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Eurovision: Israele parteciperà all’edizione 2026 – Si ritirano Spagna, Irlanda, Olanda, Slovenia

Israele potrà partecipare all’edizione di Eurovision 2026 a Vienna. Lo ha deciso la 95esima Assemblea generale dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU) durante una votazione sulla proposta di modifica del regolamento dell’Eurovision Song Contest (ESC).

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Per protesta Spagna, Olanda, Slovenia e Irlanda – ma altri probabilmente si aggiungeranno alla lista, ad esempio l’Islanda – hanno annunciato che boicotteranno la 70esima edizione. Inoltre, la finale del concorso canoro prevista per il 16 maggio, così come le semifinali, non verrà trasmessa dalle televisioni pubbliche di questi paesi.

I votanti riuniti presso la sede dell’UER a Ginevra hanno approvato – con 738 “sì”, 265 “no” e 120 astensioni – «una serie di modifiche» al celebre concorso televisivo «destinate a rafforzare la fiducia, la trasparenza e la neutralità dell’evento», rendendo così «ammissibili» tutti i membri che desiderano partecipare al concorso, ha annunciato l’organizzazione in un comunicato, precisando che non è stato organizzato alcun «voto supplementare» sulla partecipazione all’edizione del prossimo anno.

Herzog: «Grazie a tutti i nostri amici» – Il presidente israeliano Isaac Herzog ha commentato su X il via libera alla partecipazione dello Stato ebraico affermando che Israele «merita di essere rappresentato su ogni palcoscenico del mondo».

«Sono lieto che Israele parteciperà nuovamente all’Eurovision Song Contest e spero che la competizione rimanga un evento che promuove cultura, musica, amicizia tra le nazioni e comprensione culturale oltre i confini», ha aggiunto Herzog nel suo post. «Grazie a tutti i nostri amici che hanno difeso il diritto di Israele di continuare a partecipare e competere all’Eurovision».

Chi era pronta a ritirarsi in caso di espulsione di Israele

Un altro gruppo di paesi, tra cui Svizzera, Austria e Germania, era invece pronta a ritirarsi qualora Israele fosse stata espulsa. La Germania, come la Spagna, fa parte dei Big Five, i cinque paesi che contribuiscono maggiormente al bilancio dell’EBU e, di conseguenza, al finanziamento del festival.

L’Austria, inoltre, è il paese ospite dell’edizione 2026 del festival. Il cancelliere austriaco, Christian Stocker, ribadisce da mesi che Vienna non dovrebbe ospitare l’evento in caso di espulsione di Israele.

 

IL TUTTO “ICONICO” DI X FACTOR E DELLA SUA FINALE

Nel glossario storico di X Factor dopo Percorso e Attitudine, quest’anno ha fatto furore Iconico.

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Ripetuto all’esaurimento, il termine Iconico è stato applicato a tutto, persino al reggiseno di Paola Iezzi, esibito iconicamente nella finale, nonostante il freddo napoletano, tant’è che Giorgia e La Furia si sono presentati in pelliccia (vera o finta non è stato appurato ma c’è da scommettere che il pelo esibito sia stato finto, altrimenti gli animalisti si sarebbero incazzati e poi non sarebbe stato politicamente corretto).

Dunque tutto scontato, dal primo frame all’ultimo, uno scontato iconico: i complimenti zuccherosi a tutto e a tutti, al punto da far passare Fazio come un tipo scontroso e maleducato.

Iconico anche il corpo di ballo e naturalmente il coreografo o coreografa o entrambi, iconica anche la busta con il risultato del televoto e iconica anche la querelle tra Lauro e Gabbani che sembrava talmente telefonata da far contento lo sponsor TIM. Iconico anche lo sciagurato tentativo di trasformare una ragazza punk in una pop star. Solo X Factor riesce a far cantare un brano dei Matia Bazar a una ragazza punk. Evidentemente per punk, si intende una spruzzatina di spray blu sui capelli e una calza a rete strappata dalla costumista.

X Factor in realtà è uno show di magia iconica. Solo a X Factor un ventenne entra giovane sul palco e dopo una esibizione di due minuti, esce dal palco invecchiato come David Bowie nel film “Miriam si sveglia a mezzanotte”. Molto iconico, addirittura rin-conico.

Iconici anche i testi degli autori ( testi?) : “E’ dalla prima puntata che sono un tuo fan”  (di Achille Lauro-Mogol), “Tanta Rob” ( di Gabbani-Gabbani). Iconiche anche le battute di Gabbani, che sono quelle tipiche dei musicisti in tour, tipo “Menopausa più ritmo” e “Claudio, ha rotto i Baglioni”.

Iconiche anche i saluti alla mamma e le lacrimucce di chi vince, mentre quelli eliminati sorridono a 32 denti felici. Iconici anche i “superospiti” che annunciano il loro primo concerto a San Siro.

Iconica la Pausini che subito dopo aver cantato appare nello spot della Scavolini, “la più amata degli italiani”, ma guarda… che sorprendente e iconica coincidenza.

Iconici anche i nomi dei partecipanti, : Erocaddeo, Terry non piangere , Pierc, Rob, che cavolo di codici fiscali hanno questi ragazzi? Che siano codici fiscali iconici?

E si arriva al verdetto finale: Pierc dato per vincitore fin troppo annunciato ha un inedito talmente datato che potrebbe cantarlo il nonno di Pupo, così arriva quarto. Vince la Rob a mani basse e a pieni polmoni e così la favola punk svanisce come neve al sole. La ragazza infatti, diventerà la nuova Gigliola Cinquetti. Lauro, che si esibisce in una perfetta imitazione di Daniele Piombi, è contento di essere nella splendida cornice napoletana, e tutti saltano come la Meloni e Tajani, davanti alla zia Giorgia che ti pareva… annuncia la partenza dei casting dell’iconica edizione dell’anno prossimo.
Sul bis scorrono i titoli di coda, naturalmente iconici.

ANGELINA MANGO: da marzo 2026 tour nei teatri “NINA CANTA NEI TEATRI”

Angelina Mango annuncia a sorpresa “NINA CANTA NEI TEATRI”, un tour teatrale – prodotto da Live Nation – in partenza il prossimo 2 marzo da Napoli e che in 10 tappe toccherà le principali città italiane.

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Il 16 ottobre  Angelina Mango  ha pubblicato a sorpresa l’album caramé (Latarma Records/Distribuzione ADA Music Italy): “15 tracce +1” che la cantautrice ha voluto condividere con  il pubblico e che raccontano i suoi ultimi 12 mesi, i suoi pensieri, la sua vita e le riflessioni, anche le più personali e intime. Allo stesso modo oggi, senza preavviso e con gioia arriva l’annuncio di NINA CANTA NEI TEATRI, un tour teatrale – prodotto da Live Nation – quasi necessario, per proseguire questo percorso di condivisione e sincerità, in partenza il prossimo 2 marzo da Napoli e che in 10 tappe toccherà le principali città italiane: la cantautrice è attesa a  Napoli , Roma, Catania, Palermo, Bari,  Torino, Bologna, Fermo, Firenze e Milano. Un live senza filtri, suonato, quasi un invito per gli spettatori a raggiungere Angelina in studio, con i suoi musicisti e assistere al processo creativo che ha dato vita alle canzoni della sua carriera, con al centro il suo ultimo lavoro.

E da venerdì 5 dicembre – in concomitanza con l’apertura della general sale di NINA CANTA NEI TEATRI  – l’album caramé sarà disponibile anche formato fisico, esclusivamente in una forma che sottolinea il valore personale di questo album per Angelina: per CD e vinile ha pensato, infatti, a una edizione limitata e autografata, arricchita da un booklet che raccoglie ritagli e dettagli fotografici di Nina (CD e vinile disponibili dal 5/12 nei negozi e qui in prevendita: https://angelinamango.lnk.to/carame).

caramé è uscito a un anno e mezzo di distanza da poké melodrama, il primo album della cantautrice pubblicato il 31 maggio 2024. Il titolo sono anche le prime parole del disco: l’incipit di una lettera intima che si trasforma in presentazione, che apre questo viaggio di sincerità e costruzione. E il “me” del titolo è anche Angelina che ha scritto e prodotto tutti i brani dell’album, affiancata più volte dal fratello Filippo.  Con lei, alla produzione anche Giovanni Pallotti. Nel disco, anche amici stretti e altri artisti, come Madame, Calcutta, Dardust, Mr. Monkey e Henna, che hanno compreso esattamente il senso di questo lavoro.

Il tour in partenza il 2 marzo 2026 dal Teatro Augusteo di Napoli toccherà le principali città italiane, passando per Roma (4 marzo – Auditorium Conciliazione), Catania (7 marzo – Teatro Metropolitan), Palermo (9 marzo – Teatro Golden), Bari (12 marzo – Teatro Team),  Torino (16 marzo – Teatro Colosseo), Bologna (18 marzo – Teatro Europa Auditorium), Fermo (21 marzo – Teatro dell’Aquila), Firenze (24 marzo – Teatro Verdi), per concludersi a Milano (27 marzo – Teatro Lirico Giorgio Gaber).

Angelina è già al lavoro per studiare arrangiamenti, scaletta e momenti speciali di questo tour che esplorerà il mondo di Nina, con la musica sempre al centro tra momenti intimi o condivisi con una superband, sempre all’insegna della sincerità, a stretto contatto con il suo pubblico, senza barriere.

I biglietti per i live nei teatri italiani per il tour NINA CANTA NEI TEATRI saranno disponibili su Live Nation a partire da giovedì 4 dicembre alle 12:00 in prevendita MyLiveNation e da venerdì 5 dicembre alle 12:00 in prevendita generale. Maggiori informazioni su www.livenation.it

angelina mango

LE DATE – NINA CANTA NEI TEATRI
2 marzo 2026  – Napoli – Teatro Augusteo
4 marzo 2026 – Roma – Auditorium Conciliazione
7 marzo 2026 – Catania – Teatro Metropolitan
9 marzo 2026 – Palermo –  Teatro Golden
12 marzo 2026 – Bari – Teatro Team
16 marzo 2026 – Torino – Teatro Colosseo
18 marzo 2026 – Bologna – Teatro EuropaAuditorium
21 marzo 2026 – Fermo – Teatro dell’Aquila
24 marzo 2026 – Firenze – Teatro Verdi
27 marzo 2026 – Milano – Teatro Lirico Giorgio Gaber

LUCIO CORSI È IL PERSONAGGIO PIÙ CERCATO SU GOOGLE DEL 2025 – DATE TOUR

Lucio Corsi è il personaggio e artista più cercato su Google Italia nelle classifiche di “Un anno di ricerche 2025”, l’analisi che ogni anno raccoglie le parole che hanno caratterizzato le ricerche degli italiani (su Google Trends e Google Italy Blog).
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Un nuovo significativo riconoscimento che arriva alla fine di un 2025 importante per l’artista, che ha recentemente pubblicato – per Sugar Music – il suo ultimo singolo “Notte di Natale”.

