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Romina from the block

Romina Falconi, un'artista eclettica che la discografia italiana dovrebbe prendere in considerazione.

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di Michele Monina

Non sono un discografico. Almeno non lo sono per ora, che nella vita non si sa mai.
Non sono un discografico, ma se fossi un discografico, uno di quelli attivi oggi, comincerei a dare ritmicamente testate sul muro per essermi fatto sfuggire un talento come Romina Falconi. Perché fortunatamente Romina c’è, ma i discografici se la sono vista passare davanti e se la sono lasciata sfuggire. Una colpa imperdonabile, questa.

Ricordo vi aver incrociato la voce e la faccia di Romina Falconi, la prima volta, qualche anno fa, quando ha partecipato a Sanremo giovani. Mi era evidente che il suo fosse un talento cristallino, la voce, il modo di usarla, anche il modo di stare sul palco. Ovviamente si trattava di un passaggio acerbo, “Ama” il titolo del brano, ma i discografici, santo Dio, dovrebbero riconoscere un talento per quel che sarà non solo per quel che è.

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Ne scrissi su Panorama, ricordo, e da allora ho sempre seguito Romina. In effetti ci fu un interessamento importante da parte della Universal, che vide in lei quello che sarebbe potuta diventare, una versione femminile dell’R’n B che girava nel decennio scorso.

Romina, che incontrai, ricordo, negli studi della multinazionale francese, già identificabile come la pinup che oggi possiamo vedere, mi racconto’ di questo suo album fatto con Fish, con lei dietro la composizione musicale, e Nesli, con lei dietro ai testi. Parole dirette, dire, senza filtri, musiche urbane. Roba mai sentita in Italia. Io, per dire, quell’album l’ho ascoltato. Ancora ne ho una copia, in cdr.

Poi però qualcosa è andata storta. Non so cosa, ma di colpo Romina è uscita di scena, in Universal. È ricomparsa dopo un po’ come corista di Eros Ramazzotti, esperienza che l’ha portata in giro per l’Italia e il mondo. Gavetta vera, tosta.

Foto Gallery Romina Falconi (Fonti Varie su internet)

Poi altro cambio di programma, ed eccola tra i concorrenti di XFactor, in squadra con Morgan. Un anno sfortunato, quello, perché tutti già sanno che vincerà Chiara, copione in effetti rispettato. Morgan, vedi tu cosa non fa la chimica, decide di giocare con Romina, lavorando a sproposito sul suo look, già ben definito e azzeccato, e facendole ogni volta cambiare genere. Risultato, fuori Romina, Chiara a fare il testimonial della Tim.

Poi Romina ha deciso che chi fa da se’ fa per tre, e ha sfornato tre Ep prodotti in proprio. Tre Ep che andranno a breve a costituire un unico album, “Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio“. Nel mezzo la collaborazione con Immanuel Casto, ennesimo cambio di pelle. Romina, attraverso i brani, da lei scritti, sia nella musica che nel testo, dimostra il suo talento. Lo dimostra per come appare. Lo dimostra nei suoi video.

trilogia
Chiaramente ora vorremmo, vogliamo, vederla in un progetto nuovo, che si faccia carico di portarla un po’ più in là, staccandosi da Casto, artista che sicuramente ha una vocalita’ diversa dalla sua, meno prorompente. Bene l’elettronica, ottima la voce, azzeccati i singoli, da “Eyeliner” a “Maniaca“, sorprendentemente centrata la capacità di comunicare attraverso video e grafica.

Tutto perfetto. Romina Falconi ha un grande talento. Una grande voce. Una grande immagine. Sa scrivere canzoni.

Voi, discografici, fatevela sfuggire un’altra volta, mi raccomando.

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