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In ricordo di Laura Antonelli

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di Giò Allegri

Il pino marittimo della cui vista godevo dalla mia finestra, non è più là.

Era maestoso ed “orgoglioso”, se si concede che tale termine possa essere stato affiancato ad un pino. Un giorno, iniziò a manifestare segnali di invecchiamento, insofferenza verso l’ambiente nel quale si era sempre trovato benissimo. Nessuna potatura, cura e quotidiana attenzione poterono frenare il processo di deriva.

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Oggi riflettevo su questo ricordo, mentre leggevo della scomparsa di Laura Antonelli. Non penso al suo lavoro, ai film che, peraltro, poco conosco. E neppure penso alla sua prematura, sebbene, quasi annunciata scomparsa…senza riuscire a staccare l’immagine del suo sfiorire, dall’immagine evocata del mio pino.

Quando un essere vivente è sempre e soltanto esaltato per il suo apparire esteriore, e conquista sguardi ed apprezzamenti per la bellezza che emana, difficilmente riesce a reagire, se gli sguardi incontrano un certo decadimento ed un invecchiamento del tutto naturali. Nelle imponenti piante tutto si trasforma in modo spontaneo, ma non è così nelle persone che hanno avuto successo e fama.

Quando l’immagine allo specchio non restituisce più la forza e bellezza della gioventù, e l’insicurezza proietta ombre pesanti su atteggiamenti e comportamenti, la persona diventa fragile.

Laura Antonelli è sfiorita: contornata dalle assenze di chi, prima, l’aveva adulata come bomba sexy, senza vedere in lei la persona. Il suo allontanamento è cominciato tempo fa. Adesso, alla fine di tutto, citeranno il suo nome, accanto ai manifesti provocanti dei film in cui era bellissima. Oppure citeranno il suo nome accanto al fatto di cronaca che già denotava il suo malessere, qualche anno fa.

Chissà se ora qualcuno sta pensando “avrei potuto chiamarla”,  oppure “l’ho lasciata troppo sola”,  oppure “abbiamo sbagliato “.  Retorica, certamente.

Il fatto, invece, è nudo e conosciuto: ti spingono, ti lanciano in alto…ma non ti raccolgono quando cadi, e cadi da solo, con molto dolore. Eppure, forse lei ci aveva creduto…

RIP Laura!

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