Scritto da Lucio Corsi e Tommaso Ottomano, “Notte di Natale” descrive la dimensione più intima e malinconica delle festività natalizie, riflettendo sul tempo che passa, il bisogno di vicinanza e la solitudine che, spesso in queste occasioni, si fa più presente. Con una scrittura poetica e cinematografica che da sempre lo contraddistingue, Lucio riscalda gli animi con versi di rinascita, raccontati attraverso i piccoli gesti delle persone che ci circondano.

Racconta Lucio «È una storia (forse d’amore) ambientata nel vento freddo di dicembre, in quell’aria triste che mi piace tipica del periodo natalizio. Nella canzone hanno recitato una luna, una star, un gatto, un cane, il vento freddo nel parcheggio del pub, una nuvola foulard, una mamma, un babbo e il tempo che altro non è che un treno perso nei pensieri suoi. L’ho scritta ad ottobre con Tommaso Ottomano, io al pianoforte e lui al basso. La luna che fa l’autostop in copertina è un disegno di Giulio Melani.»

lucio corsi

La canzone fa seguito alla pubblicazione di “La Chitarra nella Roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano”, disco live (uscito lo scorso 14 novembre) e omonimo film concerto (presentato in anteprima alla 20° edizione della Festa del Cinema di Roma) che regalano ai fan la possibilità di rivivere l’emozione degli show dell’artista, in attesa dei nuovi tour previsti per il 2026.

Dopo aver concluso una lunga tournée estiva sui palchi dei principali festival italiani, Lucio si prepara ora a due nuove prime volte per lui.

lucio corsi

A partire da gennaio 2026, sarà infatti protagonista di “Tour Europeo 2026“, la sua prima tournée nei club delle principali città europee, con una prima tappa il 24 gennaio  al Padiglione Conza di Lugano (Svizzera) per poi proseguire il 1° febbraio al Volkshaus di Zurigo (Svizzera), il 3 febbraio al Simmcity di Vienna (Austria), il 5 febbraio al Meet Factory di Praga (Repubblica Ceca), il 6 febbraio al Proxima di Varsavia (Polonia), il 7 febbraio all’Heimathafen Neukolln di Berlino (Germania) (SOLD OUT), il 9 febbraio al La Madeleine di Bruxelles (Belgio), il 10 febbraio all’O2 Shepherd’s Bush Empire di Londra (Regno Unito), l’11 febbraio al Den Atelier di Lussemburgo (Lussemburgo), il 13 febbraio al Q Factory di Amsterdam (Paesi Bassi) e il 15 febbraio all’Elysee Montmartre di Parigi (Francia) (info e biglietti a questo link).

A questo seguirà poi “Lucio Corsi – Palasport 2026”, il suo primo tour nei palazzetti italiani, con tappe alla Nelson Mandela Forum di Firenze il 27 novembre, al Palazzo dello Sport di Roma il 5 dicembre e all’Unipol Forum di Milano l’11 dicembre (info e biglietti a questo link). Entrambi i tour sono prodotti da Magellano Concerti.

“Z-Project” è il Jazz di Maria Grazia Scarzella

 

“Z Project” è un sentito omaggio della cantante Maria Grazia Scarzella a Riccardo Zegna — suo mentore e collaboratore — figura di spicco tra i pianisti e compositori italiani di jazz.

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Giampaolo Casati, spinto da gratitudine e sincera amicizia, ha aderito con entusiasmo al progetto, affiancando con passione e grande professionalità la cantante savonese in questo suggestivo viaggio, che segna peraltro il suo convincente debutto discografico da leader. Ad accompagnarla in questo riuscito tributo c’è un ensemble di altissimo livello, che comprende — oltre al già citato trombettista genovese — Paolo Birro al pianoforte, Aldo Zunino al contrabbasso ed Alfred Kramer alla batteria. Anche Zunino e Kramer, come la Scarzella, hanno avuto l’opportunità di collaborare a più riprese con Zegna. La vivacità della scena jazzistica ligure è testimoniata in particolare dalla Bansigu Big Band, orchestra jazz nata nel 1991 e che ha avuto fra i suoi principali artefici Giampaolo Casati e Piero Leveratto. Proprio quest’ultimo ha voluto dare il suo contribuito al progetto scrivendo le note di copertina dell’album.

In «Z Project» troviamo tre arrangiamenti originali di standard molto amati da Zegna — e fra questi un brano tra i meno noti del primo Ellington, cui è stato poi dedicato un pezzo originale, I’m Reminiscing Duke — insieme ad altre sei composizioni del pianista torinese, alle quali Maria Grazia Scarzella ha aggiunto i suoi testi, uno in italiano e cinque in inglese. Il risultato è eccellente sotto ogni punto di vista: sia per le interpretazioni vocali della leader, ancora poco nota al di fuori della propria regione – ma sarà, ne siamo certi, una piacevole scoperta per molti appassionati di jazz — che per l’accompagnamento sempre pertinente, arricchito da splendidi assoli, dei suoi quattro straordinari compagni di viaggio. Leveratto nelle sue note definisce Riccardo Zegna un “uomo–musica”, e ne ha tutte le ragioni. Brani che qui diventano splendide canzoni come Children’s Love Song, delicatissima ballad, l’intricata e contagiosa Iris Blues Dance o la nostalgica Goodbye Latin Farewell, intrisa di aromi latinoamericani, ne sono la più fulgida testimonianza.

Maria Grazie Scarzella si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte classico, sostenendo gli esami presso il Conservatorio Paganini di Genova. Nel 1996 incontra il jazz e studia canto con Danila Satragno. Negli anni successivi partecipa a diversi seminari, con il sassofonista americano Paul H.Jeddrey, della Duke University di Durham (North Carolina), ma anche con Carl Anderson, Riccardo Zegna, Giampaolo Casati e Piero Leveratto. Nel 2004 frequenta il corso di “Popular music–canto jazz” presso il Conservatorio Vivaldi di Alessandria e nel 2007 si laurea in “canto jazz” al Conservatorio Ghedini di Cuneo. È attiva in diverse formazioni del Nord Italia con le quali ha partecipato ad alcune rassegne e festival jazz. Ha fatto parte in qualità di corista e solista dell’Orchestra B.Bruni di Cuneo. Ha collaborato con una formazione francese esibendosi in varie rassegne e festival in Francia e al Consiglio d’Europa di Strasburgo. Da diversi anni collabora con la big band di Riccardo Zegna. Ha partecipato ad alcuni musical ed in qualità di corista ad alcune incisioni e tournée tra le quali il “Visto Così Tour” del cantante pop Mango. Ha partecipato al disco “Evening Song” di Claudio Bellato e Dino Cerruti, ai cori dell’album “Un lupo in Darsena” di Danila Satragno e ad alcune registrazioni discografiche del cantautore Zibba.

Nel dicembre 2025 esce su tutte le piattaforme digitali, e in vista del Natale il suo primo disco da leader, “Z Project” per l’etichetta Caligola Records e a partire da Febbraio 2026 sarà disponibile anche in disco fisico.

Maria Grazia Scarzella (vocals), Giampaolo Casati (trumpet, flugelhorn),
Paolo Birro (piano), Aldo Zunino (double bass), Alfred Kramer (drums).

1) For Astrid; 2) Children’s Love Song; 3) Sweet and Lovely (Arnheim, Daniels, Tobias);
4) Da Soul; 5) Iris Blues Dance; 6) Drop Me Off in Harlem (Ellington, Kenny); 7) I’m Reminiscing Duke; 8) Fascinating Rhythm (G. & I.Gershwin); 9) Goodbye Latin Farewell.

All tunes, unless otherwise noted, by Riccardo Zegna (music)
and Maria Grazia Scarzella (lyrics)

Recorded on 16th and 17th December 2024 by Francesco Ponticelli, mixed and mastered in January 2025 by Paolo Alberta, at Cicaleto Recording Studio, Arezzo, Italy.

‘Humanoid in a coma’ è un album che viene dal futuro – RECENSIONE

Roberto Manfredi è autore, assieme con Paolo Baltario, del concept album ‘Humanoid in a coma’, progetto che ha il sapore di un rivoluzione musicale e, al contempo, di una intuizione letteraria.

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È breve come devono essere oggi le cose per colpire il segno, audace nelle intuizioni musicali, chiaro nel messaggio e nelle riflessioni che apre. ‘Humanoid in a coma’ è un disco accompagnato a un libro con all’interno una storia, un racconto intenso e delicato. Ma è anche (e io l’ho percepito in questo modo) un libro con una sua colonna sonora. È un racconto pieno di immagini, colori, sensazioni. Interessanti ed esplicative le illustrazioni che sono contenute all’interno, dalla prima all’ultima.

Prima ho ascoltato il disco, poi ho cominciato a leggere il libro mentre andava la musica, qui ho percepito le tracce musicali che andavano come la base strumentale della canzone che stavo leggendo. Finito di leggere, ti viene voglia di ricominciare, come quando si rimette da capo una canzone che hai appena ascoltato, per andare a cogliere nuove sfumature.

Un lavoro discografico straordinario, ma davvero fuori dall’ordinario, che, come dichiarato, si rifà a “Disco dell’angoscia”, concept album d’esordio dell’etichetta discografica Ultima Spiaggia fondata da Nanni Ricordi e Ricky Gianco a metà degli anni ’70. In quel caso l’album è la traduzione sonora di un uomo che in stato di coma rivive nel suo subconscio alcuni momenti della sua vita come la guerra, la ricostruzione e le lotte sociali.

Qui, con ‘Humanoid in a coma’, l’autore Manfreud ci parla di un umanoide di ultima generazione che è stato creato anche con cellule umane, tema tra l’altro di strettissima attualità che ruota vorticosamente tra robotica, scienza generativa, filosofie apocalittiche, degenerazione ambientale in un tempo definito medioevo 4.0.

Come dicevo, quest’album di Manfreud (pseudonimo non casuale di Roberto Manfredi) ha una narrazione precisa che segue lo svolgimento della storia narrata nel libro. È un album strumentale, l’autore al posto dei testi ha inserito ambienti sonori e reali: l’incidente del veicolo, il battito del cuore, il respiro, i rumori della sala di rianimazione, ambienti sonori urbani, esplosioni di missili, elicotteri e droni, la voce di Donald Trump che annuncia il fantomatico Liberation Day americano, voci di giornalisti umanoidi. Un racconto sonoro e musicale che suggerisce all’ascoltatore anche il plot di un film immaginario, fantascientifico ma al tempo stesso contemporaneo, distopico e visionario come il mondo di oggi dominato dalla tecnocrazia. La produzione di ogni fase di lavorazione, dalla composizione al mixaggio, si avvale dell’uso di nuove tecnologie e di varie culture: da quella analogica a quella generativa. Un album prodotto con una perfetta simbiosi tra emozioni umane ed elaborazioni artificiali. Praticamente un “man featuring machine”.

