imponente.

Comincio a contattare anche cantautrici che non conosco, forte della bella idea. Chiaro, è sempre complicato dover spiegare tutto, ma si può fare. Ci credo e sono convincente. Quasi tutte le artiste che contatto mi dicono sì. Anche una fotografa, Zoe Vincenti, che entra al mio fianco. Le cantautrici cantano una parte, lei le fotografa, reinterpretando con loro la parte cantata. Questo fatto, delle foto, complica in realtà la faccenda, perché spesso le ragazze entrano sulla difensiva. Si vergognano. Infatti, dovendo scegliere, optano per le Mani, la Bocca, gli Occhi, tutte parti piuttosto scontate, specie se si parla di canzoni.

Ho già raccontato questa storia qui, arriva Roberta Carrieri e dice di voler cantare la Figa, e da quel momento è tutto in discesa. Il giorno dopo la nascita dei due mie gemelli, Francesco e Chiara, il 25 settembre 2011, a un anno e mezzo dall’idea di Anatomia Femminile esce Anatomia Femminile. Ventitrè cantautrici. Ventitrè foto. Un racconto, il mio, in cui spiego con molte più parole quello che vi sto raccontando qui.

Una delle canzoni l’ho scritta io, insieme a Andrea Mirò e Josè Orlando Luciano. La canta Mirò. Si chiama Quello che gli occhi, e racconta un dialogo tra padre e figlia, sul non saper raccontare, da parte del padre, quel che succederà a sua figlia bambina, il suo prossimo diventare donna. Insomma, siamo sempre lì.

Il progetto andrà commercialmente malissimo. Pessima distribuzione, comunicazione latente. Ci riproverò un paio di anni dopo. Perché sono convinto che il progetto è potente. Altro editore. Altro racconto, dove a fianco dei miei problemi di padre, nel frattempo mia figlia è entrata a conoscenza di cosa significa avere un corpo che cambia, affronto in maniera più generale il tema della femminilità, attraverso due grandi figure di donne, Amanda Palmer, e anche qui già sapete, e Lizzie Siddal.

Stavolta le cantautrici sono quasi cinquanta, quasi tutte quelle della prima edizione, con qualche defezione, e altre, nuove. Dopo l’uscita di Anatomia Femminile, infatti, sono in qualche modo diventato un punto di riferimento della scena cantautorale femminile, in diverse artiste si fanno vive per farmi sentire le loro opere. La cosa mi interessa sempre di più, al punto che do vita a un progetto totalmente femminile, di cui però non vi voglio ancora parlare. Ci sto dentro fino al collo. Comincio a pensare a una Anatomia Femminile 3, perché so che i detti popolari mi remano contro, ma resto convinto che il progetto meriti più attenzione di quella che ha avuto.

Molte delle artiste che ho incrociato, prima, dopo e durante si sono fatte notare nei vari premi d’autore in Italia, dal Premio Bianca D’Aponte, dedicato proprio al cantautorato femminile, al Lunezia, dal Musicultura al Pigro. Con alcune è nata anche una bella amicizia. Altre le ho seguite, più o meno da vicino.

Oggi ve ne presento una, Eleviole. Una di quelle che ritengo dovreste tutti conoscere. Anche lei non lo sa, ma è assoldata nel progetto che stiamo costruendo per Jessica Lorusso. Lei che è dichiaratamente una seguace di Amanda Palmer (a proposito: auguri Amanda, e auguri Neal, per il vostro essere diventati genitori). Eleviole si è già fatta notare l’anno scorso a Genova per voi, il primo talent dedicato agli autori di canzoni. Mi fregio di essere stato il suo padrino, cioè colui che l’ha presentata alla commissione giudicante, quella che poi l’ha ammessa al concorso.

Eleviole è una vera forza della natura, dotata di una voce calda e sensuale. Il genere che ha deciso di affrontare è inusuale, per ora credo solo suo: filastrocche per adulti.
Siccome, però, la musica conta più delle parole, lo ripetono tutti quelli che se ne intendono di musica, e siccome ho scritto un post che utilizza più del doppio delle battute solitamente utilizzabili in un post, mi fermo e lascio che a parlare sia una sua canzone, inedita.

Inedita è anche la location, il mare greco, e il look scelto per l’occasione da Eleviole, beh, questo lo scoprirete guardando il video qui sotto. Amanda Palmer non avrebbe saputo fare di meglio, credo. Sappiatemi dire.

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VIDEO- Dieci gocce di Eleviole

Per ascoltare Eleviole su Soundcloud—>QUI

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