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martedì, Settembre 28, 2021

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Analisi Fiori Rosa Fiori Di Pesco

di  Alberto Salerno
Prima di passare all’analisi del testo, voglio darvi qualche notizia tecnica sulla realizzazione della canzone.

Bè, ovviamente Lucio Battisti, voce e chitarra acustica, Franco Mussida, chitarra acustica, Andrea Sacchi, chitarra elettrica, Giorgio “Fico” Piazza, basso, Franz Di Cioccio, batteria, Dario Baldan Bembo, organo, Flavio Premoli, tastiere, 4+4 di Nora Orlandi, cori. In poche parole il meglio di quello che offriva il mercato, anche se alcuni nomi, rimasti fuori, sarebbero stati altrettanto all’altezza.

Bene, cominciamo. E vi dico subito che questo testo di Mogol è un capolavoro di sintesi, basta leggere le prima righe per capirlo.

“Fiori rosa, fiori di pesco, c’eri tu… Fiori nuovi stasera io esco, ho un anno di più…”. Con queste poche parole, Mogol ci dice che è primavera, che lei c’era ma evidentemente non c’è più, e che è passato un anno. Fantastico no? Ed ecco che lui si mette subito in azione, con uno scatto repentino: “Stessa strada stessa porta, scusa, se son venuto qui questa sera, da solo non riuscivo a dormire perché di notte ho ancor bisogno di te…” Splendida l’idea di stessa strada e stessa porta, e del fatto che lui, disperato, si presenti ammettendo di essere in crisi, non ne fa misteri, glielo dice chiaro e tondo in faccia…” ma poi la prega… “Fammi entrare per favore… solo… credevo di volare e non volo, credevo che l’azzurro di due occhi per me fosse sempre cielo non è, fosse sempre cielo non è…” Osservate come Mogol con queste immagine ci racconta un sacco di cose, intanto che lui l’aveva lasciata per un’altra e utilizza la metafora di due occhi azzurri, che dovevano essere il cielo, ma il cielo non sono stati, dunque lui torna dalla sua ex fiamma molto deluso, e ancora più disperato, perché subito dopo continua: “Posso stringerti le mani… come sono fredde tu tremi… no, non sto sbagliando mi ami… dimmi che è vero… dimmi che è vero…” . Punto caldissimo e molto emotivo, ora siamo quasi in ginocchio, e anche con la speranza che le mani di lei tremino perché lui è tornato, e lui si illude ancora di più… “noi non siamo stati mai lontani, ieri era oggi oggi è già domani, dimmi che è vero… dimmi che vero…”. E qui il colpo di genio, ecco dove Mogol spiazza tutti con… “Scusa, credevo proprio tu fossi sola, credevo non ci fosse nessuno con te, oh scusami tanto se puoi, signore chiedo scusa anche a lei, ma io ero proprio fuori di me… io ero proprio fuori di me…”. Magnifico, lei non solo non ha detto una parola, ma è in compagnia di qualcuno che, con ogni probabilità è il suo nuovo fidanzato, o ragazzo, ma la forza è nel fatto che lui completamente fuori di testa ormai chiede persino scusa a colui che nel cuore di lei lo ha sostituito. Ora, l’abilità di Mogol, non è stata solo quella di scrivere un testo sublime, ma soprattutto su una cadenza metrica per nulla facile. Geniale! Non posso aggiungere altro.

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