Rende ancora più straordinaria la concezione di questo lavoro la presenza di musicisti del calibro di Patrizio Fariselli, cofondatore degli Area; Lucio Fabbri, Pfm; Giuseppe Fiori e Paolo Baltaro, quest’ultimo anche coproduttore e coautore dell’album. L’album è disponibile su ordinazione sul sito www.banksvillerecords.com. L’album è disponibile anche su tutte le piattaforme digitali ad eccezione di Spotify.

Conferenza Stampa: Audizioni per Area Sanremo 2025 – Attesi in città oltre 500 giovani artisti

Tutto pronto per Area Sanremo 2025. In attesa del Festival di fine febbraio 2026, Sanremo inizia a respirare già aria di musica con l’imminente inizio di Area Sanremo.

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Ricordiamo che Area Sanremo è il concorso rivolto ai giovani artisti e musicisti che aprirà le porte dell’Ariston a due di loro, che si uniranno ai 2 finalisti di “SANREMO GIOVANI” con la finale prevista per il 14 Dicembre.

La gara prenderà il via venerdì 5 dicembre, con oltre 500 ragazzi (per la precisione 505) che si raduneranno al Palafiori per mettere in mostra le proprie capacità. Un dato in grande crescita, rispetto ai 336 della scorsa edizione: un miglioramento anche legato all’allargamento della fascia d’età per partecipare, portata a 29 anni.

Una settimana di esibizioni al termine di cui la giuria pubblicherà i nomi dei finalisti, che saranno richiamati a un ultimo sforzo venerdì 12 dicembre (quando verranno resi noti i nomi dei vincitori) e venerdì 13 quando avverrà l’audizione davanti alla commissione Rai.

Complessivamente, quindi, la categoria Nuove Proposte di Sanremo 2026 sarà composta da 4 Artisti che interpreteranno le stesse canzoni presentate ad Area Sanremo e Sanremo Giovani.

I minorenni quest’anno sono 25, un numero vicino all’edizione dello scorso anno che ne contava 29.

Le regioni più rappresentate sono: Lombardia (84), Lazio (59), Campania (44), Emilia-Romagna (42), Puglia (40), Toscana (37), Sicilia (35), Veneto (32). Per la Liguria invece se ne contano otto.

area sanremo

Alessandro Mager (Sindaco del Comune di Sanremo): “Siamo molto soddisfatti dell’ottimo risultato di Area Sanremo che conferma quanto la nostra città sia punto di riferimento per la musica italiana. L’alto numero di iscrizioni rivela quanto i giovani talenti vedano in questo concorso un’opportunità concreta per emergere. Area Sanremo rappresenta non solo una competizione ma un percorso di crescita, formazione e valorizzazione delle nuove voci del panorama musicale. Ringrazio la Fondazione Orchestra Sinfonica per il lavoro svolto che, ancora una volta, rafforza l’identità musicale di Sanremo”.

Il grande numero di iscrizioni ad Area Sanremo – incalza l’assessore al turismo Alessandro Sindoni – è la conferma del lavoro portato avanti in questi mesi per il quale ringrazio la Fondazione Orchestra Sinfonica. Un lavoro che rivela l’appeal crescente di un’iniziativa che continua ad attirare giovani artisti da tutta Italia, affascinati dalla possibilità di mettersi in gioco in una città che della musica ha fatto la propria identità. Area Sanremo rappresenta un volano straordinario anche per il nostro turismo: ogni edizione porta nuovi visitatori, crea movimento, genera entusiasmo e contribuisce a rafforzare l’immagine della nostra città come luogo di creatività, talento e cultura. Ancora una volta Sanremo si conferma punto di riferimento per chi ama la musica”.

Enza Dedali, Assessore alla Cultura e delega alla Fondazione Orchestra Sinfonica, aggiunge: “Area Sanremo si conferma un appuntamento centrale della politica culturale della nostra città. Un’iniziativa che permette ai giovani talenti di mettersi in gioco, sperimentare e crescere. Sanremo è da sempre sinonimo di musica e, grazie ad Area Sanremo, continuiamo a creare occasioni concrete di crescita artistica. Ringraziamo la Fondazione per il lavoro svolto e per l’impegno nel rendere questa manifestazione sempre più attrattiva”.

Il Presidente della Fondazione avv. Filippo Biolé commenta: “Siamo molto soddisfatti dell’ottimo risultato di quest’anno, superiore a quello dello scorso anno quando i candidati erano stati 353. Si tratta del frutto di un costante lavoro di valorizzazione del concorso che portiamo avanti con un accompagnamento serio e attento dei giovani artisti. Area Sanremo si conferma una delle attività che trovano ascolto e attenzioni anche sui nostri canali digitali, che hanno registrato un +26,4% rispetto al 2024, un dato significativo anche dal punto di vista qualitativo. Le iniziative e l’approdo diretto al Festival grazie ad un’innovazione delle collaborazioni attratte sono sempre più attrattive nel panorama nazionale. Ora ci prepariamo ad accogliere nuovi artisti provenienti da tutta Italia, desiderosi di mettersi in gioco in un progetto che, di anno in anno, rivela il proprio valore. Ringrazio la Fondazione per il lavoro svolto e per quello che attende durante l’Area Sanremo Music Week”.

Alle sue parole si affiacano quelle del direttore artistico Giancarlo De Lorenzo, che sottolinea anche il grande lavoro fatto dall’Orchestra:

Sappiamo che abituare il pubblico a venire ai concerti è difficile e noi stiamo lavorando per cambiare la tendenza. Molto importante è avvicinare il pubblico con un linguaggio adeguato. Per questo ci siamo impegnati durante la stagione estiva, con anche le esibizioni nei borghi. Una strada che ci ha permesso di triplicare le presenze. Dobbiamo dare varietà nei programmi.
Il prossimo anno sarà difficile, stiamo lavorando ma sicuramente uno dei progetti su cui stiamo lavorando sarà sempre sui borghi con un omaggio a Lucio Dalla, con la presenza di Gabriella Martinelli, che arriva da Area Sanremo. Ieri è partito il progetto, che vorrei partisse con la stagione estiva, ma abbiamo già offerte per il territorio nazionale. Un grande lavoro che ha poi rilevanza su tutto il territorio cittadino”.

E un aspetto importante in tal senso, sottolineano, è il fatto che, grazie al nuovo bando e alla convenzione firmata, per i prossimi tre anni l’Orchestra Sinfonica si confermerà quella ufficiale del Festival, continuando a confermarsi un’eccellenza sia per il territorio sia per il panorama musicale in generale.

Come da tradizione, nel corso della finale sarà assegnata la targa Vittorio Scalzi.

Anche quest’anno, in concomitanza con le giornate di selezione, saranno organizzati spazi e sessioni per esibirsi, incontri formativi, momenti di networking e tante altre occasioni nella ‘Città della Musica’.

‘G’ è il nuovo album di Giorgia, documento del suo momento musicale – RECENSIONE

Undicesimo album di inediti per Giorgia che torna, dopo trent’anni di carriera a percorrere nuove strade. Come racconta lei stessa «questo album nasce quasi senza volere, ho un team di lavoro quasi tutto al femminile che mi ha detto di rimettermi nella musica quando pensavo di cominciare a fare altro».

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Giorgia è senza dubbio una delle voci, se non la voce, più interessanti del nostro panorama musicale. Non a caso la sua carriera, nonostante i brani del suo repertorio non siano stati in molte occasioni all’altezza del suo timbro e della sua personalità, non ha mai subito fasi d’arresto. Giorgia è Giorgia dalla prima volta che l’abbiamo vista salire sul palco del Festival di Sanremo con ‘E poi’ nel 1994. E poi di strada ce n’è stata, trentanni di carriera e oltre che oggi tornato a brillare grazie alla sua capacità di essere sempre credibile, Giorgia fa quel che piace a Giorgia, e con ‘G’ l’artista romana mette un tassello importante nella sua discografia. Nell’album di inediti spicca la sua storia di artista e di donna.

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Nella tracklist ritroviamo i brani che l’hanno vista salire sul palco del Teatro Ariston e che abbiamo sentito quest’estate: ‘L’unica’; ‘Golpe’; ‘Niente di male’; e ‘La cura per me’, brano che apre la tracklist nella versione che abbiamo ascoltato al Festival e che la chiude in un’inedita versione duetto con Blanco. In ‘G’ c’è una Giorgia nuova ma anche una Giorgia legata alle melodie di un tempo dove l’interprete si muove sicura senza mai eccedere. ‘Rifare tutto’; ‘Corpi celesti’; ‘Tra le lune e le dune’; ‘Carillon’; ‘Paradossale’; ‘Sabbie mobili’ e una più attuale, senza mai snaturare le sue qualità vocali, ‘Odio corrisposto’.

‘G’ è un album in cui spiccano nuove collaborazioni e grandi conferme: c’è la firma di Blanco, Calcutta, Dardust e l’immancabile Davide Petrella. Ritroviamo Federica Abbate, Mara Sattei, Jacopo Ettorre, Kyv, Enrico Brun, Cripo, Rondine, Simon Says, Alessandro La Cava, Katoo. Autori che portano a scoprire terreni mai esplorati, la presenza di questi nomi confermano che in ‘G’ c’è una nuova Giorgia, arrangiamenti dalle sonorità potenti ed elettroniche, ci sono tracce in cui si può ballare ma anche ballate intime. ‘G’ è come un mosaico di come viene percepita oggi dalle nuove generazioni anche perché molte canzoni, come racconta lei stessa, sono scritte da autori giovanissimi.

