Home Società e Cultura Spudorata falsità degli uomini che dicono di amare i micini

Spudorata falsità degli uomini che dicono di amare i micini

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di Renato de Rosa

Parliamoci francamente. La maggior parte degli uomini non prova amore verso i micini.

Nella migliore delle ipotesi si avrà una vaga sensazione di benevola simpatia, nella peggiore un odio atavico, nella stragrande maggioranza un diffidente sospetto per le piccole grandi seccature che queste bestiole portano seco: repellenti residui organici sparsi per casa, divani e tendaggi di pregio irrimediabilmente rovinati, corse notturne in cerca di avidi veterinari, sanguinosi investimenti in scatolette colme di cibo maleodorante più caro dell’aragosta della Louisiana.

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No, nessun essere umano dotato di buon senso proverebbe amore nei confronti di questi animali forieri di immani seccature, oltre che infingardi, vagabondi, privi di qualsiasi utilità pratica e pronti a vendersi a chiunque per una confezione di crocchette Friskies.

Le donne sì, loro provano amore per i micini, ma è ben evidente il fatto che le donne non siano esseri umani o, proprio volendo includerle nella specie, siano geneticamente sprovviste della più omeopatica dose di buon senso.

Esistono però anche uomini che dimostrano interesse nei confronti dei micini. Li nutrono, li coccolano, li vezzeggiano, arrivano persino a regalar loro tiragraffi e topi sintetici con sonaglio (oggetti che sì, purtroppo, esistono veramente).

Ciò contraddice dunque il nostro assunto?

No, mi rivolgo soprattutto a voi care amiche, sappiate che questi uomini sono falsi come Giuda, essi FINGONO amore per i micini. Fingono al solo subdolo scopo di suscitare il vostro interesse, di calamitare le benevole attenzioni del gentil sesso: non di rado questa ignobile strategia si conclude con un successo!

Ma è solo un trucco, un sotterfugio finalizzato a ciò che dagli albori della razza umana spinge gli uomini a compiere le azioni più eroiche, più folli, più strane o, come in questo caso, più disdicevoli: il Grande Obiettivo, l’accoppiamento con una qualsivoglia femmina.

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Care amiche, avete presente il micetto che in vostra presenza il (falso) gattofilo coccola affettuosamente chiamandolo “fuffettino bello“? Bene, non appena voi, concesse le vostre grazie, uscite dalla porta, quello stesso micetto viene così apostrofato “vieni qui gattaccio infame”, afferrato per il pelo del collo e rinchiuso con un calcione nel ripostiglio delle scope.

So di darvi una tremenda delusione, ma è ora ed è giusto che qualcuno vi metta sull’avviso.

Noi gentiluomini d’antico stampo, invece, abbiamo la nostra dignità e preferiamo eventualmente una signorile astinenza dal sesso a queste ignobili, desolanti e indecorose sceneggiate.

Guardiamo i gatti e le donne con l’occhiata rispettosa e benevola che si lancia nei confronti di una razza inferiore e alquanto misteriosa, cerchiamo di tenere a rispettosa distanza i primi e di conquistare le seconde con mezzi meno subdoli e più dignitosi, non sempre riuscendoci.

Con buona pace nostra, dei micini e delle loro inesplicabili ammiratrici.

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