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Italia chiama Amanda, rispondi Amanda

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di Michele Monina

Sono tornato a Milano. Il che significa due cose: uno, è il momento di rimboccarsi le maniche e cominciare a fare sul serio, in tutti i campi, due, ho addosso una saudade che manco un calciatore brasiliano durante il carnevale di Rio.

Soprassiedo, e vado avanti.
Stiamo cercando di vedere come mettere a disposizione di quella che, a parere di chi scrive, cioè il mio, è un talento cristallino, la professionalità di grandi professionisti e la progettualità di chi ha tanta esperienza nel campo. Tradotto: trovato un talento cristallino stiamo cercando di capire se sia possibile metterlo a frutto, costruendole intorno un progetto credibile e capace di rendere quel talento chiaro a tutti, invece che buttarla nel calderone dei talent o, peggio ancora, di farle cantare una, due canzoni prese a casaccio da editori e autori, e vada come vada.

Il motivo per cui io, dopo aver usato una terza persona singolare sia passato a una prima persona plurale mi sfugge, probabilmente, però, è stato il rientro nella metropoli a sbarellarmi, abbiate pietà di me.

Il talento in questione, già lo sapete, è quello di Jessica Lorusso, scoperta grazie a Alex Procacci mentre cantava all‘Aqualand del Vasto, tanto per fare il riassunto delle puntate precedenti. Nomi alla mia chiamata alle armi ce ne sono stati, anche di piuttosto interessanti, seppur tutti uomini, cosa che mi ha non poco depresso, dal momento che tutto era partito con la mia sfida lanciata alle cantautrici italiane, cioè quella di scovare l’Amanda Palmer italiana.

Insomma, messa anche da parte la modalità sbagliata di muoversi, a casaccio, appunto, ora tocca muoversi davvero.
Lo faccio. Parlando di Miley Cyrus. Ora, cosa ci sia in comune tra Jessica Lorusso, Amanda Palmer e Miley Cyrus potrebbe sfuggire ai più. Anche a me, volendo. Ma Miley Cyrus, oltre a essere, a mio opinabile giudizio, una grandissima artista, sta facendo cose nell’ambito dello showbiz da tenere assolutamente d’occhio.

In questi giorni, per dire, oltre a essersi fatta alcuni selfie a tette di fuori, come sua abitudine, aver presentato gli MTV Video Music Award e altre amenità, ha regalato ai suoi fan un album con ben 23 inediti, da lei cantanti e prodotti in compagnia dei Flaming Lips, non esattamente artisti riconducibili all’ambito Disney da cui Miley arriva, o a quello pop/urban nel quale si è mossa recentemente. Miley Cyrus and her dead petz, questo il titolo del lavoro, lo ripeto, 23 canzoni, quasi cento minuti di musica, gratis, è un lavoro sconvolgente.

Difficile, quanto inutile, catalogarne il genere, tanta è la libertà che Miley e soci vi hanno infuso, ma sicuramente è un lavoro in cui lo spirito squisitamente pop della nostra si fonde con una sperimentazione mai fine a se stessa, con una curiosità che pochi, per pregiudizio, riconducono a una popstar, in genere, ma che mai come in questo caso trova suo compimento. Il tutto è uscito così, in rete, senza il coinvolgimento diretto della sua casa discografica, il colosso RCA, che da parte sua ha dato il via libera al tutto, senza mettere il classico bastone tra le ruote, ma senza entrare né esecutivamente né promozionalmente nella faccenda.

Cinquantamila dollari il costo dell’operazione, ci fa sapere Miley, contro i due milioni del suo precedente lavoro, il multiplatino Bangerz. Dentro anche alcuni altri artisti, da Ariel Pink a Big Sean. Un lavoro spaziale, libero, un clamoroso concentrato di idee e, questa la notizia, di bellissime canzoni, sentitevi Karen don’t be sad, poi ditemi se non vi viene da piangere a ogni strofa.

Ora, dirà qualcuno di voi, ma lei è Miley Cyrus, mica Jessica Lorusso. Chiaro. Lo so bene. E so bene che questo tipo di operazioni funzionano in virtù del nome che le veicola, non certo e non solo per la qualità delle canzoni e delle interpretazioni. Ma la rete, lo ripeterò fino allo sfinimento, offre grandissime possibilità, a cominciare da quella di coinvolgere tanta gente (gli autori che si sono fatti vivi, per dire, sono arrivati da qui, o su Facebook, dopo aver letto in rete la mia chiamata alle armi).

Quindi, ecco la prima mossa che vi butto lì. Prima artista da contattare, per tirarla dentro: Amanda Palmer. Poi, magari, anche Miley Cyrus. Voi, cantautrici e autrici italiane, fatevi sotto, siete ancora in tempo.

Qui si gioca a carte scoperte. Vediamo come va a finire, fosse anche un no. Si parte, amici miei, si parte davvero.

 

Commento su Faremusic.it

1 COMMENT

  1. Toc, toc! C’è nessuno?
    Io suggerisco la fantastica cantautrice che risponde al nome di Micaela Tempesta, che però è abbastanza restìa a cedere i suoi brani ad altri.
    Però se a chiederglieli fosse il grande Monina, chissà…

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