Giorgia canta come solo lei sa fare e, per buona pace di Mogol resta, anche quando si imbarca in un nuovo modo di fraseggiare, sempre unica e inconfondibile. Un album che è stato accolto dal pubblico con grande entusiasmo, Giorgia non si aspettava tutto questo successo, perché, come racconta «dopo trenta anni essere qui come se fosse quasi ricominciato tutto è incredibile, è qualcosa che non puoi vedere e se te lo dicono prima non ci credi. È stato un anno intenso, pieno anche di risultati che mi fanno piacere anche per chi lavora insieme a me che fatica tanto quanto me, vedere ogni tanto dei sorrisi è bello e raccogliere dei frutti del lavoro che si fa, però la cosa di cui sono maggiormente felice è questa ondata di affetto, di sostegno da parte del pubblico che è una cosa che non puoi decidere né prevedere e che è frutto di un legame che si è creato negli anni ed è secondo me il premio più grande».

giorgia

Tracklist di “G”:

  1. La cura per me
  2. Golpe
  3. Tra le lune e le dune
  4. Carillon
  5. Corpi celesti
  6. Paradossale
  7. Rifare tutto
  8. Sabbie mobili
  9. L’unica
  10. Odio corrisposto
  11. Niente di male
  12. La cura per me ft. Blanco

giorgia

Date del tour di Giorgia PALASPORT LIVE 2025

Dopo il trionfo estivo di “COME SAPREI LIVE 2025”, l’artista tornerà a esibirsi da fine novembre nei principali palasport italiani:

  • 06 DICEMBRE 2025 | BOLOGNA – Unipol Arena
  • 08 DICEMBRE 2025 | FIRENZE – Nelson Mandela Forum
  • 10 DICEMBRE 2025 | TORINO – Inalpi Arena
  • 12 DICEMBRE 2025 | PESARO – Vitrifrigo Arena
  • 13 DICEMBRE 2025 | MILANO – Unipol Forum
  • 16 DICEMBRE 2025 | PADOVA – Kioene Arena
  • 19 DICEMBRE 2025 | ROMA – Palazzo Dello Sport
  • 20 DICEMBRE 2025 |BARI – Palaflorio
  • 22 DICEMBRE 2025 | ROMA – Palazzo Dello Sport
  • 13 MARZO 2026 | TORINO – Inalpi Arena
  • 16 MARZO 2026 | ROMA – Palazzo dello Sport
  • 18 MARZO 2026 | BARI – Palaflorio
  • 21 MARZO 2026 | BOLOGNA – Unipol Arena
  • 23 MARZO 2026 | MILANO – Unipol Forum
  • 24 MARZO 2026 | MILANO – Unipol Forum
  • 28 MARZO 2026 | FIRENZE – Mandela Forum
  • 30 MARZO 2026 | PADOVA – Kioene Arena

Sanremo Giovani: fuori Mimì. Il gioco al ribasso che non meritiamo

La terza puntata di Sanremo Giovani 2025 certifica un problema ormai strutturale: la credibilità continua a sgretolarsi. Scelte discutibili, valutazioni improprie, ascolti in caduta e un meccanismo che privilegia apertamente il riciclo dei talent show più che la scoperta di voci nuove, aperte al futuro e capaci di fare la differenza. Da “padre dei talent” a “salva-talent” il passaggio è ormai compiuto, e a farne le spese sono, paradossalmente, i profili artistici più interessanti, come Mimì.

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La terza puntata di Sanremo Giovani 2025, andata in onda il 25 novembre in seconda serata su Rai 2, ha servito l’ennesimo colpo basso: l’eliminazione di Mimì — artista originaria del Mali e vincitrice di X Factor — nonostante una ballad intensa, modellata attorno al calore e alla rotondità della sua voce piuttosto che alle mode dalla consistenza lampo.

È andato così in scena un nuovo cortocircuito narrativo: un taglio ardito che stride tanto con la vocazione contemporanea del programma al rilancio degli ex talent quanto con quello storico marchio di qualità che, negli anni, aveva distinto il format e da cui ora sembra essersi definitivamente sganciato.

E non è finita. La serata ha visto uscire di scena anche Cainero, altra voce credibile e matura del lotto eliminata senza pietà. Per non parlare di Tära, talento cristallino italo-palestinese fatto fuori addirittura nella fase delle audizioni, come segnalato nel mio precedente approfondimento dedicato al talent pre-Sanremo 2026.

A passare il turno sono invece le vocine senza dote di Caro Wow, paragonata con leggerezza ad Arisa, e di Petit, stellina di Amici in pieno piano di recupero, entrambi con canzonette pop da playlist digitali senza futuro, destinate ad un consumo istantaneo. Si punta su ciò che è “ordinario”, su ciò che è di facile fruizione, non su ciò che resta.

E poi c’è la ciliegina sulla torta: Welo, accostato senza vergogna a Fabrizio De André per una canzone — con cui si è fatto spazio in semifinale — leggerissima, “a prova di bambino”, ma al tempo stesso di denuncia sociale sulla questione meridionale, proprio come Bocca di Rosa. Un parallelo che rivela il tenore dialettico che grava sul programma.

ASCOLTI IN CALO COSTANTE

Oltre alla perdita costante di autorevolezza della giuria — la stessa dello scorso anno — anche il dato televisivo racconta un progressivo disinteresse. L’ultima puntata è scesa a 282mila spettatori e al 5,40% di share.

Un declino ormai evidente, settimana dopo settimana. Numeri che fotografano una perdita di appeal e fiducia verso un format percepito come sempre più prevedibile e sempre meno accattivante. Numeri che costringono a una domanda: che ruolo ha oggi Sanremo Giovani nell’ecosistema musicale italiano?

Il talent noto per far emergere “la nuova stella d’Italia” sembra impegnato a spegnerle una dopo l’altra.

LEGGI Sanremo Giovani: esclusa l’italo-palestinese Tara, dentro Mimì

UN FORMAT AL RIBASSO CHE SEGUE LA BUSSOLA DEI TALENT SHOW

Più che aver perso la bussola, Sanremo Giovani sembra seguirne una molto precisa: la bussola dei talent show. Il risultato? Il programma sta diventando un “talent dei talent”, una sorta di salva-talent pensato per rilanciare ex concorrenti di Amici e X Factor che non sono riusciti a decollare nelle rispettive esperienze televisive.

Un caso emblematico è Settembre, ex concorrente di X Factor, che proprio attraverso Sanremo Giovani dello scorso anno è poi approdato alla vittoria di Sanremo 2026 nella categoria Nuove Proposte.

E la dinamica si ripete: tra i concorrenti di quest’anno ancora in corsa ritroviamo da Amici Nicolò Filippucci, Petit, Antonia e Senza Cri, e da X Factor Angelica Bove — qui c’è del carisma — e Cmqmartina.

I brani premiati nelle ultime puntate confermano questa impostazione: ritmi immediati, testi facili facili, produzioni digitali e melodie già sentite, modellate sui flussi standardizzati della musica algoritmica o generata dall’IA. Una proposta da “usato sicuro”: perfetta per Spotify o TikTok, assai meno per una vetrina che dovrebbe individuare il futuro della musica italiana.

E quando la giuria interviene, lo fa con valutazioni spesso discutibili. Dalle uscite scivolose di Carolina Rey, che lo scorso anno ironizzò sul look eccentrico e fluido di Sea John, a quelle pericolose di Ema Stokholma, che ha legittimato l’abuso dell’autotune presentandolo come marchio generazionale. Fino alle considerazioni più ignoranti di Manola Moslehi, che ha elogiato Nicolò Filippucci con un «con la tua voce puoi fare tutto» — nemmeno fosse Mina — e ha lodato Antonia, famosa per le sue imprecisioni dal vivo, sostenendo che «l’R&B negli ultimi anni non ha avuto grandi cantanti», ignorando un genere oggi in piena rinascita grazie ad esponenti potentissimi come Lauryyn e molti altri.

Non mancano neppure i paragoni shock: Welo–De André per Moslehi, Caro Wow–Arisa per Rey.

Così, mentre la narrazione ufficiale affidata ad una new entry — Gianluca Gazzoli — continua a parlare di “nuove proposte”, il format appare orientato sempre più verso il riciclo dei volti già noti alla TV, a scapito delle vere novità e di chi porta linguaggi realmente diversi. Direttore artistico e squadra, invece di alzare l’asticella e sfruttare il proprio potere per sparigliare le carte del mainstream — educando a un ascolto più consapevole e meno omologato — consolidano l’impero del pop usa-e-getta: un gioco comodo, prevedibile e irrimediabilmente al ribasso, che non meritiamo.

IL MECCANISMO CHE PRECONFEZIONA IL CAST

L’edizione 2025 di Sanremo Giovani prevede che, dopo le audizioni iniziali, 24 concorrenti vengano selezionati per partecipare alla fase televisiva, su Rai 2.

Seguono quattro puntate eliminatorie (11, 18, 25 novembre e 2 dicembre), in cui ogni settimana sei artisti si sfidano attraverso duelli a due, e solo tre di loro superano il turno.

I 12 superstiti di questa fase accederanno alla semifinale del 9 dicembre; di questi, solo 6 arriveranno alla finalissima Sarà Sanremo — in programma nella prima serata di Rai 1 il 14 dicembre dal Casinò di Sanremo — nella quale soltanto 2 conquisteranno il pass come “Nuove Proposte” per il Festival di Sanremo 2026.

A completare il quadro c’è Area Sanremo, che assegna ulteriori accessi al Festival e crea di fatto un sistema a doppio binario: un percorso parallelo, perfettamente simmetrico a Sanremo Giovani poiché quest’anno dispone di due posti anziché uno. Un posto aggiuntivo sottratto proprio a Sanremo Giovani — passato da tre slot disponibili a soli due — che, di conseguenza, aumenta ulteriormente la pressione competitiva e rende il peso e l’importanza dei due talent identici all’interno del meccanismo di selezione.

La giuria che valuta le esibizioni è la stessa che ha scelto i 24 iniziali, la stessa dello scorso Sanremo Giovani: presieduta da Carlo Conti e composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia, con il supporto del vicedirettore Rai Claudio Fasulo.

Un meccanismo interamente manovrato dalla giuria, senza televoto, con votazioni segrete e scontri diretti stabiliti dalla produzione, lascia pensare che l’esito possa essere già deciso a tavolino e quindi già nelle mani di Carlo Conti, così come la debole lista dei 30 Big prescelti per Sanremo 2026, letta dallo stesso domenica 30 novembre al Tg1 di pranzo.

TUTTE LE SFIDE — CHI PROSEGUE

Prima puntata – 11 novembre 2025

  • Antonia – Luoghi perduti vs Joseph – FenomenaleAntonia

  • La Messa – Maria vs Xhovana – EgoLa Messa

  • Renato D’Amico – Bacio piccolino vs Cmqmartina – Radio ErotikaCmqmartina

Seconda puntata – 18 novembre 2025

  • Angelica Bove – Mattone vs Amsi – Pizza americanaAngelica Bove

  • Disco Club Paradiso – Mademoiselle vs Soap – Buona vitaSoap

  • Lea Gavino – Amico lontano vs Nicolò Filippucci – LagunaNicolò Filippucci

Terza puntata – 25 novembre 2025

  • Welo – Emigrato vs Cainero – NuntannamuràWelo

  • Caro Wow – Cupido vs Deddè – Ddoje CriatureCaro Wow

  • Petit – Un bel casino vs Mimì – SottovocePetit

Quarta puntata – 2 dicembre 2025 (in programma)

Concorrenti in gara: Eyeline (Finché dura), Jeson (Inizialmente tu), Occhi (Ullallà), Principe (Mon Amour), Seltsam (Scusa mamma), Senza Cri (Spiagge)

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo 

GLI ESCLUSI DI SANREMO 2026

Oggi Carlo Conti ha svelato in diretta al Tg1 delle 13.30 i nomi dei 30 Big in gara al prossimo Festival di Sanremo. Diversi gli artisti esclusi.

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Carlo Conti ha svelato di aver ricevuto circa 270 proposte, tra queste di sicuro sono state rispedite al mittente quelle firmate Jalisse. Il duo composto da Alessandra Drusian e Fabio Ricci ha subito il 29° No consecutivo.

Da segnalare la bocciatura degli Zero Assoluto, che da alcuni anni sono vicini all’approdo all’Ariston, ma che questa volta sembravano davvero vicini al ritorno in gara.

Fuori anche Venerus e le due nuove proposte finaliste lo scorso anno, ovvero il vincitore Settembre e Alex Wyse.

Mancano l’appuntamento all’Ariston Anna Tatangelo, Fast Animals and Slow Kids, la coppia Emma Nolde e Diodato, Aiello, BigMama, Amara, Fred De Palma, Carl Brave, Benji & Fede e Sangiovanni.

Qualche dubbio su Bresh. C’è chi scommette che abbia in realtà presentato un brano non troppo apprezzato dalla direzione artistica, un po’ come i Subsonica e Tiromancino.

Niente da fare nemmeno per la raffinata coppia Elio – Paolo Jannacci, Tropico (questa volta davvero vicino all’Ariston), Virginio, Giordana Angi e Pierdavide Carone.

Fuori anche Sarah Toscano, TrigNo, i Patagarri, Anna Castiglia e la bravissima vincitrice di X Factor Mimì.

Nessuna sorpresa, invece, per l’esclusione di Tommy Cash che, dopo il successo di Espresso Macchiato, puntava alla conferma con il singolo in italiano Ok, che invece non ha raccolto i risultati attesi.

Nessuna candidatura da parte di Alfa, Elisa, Emma, Marco Mengoni, Gianni Morandi, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Tiziano Ferro, Tedua, Madame, la coppia Elodie – Rkomi e soprattutto Geolier, nomi più volte chiacchierati nelle ultime settimane.

Pare non abbia presentato un pezzo per il Festival anche California, ex componente del duo Coma_Cose.

 

Sanremo 2026: annunciati i nomi dei Big in gara

L’attesa è finita. Carlo Conti come da tradizione ha svelato in diretta al Tg1 delle 13.30 i nomi dei 30 Big in gara al prossimo Festival di Sanremo che si terrà al Teatro Ariston di Sanremo dal 24 al 28 febbraio 2026, in diretta su Rai 1, Radio2 e RaiPlay.

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L’annuncio dei Big è stato posticipato di sette giorni per il lutto per la scomparsa di Ornella Vanoni, tra le grandi protagoniste del Festival.

Ascolto dopo ascolto il direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti, ha deciso quali saranno i Big in gara alla edizione numero 76.

E, dopo aver ricevuto oltre 300 brani, a sottolineare la vivacità e la varietà della musica italiana, con una modifica al Regolamento in accordo con Rai, ha deciso di portare il numero dei Big per l’edizione 2026 da 26 a 30.

Anche la 76ª edizione del Festival parte con le carte in regola per rappresentare un’importante parte della vastissima produzione musicale italiana, con significativi esordi e con artisti che tornano a calcare il palco dell’Ariston”.

Parola del Direttore artistico Carlo Conti che, al Tg1 delle 13.30, ha annunciato la lista dei 30 Big in gara.

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I 30 Big in gara:

Tommaso Paradiso
Chiello 
Serena Brancale 
Fulminacci 
Ditonellapiaga 
Fedez & Masini 
Leo Gassmann 
Sayf 
Arisa 
Tredici Pietro 
Sal Da Vinci 
Samurai Jay 
Malika Ayane 
Luchè 
Raf 
Bambole di pezza 
Ermal Meta 
Nayt 
Elettra Lamborghini 
Michele Bravi 
J-Ax 
Enrico Nigiotti 
Maria Antonietta & Colombre 
Francesco Renga 
Mara Sattei 
LDA & Aka 7even 
Dargen D’Amico  
Levante 
Eddie Brock 
Patty Pravo

Al cast si aggiungeranno gli artisti delle Nuove Proposte, selezionati da Sanremo Giovani e Area Sanremo.

Nel corso della serata del 14 dicembre di “Sarà Sanremo”, in onda su Rai 1 in diretta dal Casinò di Sanremo, Conti svelerà i titoli dei brani dei 30 Big in gara al prossimo Festival.

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“Spero diventino tutte hit”

Nei brani scelti per il prossimo Festival di Sanremo “c’è tantissima varietà, tanto fermento, è la dimostrazione che la musica italiana è in grande evoluzione. Ci sono tantissimi esordi e qualche conferma e tanti sapori musicali diversi”, ha detto il direttore artistico del Festival.

“Spero – ha aggiunto – di aver avuto fortuna come l’anno scorso e di aver scelto canzoni che resteranno nel tempo. La speranza è di aver ampliato il ventaglio dei gusti musicali per accontentare tutti gli spettatori”. Poi ha auspicato “tanto divertimento e della buona musica. Alcuni brani faranno riflettere, altri ballare. Spero saranno tutte hit e che entrino a far parte della nostra colonna sonora”.

Le reazioni dei Big

Immancabili le reazioni degli artisti in gara dopo aver sentito il loro nome nella lista dei Big. Si va dall’incontenibile entusiasmo delle Bambole di Pezza ai salti di gioia di Leo Gassmann, fa festa Lda, che sarà all’Ariston in coppia con Aka7, mentre Michele Bravi posta un video dall’aeroporto: “Sto per salire su un volo di quindici ore, fatemi sapere se mi hanno preso, giusto per organizzarmi”.

Sceglie l’ironia anche il debuttante Tommaso Paradiso, che pubblica su Instagram uno spezzone di Paolo Villaggio che dice “con prudenza, ma ci andremo“.

Si riparte da qui“, scrive Fedez sui social con la foto che lo ritrae accanto a Marco Masini nella serata duetti della scorsa edizione.

“Sanremo 2026, arrivo”, dice Arisa che torna all’Ariston dove è stata concorrente, vincitrice eco-conduttrice.

Se non ricordo male la riviera ligure è incantevole a febbraio…“, commenta Malika Ayane. Il più distaccato sembra Chiello, altro esordiente, che posta un’immagine solitaria in un paesaggio innevato e scrive: “Mi piace stare qui”.

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Quando si svolge Sanremo quest’anno e perché è stato posticipato

Le date ufficiali dell’edizione 2026 sono dal 24 al 28 febbraio, in diretta su Rai 1. Lo spostamento rispetto ai primi giorni di febbraio è legato alle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina, in programma nelle prime settimane del mese, che hanno reso necessario il posticipo del Festival. Le cinque serate seguiranno il format tradizionale: quattro dedicate alle esibizioni dei Big e alle cover, la finale sabato 28 febbraio, durante la quale sarà proclamato il vincitore della 76ª edizione del Festival di Sanremo.

L’omaggio ai grandi del passato

Come annunciato da Carlo Conti nei giorni scorsi, l’edizione 2026 sarà particolarmente sentita, con omaggi alle icone del Festival della canzone italiana. Tra queste, Pippo Baudo, Peppe Vessicchio e Ornella Vanoni. Figure storiche di Sanremo che il direttore artistico ha già dichiarato di voler celebrare con grande attenzione e rispetto. Probabile anche un ricordo delle gemelle Kessler: la loro esibizione all’Ariston nel 2014 conquistò il pubblico.

CESARE CREMONINI: fuori il nuovo singolo “RAGAZZE FACILI” con il video diretto da GREG WILLIAMS

Esce il singolo “Ragazze facili” di Cesare Cremonini, brano di cui è l’unico autore oltre che produttore artistico. Il video del brano porta la firma di un regista d’eccezione, lo straordinario fotografo e regista Greg Williams

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 “Ho scritto questa canzone in pochi minuti al pianoforte, ma ci ho messo una vita a trovarla. – racconta Cesare a cuore aperto – Mi è stato chiesto di compiere l’atto più disarmante e rivoluzionario per un uomo: trovare il coraggio di amare e mostrarsi vulnerabili. Mentre cercavo di soffiare via con la solita leggerezza tutta la cenere di quel fuoco spento mi sono accorto che qualcosa stava franando dentro di me e non potevo più indugiare: “Ragazze facili” è stata l’esplosione che ha rotto la diga. Siamo rinati insieme, io e lei. È solo riconoscendo le proprie debolezze, chiamandole per nome che si può aprire una riflessione profonda su un tema che ci tocca da vicino: il coraggio di correre il rischio di amare“.

Così spiega “Ragazze facili” Cesare Cremonini, che del brano (in uscita in tutte le radio da oggi, venerdì 28 novembre), è oltre che l’unico autore anche il produttore artistico.

Ragazze facili” si spinge oltre la retorica delle canzoni d’amore dedicate a una donna, raccontando tutta la fragilità dell’uomo moderno di fronte a sé stesso. In pochi minuti fotografa il momento preciso in cui un uomo si toglie la maschera e abbandona gli alibi di cui è solito circondarsi, svelando che le ragazze facili, intese come la via più facile per nascondersi e difendersi dal dolore, non esistono. Sono fantasmi della sua mente.

cesare cremonini
Crediti foto Greg Williams

Musicalmente la canzone è una ballad potente dal sapore glam, un brano in cui puoi scorgere l’amore eterno per i grandi cantautori anglosassoni come David Bowie, Paul Mc Cartney, Elton Johann, ma anche i Queen nell’utilizzo teatrale dei cori, quasi ci trovassimo ad ascoltare un brano in un musical gospel di Broadway. La canzone è nutrita quindi da una memoria sonora proveniente dagli anni Settanta, ma calata, grazie al linguaggio di Cremonini, perfettamente nel quotidiano.

Ragazze facili“, che  dell’album “ALASKA BABY” è il tempio emotivo e il brano di maggior spessore autorale, vede al lavoro un team d’eccezione della musica italiana e internazionale : è stato infatti registrato a Londra nel marzo del 2024 nei British Grove Studios di Mark Knopfler, al pianoforte vanta  la straordinaria partecipazione di Mike Garson, leggendario pianista e guru di Bowie, ai cori la voce inarrivabile di Elisa e per i raffinati arrangiamenti orchestrali ancora una volta la collaborazione con il maestro, compositore e direttore d’orchestra Nick Ingman.

Crediti foto Greg Williams

 

Per il videoclip del brano invece un regista d’eccezione, lo straordinario fotografo e regista Greg Williams, già autore di celebri scatti di Cesare Cremonini durante il tour estivo negli stadi. Una collaborazione, quella tra l’artista bolognese e il fotografo inglese, che dura da tempo e che ancora una volta ha dato vita ad un’opera artistica fuori dal tempo e dagli schemi. Il video, girato in una Londra autunnale e piovosa, racconta la comparsa di allucinazioni emotive causate da un distacco con la persona amata. Il bianco e nero e la fotografia di questo piccolo gioiello che premia lo stile inconfondibile di Greg Williams, crea una atmosfera cinematografica d’altri tempi, estremamente connessa con i sentimenti espressi nella canzone, rendendo anche questo nuovo capitolo di Cremonini un “istant classic” che si aggiunge alla sua produzione artistica unica.

cesare cremonini

“Ragazze facili”, nella sua versione live, è contenuta nell’album CREMONINI LIVE25 (leggi nostro articolo): triplo album dal vivo che cattura e traduce in musica la forza di un tour che ha attraversato 13 grandi stadi in tutto il paese, attirando centinaia di migliaia di spettatori rimasti rapiti da uno show che ha combinato narrazione visiva, scrittura musicale e una presenza scenica eccezionale, confermando Cesare Cremonini come uno dei performer più potenti e completi della musica italiana contemporanea. Da oggi disponibile in esclusiva nell’edizione digitale anche la cover live del celeberrimo brano degli Oasis, “Cigarettes & Alcohol“, che Cesare ha cantato sul palco durante la data di Bari quest’estate.

cesare cremonini
Crediti foto Greg Williams

L’album “CREMONINI LIVE25” accompagnerà il pubblico ai 4 grandi eventi live della prossima estate con il CREMONINI LIVE26, che toccherà alcuni luoghi iconici della musica in Italia: il Circo Massimo di Roma (6 giugno), l’Ippodromo SNAI La Maura di Milano (10 giugno), l’Autodromo di Imola Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena (13 giugno), la Visarno Arena di Firenze (17 giugno).

Fuori la riedizione di “E IO CI STO” di RINO GAETANO – Fuori anche l’opera video di Nicolò Bassetto per la title track

E’ disponibile la riedizione dell’album “E io ci sto” (Sony Music Italy) di RINO GAETANO in versione digitale, vinile e CD con audio rimasterizzato a 192kHz/24bit

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Disponibile anche l’attesa opera video dedicata al brano “E io ci sto” firmata dal regista Nicolò Bassetto, tra i nomi più interessanti della scena contemporanea, prodotto da Borotalco.tv.

Un omaggio d’autore che attraversa generazioni: il progetto nasce da un manoscritto ritrovato, uno script in cui Gaetano immaginava di accompagnare il brano “E io ci sto” con un videoclip girato tra le strade di Roma e il tramonto di Capri. Bassetto riprende quell’intuizione mai realizzata e la trasforma in un film d’arte, girato interamente in pellicola.

Nel video, il giovane protagonista, interpretato da Giovanni Maini, percorre Roma affiggendo un cartello con la scritta “sei la tua guerra”: un gesto simbolico che riassume l’anima del brano, una dichiarazione di appartenenza e resistenza, scritta con quella leggerezza solo apparente che da sempre contraddistingue il cantautore calabrese.

rino gaetano

Tra disillusione e speranza, “E io ci sto” continua a parlare con forza al presente: una canzone che racconta la solitudine dell’individuo, ma anche la sua scelta di esserci, di partecipare, di non arrendersi.

Nel film partecipa come special guest anche Alessandro Gaetano, nipote del cantautore, la cui presenza aggiunge una dimensione intima a un progetto che è insieme ricordo, omaggio e rinascita.

La nuova edizione di “E io ci sto” è composta dalla tracklist originale, accompagnata dai testi dei brani, e impreziositi dall’inedito Un film a colori (Jet set), un testo alternativo, che racconta un amore intimo, sulle note del suo brano “Jet Set”, passando della satira pungente che tutti conosciamo a un lato più personale e romantico. Il vinile, di colore rosso, è accompagnato dal manoscritto inedito di Rino Gaetano che delinea il videoclip di “E io ci sto” realizzato da Bassetto

rino gaetano

Tracklist “E io ci sto

  1. E io ci sto
  2. Ti ti ti ti
  3. Ping pong
  4. Michele ‘o pazzo è pazzo davvero
  5. Metà Africa metà Europa
  6. Jet set
  7. Sombrero
  8. La donna mia / Scusa Mary
  9. Un film a colori (Jet set) – inedito

Pubblicato nel 1980, l’album E io ci sto” è il ritratto dell’Italia di un artista libero e visionario, capace di trasformare la realtà in racconto, mescolando sogno e disincanto. “E io ci sto” è una satira del mondo dello spettacolo, una critica al conformismo, una disanima delle dinamiche di potere ancora molto attuale.

rino gaetano

Prodotto e arrangiato dal rinomato contrabbassista Giovanni Tommaso, l’album dimostrava ancora una volta una libertà intellettuale senza pari, che ha sempre contraddistinto la produzione di Rino Gaetano. Fu l’ultimo album di inediti prima della tragica scomparsa a soli 30 anni nel 1981.

L’edizione celebrativa promette di riportare all’attenzione del pubblico la forza disarmante e la libertà intellettuale di uno dei più grandi poeti della musica italiana.

Un film a colori (Jet Set) è presente nel film “Rino Gaetano sempre più blu di Giorgio Verdelli, prodotto da Sudovest Produzioni e Indigo Film, in collaborazione con Rai Documentari, e distribuito da Medusa Film, presentato in anteprima alla 20ª Festa del Cinema di Roma e che sarà nelle sale cinematografiche il 24, 25 e 26 novembre. Il film è un ritratto corale e intimo del cantautore, un viaggio tra memorie, interviste e voci che raccontano l’uomo dietro il mito, celebrandone l’eredità musicale e culturale.

Sergio Cammariere: nuovo album “La pioggia che non cade mai” – Date Tour

 

A meno di tre anni dal suo ultimo disco, esce il 28 novembre su tutte le piattaforme digitali, in formato CD e vinile, LA PIOGGIA CHE NON CADE MAI, il nuovo album di Sergio Cammariere prodotto da Jando Music, Grandeangelo srl e Aldo Mercurio in coproduzione con Parco della Musica Records.

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Un’ulteriore autentica immersione nel mondo suggestivo e raffinato dell’artista calabrese che ancora una volta conferma la sua unicità nel panorama musicale italiano. Il disco è già disponibile in presave .

Un viaggio composto da tredici canzoni che esplorano amore, memoria, distanza, rinascita e consapevolezza, costruiti come capitoli di un’unica storia sentimentale: amori interrotti, lunghe attese, riflessioni sul tempo. Un percorso intimo sospeso tra malinconia e meraviglia che danno vita ad un’opera elegante e intensa. Con questo nuovo lavoro, Sergio Cammariere conferma la sua straordinaria capacità di fondere la sua musica con la poesia di Roberto Kunstler, mescolando generi e sensibilità differenti, intrecciando jazz, cantautorato ed evocazioni cinematografiche in un dialogo armonioso, dove la voce calda e il pianoforte restano, come sempre, protagonisti assoluti per offrire un’esperienza d’ascolto intensa e profondamente emozionale.

Le ritmiche sono affidate a due maestri della batteria – Alfredo Golino e Amedeo Ariano – e a tre raffinati contrabbassisti – Ares Tavolazzi, Luca Bulgarelli e Alfredo Paixão – dando vita a un tessuto sonoro ricco e sofisticato, valorizzato dagli interventi della violoncellista Giovanna Famulari, di Daniele Tittarelli al sax soprano e Christian Mascetta alle chitarre.

Sergio Cammariere

Tracklist “La Pioggia che non cade mai”: 1 L’AMORE È TUTTO; 2 LA PIOGGIA CHE NON CADE MAI; 3 LA VOCE DEL CUORE; 4 COME UNA DANZA; 5   UNA LUNGA ATTESA; 6 IL FIUME SCENDE GIÙ; 7 CERTE STORIE RITORNANO; 8 COSA SARÀ MAI DI ME; 9 COME UN SOGNO; 10 QUALCOSA CHE HO LASCIATO DIETRO ME; 11 UN SEGRETO D’AMORE; 12 L’INCERTA REALTÀ; 13 DAVANTI ALL’INFINITO

Disponibile il videoclip della title track “La pioggia che non cade mai”, diretto da Stefano Schirato e Riccardo Alessandri: le immagini alternano la natura rigogliosa e fiorente del Parco Nazionale del Gran Sasso dove un bambino gioca e corre libero, ad un paesaggio arido e deteriorato in cui si muove l’artista. Un contrasto evocativo e potente sulla necessità e l’urgenza di ripensare un nuovo rapporto dell’uomo con l’ambiente e il mondo circostante.

Sergio Cammariere

 

Sergio Cammariere presenterà dal vivo le nuove canzoni, insieme ai successi più amati, nei prossimi concerti. Ecco le prime date annunciate per il 2026:

25 gennaio Barletta

8 marzo Reggio Calabria

9 marzo Cosenza

11 aprile Lecce

21 aprile Torino

5 maggio Roma

5 settembre Viterbo

31 ottobre Bari

Per tutti gli aggiornamenti di calendario: www.mercuriomanagement.it

I GUNS N’ ROSES annunciano un nuovo Tour e l’uscita di due nuove canzoni

I Guns N’ Roses annunciano un nuovo Tour mondiale e l’uscita di due nuove canzoni, “Nothin” e “Atlas” in uscita il 2 dicembre

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Dopo un tour mondiale nel 2025 che ha visto i Guns N’ Roses tornare in Europa, Medio Oriente, Asia e America Latina, le potenti icone del rock hanno annunciato che torneranno in tour nella primavera e nell’estate del 2026.

Il tour del 2026 vedrà i Guns N’ Roses visitare il Messico e il Brasile, prima di esibirsi in altri Paesi dell’Unione Europea, infine negli stadi negli Stati Uniti e in Canada. Il prossimo tour include una performance speciale al Rose Bowl di Los Angeles, che segna un ritorno storico alla sede per la prima volta in oltre 30 anni.Per partecipare alla prevendita per artisti dei Guns N’ Roses in Nord America mercoledì 3 dicembre alle 10:00 (ora locale), è necessario registrarsi QUI entro lunedì 1 dicembre alle 23:59 (ET). Non sono necessari codici: l’accesso è legato al proprio account Ticketmaster e chiunque si registri può partecipare alla vendita. I membri del Nightrain Fan Club avranno accesso prioritario ai biglietti in tutto il mondo. Ulteriori prevendite saranno disponibili durante tutta la settimana prima della vendita generale. Gli orari variano a seconda della città, per ulteriori informazioni visitare www.gunsnroses.com 

guns

Assieme all’annuncio del tour, i Guns N’ Roses hanno svelato l’uscita di due nuove canzoni, “Nothin” e “Atlas” in uscita il 2 dicembre. Si tratta della prima nuova uscita del gruppo dal 2023 e questi due pezzi si aggiungeranno a “The General” e “Perhaps” nella scaletta del tour, al fianco delle hit e dei classici della band.

L’annuncio arriva pochi giorni dopo che i Guns N’ Roses hanno pubblicato il loro cofanetto deluxe “Live Era ’87-’93”, un’edizione limitata con audio rimasterizzato e una nuova grafica. “Live Era” rimane un ritratto dei GNR nei loro anni giovanili e l’uscita non poteva essere più tempestiva: allora come oggi, i GNR sono una delle band dal vivo più carismatiche del pianeta.

Con le apparizioni già annunciate all’interno di festival in Messico, Brasile e Regno Unito, il tour di 31 date comprenderà una leg europea con concerti in Polonia, Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Francia, prima che i GNR tornino in Nord America per una serie di concerti negli Stati Uniti e in Canada. I biglietti sono disponibili su gunsnroses.com.

Pink Floyd: “WISH YOU WERE HERE 50”, la riedizione speciale esce a dicembre

I PINK FLOYD hanno annunciato la riedizione del loro album epocale “Wish You Were Here” del 1975 che, a 50 anni dalla sua uscita, suona ancora intenso e vitale come allora, meritando di essere celebrato e approfondito. La speciale edizione per l’anniversario, “Wish You Were Here 50”, in uscita il 12 dicembre per Sony Music, consentirà ai fan, per la prima volta, di immergersi più a fondo in un momento cruciale della storia dei Pink Floyd.

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È online una chicca che anticipa la riedizione: per la prima volta “Shine On You Crazy Diamond (pts. 1-9, New Stereo Mix)” riunito in un’unica traccia. Mixato nuovamente in stereo da James Guthrie, il risultato è un’opera unica di 25 minuti. 

“Shine On You Crazy Diamond” e la storia della sua creazione sono entrate nella leggenda del rock’n’roll. L’omaggio dei Pink Floyd al loro amico d’infanzia ed ex membro della band Syd Barrett è un capolavoro struggente e monumentale, permeato da sentimenti di colpa, frustrazione e tristezza. In uno degli episodi più toccanti della carriera della band, Syd arrivò senza preavviso agli Abbey Road Studios proprio il giorno in cui i Pink Floyd stavano iniziando i mixaggi finali del brano, ma nessuno dei membri riuscì a riconoscere l’ex frontman, così cambiato nell’aspetto. Per celebrare l’uscita e l’eredità duratura di Syd Barrett, il comico, attore e artista Noel Fielding ha realizzato una serie di dipinti originali commissionati appositamente, ispirati all’immagine iconica di Syd e dedicati a questa anima così unica e influente (per maggiori informazioni sull’arte di Noel Fielding, fare riferimento alle gallerie Podgorny, Jealous e Don’t Walk Walk).

Sul sito dei Pink Floyd è presente Dear Pink Floyd Experience www.pinkfloyd.com/dear-pink-floyd: uno spazio digitale interattivo dove i fan di tutto il mondo possono condividere poesie, ricordi e riflessioni ispirate alla musica della band.

Una serie di iniziative in tutto il mondo ricordano la centralità dell’iconico disco, in vista della riedizione del 12 dicembre che offrirà una nuova e appassionante prospettiva con diverse rarità.

Dopo il doppio appuntamento a Milano in occasione della Milano Music Week, dal 12 al 14 dicembre in Ripa di Porta Ticinese 47 sarà allestito un imperdibile pop up store dedicato all’album, per immergersi nel mondo dei Pink Floyd. Per l’occasione verrà messa in vendita un’esclusiva edizione limitata in vinile bianco di “Wish You Were Here”.

Dopo il successo dei primi ascolti guidati dedicati alla discografia dei Pink Floyd, il 14 dicembre  si torna all’Auditorium Parco della Musica di Roma con un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della musica: la nuova rimasterizzazione 2025 di “Wish You Were Here” sarà fatta ascoltare  con un impianto di livello assoluto con diffusori JBL Everest e amplificazione Mark Levinson, accompagnata dalle voci autorevoli di Marco Fullone e Giancarlo Valletta, che impreziosiranno l’esperienza con racconti, curiosità e riflessioni sul contesto culturale e musicale che ha reso immortale quest’opera. L’evento a ingresso libero potrà essere prenotato mandando una mail all’indirizzo: wywhauditorium@gmail.com e aspettando conferma di prenotazione. Le sessioni che si terranno presso lo Studio 2 con 50 posti a sedere saranno 6, dalle ore 10.30 alle ore 18.15.

La speciale edizione per l’anniversario, “Wish You Were Here 50”, in uscita il 12 dicembre per Sony Music, consentirà ai fan, per la prima volta, di immergersi più a fondo in un momento cruciale della storia dei Pink Floyd.

Al centro di questa speciale raccolta si trovano 6 versioni alternative e demo inediti che presentano l’ottavo album in studio dei Pink Floyd in una veste completamente nuova.

Tra le rarità da studio in uscita, figurano “The Machine Song (Roger’s demo)”, il primo demo casalingo che Roger Waters presentò originariamente alla band, un mix strumentale inedito di “Wish You Were Here” che mette in risalto la pedal steel guitar di David Gilmour, un’altra demo inedita di “Welcome to the Machine” “The Machine Song (Demo #2, Revisited)”, e, per la prima volta, una versione completa di “Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9)” che unisce le due parti del brano in un nuovo mix stereo realizzato da James Guthrie.

“Wish You Were Here 50” verrà pubblicato in vari formati: 3LP, 2CD, Blu-ray, digitale e cofanetto deluxe.

È disponibile il pre-order: https://bio.to/PFWYWH50.

L’edizione digitale comprenderà l’album originale del 1975 con un nuovo mix in Dolby Atmos realizzato da James Guthrie, collaboratore dei Pink Floyd fin dal 1979 con “The Wall”. Include inoltre 25 brani bonus composti da 9 rarità da studio e 16 registrazioni dal vivo realizzate dal celebre bootlegger Mike Millard al concerto dei Pink Floyd alla Los Angeles Sports Arena del 26 aprile 1975 (qui pubblicate ufficialmente per la prima volta).

L’audio dal vivo è stato accuratamente restaurato e rimasterizzato da Steven Wilson.

L’edizione Blu-ray permette inoltre ai fan di vedere 3 dei filmati proiettati nei concerti del tour del 1975, oltre a un cortometraggio di Storm Thorgerson.I formati 3LP 2CD includono l’album originale e le nove tracce bonus da studio.

Il cofanetto deluxe contiene tutto il materiale su 2CD, 3LP (in esclusivo vinile trasparente) e Blu-ray, oltre a un quarto LP in vinile trasparente, “Live At Wembley 1974″, una replica del singolo giapponese 7” “Have A Cigar” / “Welcome To The Machine”, un libro cartonato con fotografie inedite, un comic book con il programma del tour e un poster del concerto di Knebworth.

Su PinkFloyd.com sono disponibili il merchandise esclusivo per il 50° anniversario e alcune edizioni limitate.

“Wish You Were Here” è da decenni una presenza costante nelle classifiche dei migliori album di tutti i tempi. Il disco, multi-platino e arrivato al #1, fu il primo dei Pink Floyd a raggiungere la vetta delle classifiche su entrambe le sponde dell’Atlantico, diventando il loro album più venduto più rapidamente. Nel 1973 “The Dark Side of the Moon” aveva portato i Pink Floyd da nuova band britannica di grande successo a uno dei più grandi gruppi rock del pianeta. “Wish You Were Here” rappresentò la potente risposta della band alla loro nuova fama mondiale.

Con l’elegia in più parti “Shine On You Crazy Diamond” dedicata a Syd Barrett, l’ipnotica “Welcome To The Machine”, la graffiante “Have a Cigar” con la sua immortale battuta «Ah, a proposito, chi è Pink?» cantata non da Waters o Gilmour ma dal non-membro della band Roy Harper, e l’immancabile title track, “Wish You Were Here”, è senza dubbio una delle uscite discografiche più importanti nella storia della musica popolare.

I temi dell’assenza, dell’isolamento, della caducità e della critica all’ipocrisia dell’industria musicale trovano espressione nella celebre copertina dell’album.

I giochi visivi ideati da Storm Thorgerson e Aubrey “Po” Powell dello studio Hipgnosis restano ancora oggi immagini iconiche e immediatamente riconoscibili.

Nel 2025 il sostegno appassionato e il fascino che circondano la musica dei Pink Floyd restano intatti. La versione restaurata del loro rivoluzionario film del 1972 “Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII” ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, l’album dal vivo è entrato direttamente al #1 della UK Albums Chart, segnando il primo disco in vetta nel Regno Unito in undici anni e il settimo nella loro carriera (in Italia all’#1 delle classifiche TOP OF THE MUSIC FIMI/GfK Italia “ALBUM & COMPILATION” e “CD, VINILI E MUSICASSETTE”). Il film è stato acclamato dalla critica e dal pubblico a livello internazionale, con The Guardian che lo ha descritto come «un ritratto ipnoticamente singolare di una band sull’orlo della grandezza».

GRANDE SUCCESSO PER LA “MILANO MUSIC WEEK 2025”

La nona edizione della Milano Music Week 2025 si conclude dimostrandosi un evento maturo e consolidato, punto di riferimento imprescindibile per la scena musicale italiana. Dal 17 al 23 novembre, oltre 400 appuntamenti tra concerti, dj set, panel, talk, workshop e eventi speciali hanno diffuso musica e cultura su tutto il territorio urbano attirando oltre 70 mila persone.

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È un progetto del Comune di Milano – Spettacolo – Assessorato alla Cultura, promosso da AssoConcerti, Assomusica, FIMI Federazione Industria Musicale Italiana, NUOVO IMAIE Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e organizzato da Butik s.r.l. Impresa Sociale. La Direzione Artistica è affidata a Nur Al Habash, affiancata da Tananai, curatore speciale di questa edizione.

La grande partecipazione ai party di apertura e chiusura della Milano Music Week, entrambi sold out, ha confermato il forte interesse del pubblico per la rassegna. La festa inaugurale al Dazio di Levante, offerta da TicketOne, ha celebrato la nuova generazione di artisti italiani con il live di Sarah Toscano e il dj set di Davide Ferrario. Domenica, la settimana si è conclusa con il tradizionale closing party — sempre al Dazio di Levante e promosso dai main sponsor UniCredit e UniCredit Allianz Assicurazioni — che ha ospitato dalle ore 16.30 il contest dedicato agli emergenti, vinto da Mezzanera, seguito dallo speciale showcase di Giorgio Poi con quartetto d’archi (première italiana) e dal live di Emma Nolde.

Oltre 300 gli artisti coinvolti in live, talk e progetti speciali durante tutta la settimana: Andrea Laszlo de Simone, Auroro Borealo, Baby K, BigMama, Coca Puma, Donatella Rettore, Eugenio Finardi, Frah Quintale, Giovanni Allevi, Manuel Agnelli, Mara Sattei, Marianne Mirage, Mecna, Nitro, okgiorgio, Paolo Fresu, Sayf, Shablo, Tosca, Venerus, Willie Peyote e tanti altri. Tra gli eventi più attesi, organizzati dalla Milano Music Week, Cesare Cremonini ha presentato in anteprima il nuovo album “CREMONINI LIVE25“.

MUSIC WEEK

Più di tutte, questa edizione ha segnato una rivoluzione nel panorama degli eventi musicali urbani, trasformando la città in un ecosistema sonoro pulsante che va ben oltre i tradizionali live. Non si tratta più solo di una settimana di concertima di una vera metamorfosi urbana dove ogni quartiere, spazio e angolo è diventato palcoscenico per espressioni artistiche innovative, creando un’esperienza immersiva che ridefinisce il rapporto tra musica e città.

Questa edizione ha aumentato gli appuntamenti e le location ufficiali, rendendo la città protagonista in ogni suo angolo. Solo gli eventi curati dalla direzione artistica della Milano Music Week sono stati 138 (lo scorso anno erano 84, con una crescita di + 64,3%).

Palazzina Appiani nel cuore di Parco Sempione ha ospitato i principali panel sul music business e gli aperitivi serali; Triennale Milano è stata teatro di showcase, dj set ed esperienze musicali immersive, coinvolgendo anche il pubblico dei più giovani con attività dedicate ai bambini, mentre i Dazi dell’Arco della Pace sono stati la cornice di talk, incontri con gli artisti e party serali. Casa degli Artisti, nel cuore di Moscova, ha accolto dibattiti e riflessioni, 21 House of Stories ha ospitato i live podcast. Il progetto Periphonic, realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, ha portato la musica al Municipio 2, grazie anche alle svariate iniziative presentate dalla comunità e la direzione artistica curata da Chullu Agency, mentre listening bar e negozi di dischi si sono aperti a un pubblico più ampio con la presenza di ospiti che si sono messi a disposizione come mai prima. Superstudio Più ha visto la terza edizione dei SIAE Music Awards, che celebrano l’eccellenza autoriale e editoriale italiana, con una serata ricca di ospiti, condotta da Amadeus, che è stata dedicata alla memoria di Ornella Vanoni. Linecheck Music Meeting and Festival ha animato giorno e notte il BASE Milano, ospitando concerti, panel e l’affollato career day “Le faremo sapere”, il primo evento organizzato congiuntamente da Linecheck e Milano Music Week. Case discografiche, club, luoghi di aggregazione in tutta Milano hanno creato o ospitato eventi ad hoc, trasformando ogni quartiere.

Al centro dell’edizione il tema “Nuova generazione”, con un ampio spazio dedicato all’innovazione, all’inclusione, alla parità di genere, alla salute mentale e all’impegno civile. Panel, talk e workshop hanno coinvolto professionisti, artisti e imprenditori innovativi under 40 per analizzare l’evoluzione della filiera musicale e dei processi creativi, con particolare attenzione alle nuove forme di produzione, ascolto e condivisione rese possibili dalle tecnologie digitali. Per il primo anno, accanto agli addetti del settore, sono stati invitati a raccontare la propria opinione molti giovani creator come Martina Di Florio, Olmo Paoletti, Edoardo Vilella, Pietro Morello, Mattia Del Moro e tanti altri.

Le nuove generazioni, in dialogo con i più importanti esperti del settore, hanno sviluppato energia, visioni e stimoli che continueranno a influenzare il futuro della scena musicale italiana.

Molti dei panel della Milano Music Week potranno essere rivisti sul canale YouTube ufficiale della rassegna ed ascoltati sulle principali piattaforme podcast a partire dalla prossima settimana.

Ornella Vanoni non può morire, è viva in tutto quello che ha fatto

Ornella Vanoni non può morire, è viva in tutto quello che ha fatto, nei ricordi della gente «e se è finita, corro dentro alla vita»

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Si è spenta nella sua Milano all’età di novantuno anni Ornella Vanoni, diva d’altri tempi che col suo carisma, la sua ironia sottile e la sua innata eleganza è riuscita a stare sempre al passo coi tempi.

Una carriera cominciata quasi per caso, in diverse interviste racconta che voleva fare l’estetista per risolvere un suo problema d’acne e quindi risolverlo anche per gli altri. Dopo anni di studio all’estero entra a far parte della compagnia del Piccolo, la sua carriera percorre diverse strade, comincia come attrice ma quella sua vocalità così unica la fanno subito notare da chi si intende di musica, negli anni cinquanta è la voce delle canzoni della mala, del disagio sociale, della malavita.

Ma è negli anni sessanta che arriva la svolta, la sua voce, il suo carisma, la sua personalità incontrano i grandi autori di quegli anni, è musa ispiratrice di Luigi Tenco e Gino Paoli, con quest’ultimo ha anche una storia d’amore che nella memoria di tutti è ‘Senza fine’.

ornella vanoni

Una vita privata che si mescola a quella del palcoscenico, un’artista vera, senza filtri che oggi non muore, Ornella Vanoni ha vissuto la sua vita fino in fondo, chiusa la storia con Giorgio Strehler, innamorata di Gino Paoli, sposa, pur contro la volontà del cantautore ligure, l’impresario Lucio Ardenzi, in un’intervista racconta:

«Non parlo volentieri di Lucio Ardenzi. L’ho sposato che avevo ventisei anni, l’età giusta, ma non l’uomo giusto. Non l’ho mai amato. Ero una donna sperduta. Avevo lasciato Strehler, mi ero ammalata di tisi, c’era Paoli di mezzo e lui, Lucio, era un uomo così vanitoso. Una vanità sproporzionata. Abbiamo avuto un figlio che amo, Cristiano, e questo giustifica ampiamente la nostra storia».

Negli anni ’60 è già la star che tutti conosciamo, partecipa al Festival di Sanremo con brani che entrano prepotentemente nel cuore della gente: ‘Io ti darò di più’, ‘La musica è finita’, scritta da autori del calibro di Nisa, Franco Califano e Umberto Bindi.

ornella vanoni

Canta l’amore Ornella, lei che lo ha vissuto fino in fondo, è ancora interprete straordinaria di brani come ‘Una ragione di più’, qui oltre che interprete, contribuisce anche, assieme a Franco Califano, alla stesura del testo, la musica è di Mino Reitano.

Gli anni settanta sono un alternarsi tra musica e teatro, la carriera di Ornella Vanoni è talmente densa e vera che non ha mai freno, ogni decennio regala brani che entrano nella storia della musica italiana, sono gli anni dei grandi autori e di interpreti eccezionali.

ornella vanoni

Tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 arriva la tv a colori e i suoi capelli rosso fuoco infiammano la tv. Negli anni novanta inizia una lunga collaborazione con Mario Lavezzi. È davvero la musa di tutti gli artisti con cui ha collaborato, quando fa teatro le scenografie sono di Arnaldo Pomodoro, i costumi di Gianfranco Ferré, lei non è mai modella, ma modello d’ispirazione, porta sul palco la sua fragilità, la sua innata eleganza, l’essere espressione della Milano più bella che ci vogliamo ricordare.

Sempre sulla cresta dell’onda quasi senza volerlo, i suoi brani più celebri diventano duetti nel disco ‘Più di me, Più di te’, con lei cantano tutti gli artisti della musica italiana: Mina, Carmen Consoli, Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, intensa e davvero interessante la loro ‘La musica è finita’.

Negli ultimi anni l’abbiamo vista al fianco di Fabio Fazio in ‘Che tempo che fa’, una presenza fissa che ce l’ha fatta conoscere sempre di più, «quest’anno non arrivo a Natale», scherzava tutte le volte Ornella.

Da Fazio l’abbiamo vista più fragile nel corpo, ma sempre viva ed energica con la mente. Un’artista del genere, che si è sempre concessa in tutta la sua verità non può morire, è viva in tutto quello che ha fatto, è viva nel ricordi della gente, oggi non si può essere tristi ma solo grati per avere avuto un’artista di questo spessore, «e se è finita», per chiudere con la sua canzone ‘Stella nascente’ «corro dentro alla vita».

ornella vanoni

Conferenza Stampa dello “Junior Eurovision Song Contest 2025”

Presentazione ufficiale e conferenza stampa nella Sala Blu del centro di produzione Rai di Via Teulada a Roma con la partecipazione dell’Italia allo Junior Eurovision Song Contest 2025 con “Rockstar” di Leonardo Giovannangeli.
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Il piccolo Giovanni ha dimostrato una grande maturità di fronte ai giornalisti presenti in sala e collegati online tramite portale WebEx. Possiamo dire senza timore alcuno di trovarci davanti a un giovane artista, che rappresenterà l’Italia a Tbilisi (Georgia) il prossimo 13 dicembre, e di sicuro lo farà con onore. Seduto al suo fianco troviamo Mario Acampa, che commenterà lo show con diretta a partire dalle ore 16:40 su Rai 2, RaiPlay, Rai Kids e Rai Gulp.

Leonardo Giovannangeli è nato a Roma il 23 gennaio 2014, si è guadagnato il ticket per lo Junior Eurovision 2025 grazie alla sua partecipazione a The Voice Kids, dov’è arrivato in finale – con coach Clementino – mettendo in mostra le sue doti canore e da ballerino.

ll suo idolo è infatti Michael Jackson:

“La passione per la musica ce l’ho da quando ero piccolo, ascoltavo Michael Jackson, iniziai a ballare e cantare la sua musica e ora ho questa grande passione per il canto”.

Durante la conferenza stampa Leonardo ha svelato come Clementino gli abbia dato tanti consigli in vista dello Junior Eurovision, primo step per realizzare il suo sogno di diventare una rockstar in futuro, come canta nel suo brano:

“Per diventare una rockstar la strada è lunga e il lavoro è tanto, ma il mio sogno è quello. Ho scoperto Alex Baroni, “Cambiare” è la prima che ho cantato, James Brown, Little Richards, insomma cantanti non recenti. Papà mi ha fatto scoprire Elvis perché è un grande fan. La canzone “Rockstar” è stata scritta a sei mani da me, la maestra di canto e il produttore. Il testo parla di me e del mio sogno di fare il cantante, la rockstar, e del fatto che continuo a sognare anche se questo mondo purtroppo è brutto”.

A Tbilisi ci saranno altri 17 paesi in gara, tra cui San Marino, rappresentato dalla milanese Martina Cervellin, in arte Martina Crv. Il nostro rappresentante non ha ancora avuto modo di conoscerla anche se di lei dice che:

“è molto brava e ha talento”.

Il brano che più l’ha colpito però è un altro:

“Ho ascoltato le altre canzoni, non metto una persona al livello più alto dell’altra ma forse la Francia è quella che andrà più in alto”.

Se invece si allarga l’orizzonte anche alle canzoni che hanno segnato le ultime edizioni della rassegna dei grandi, Leonardo Giovannangeli non ha dubbi su chi sia stato il suo preferito:

“L’Eurovision non ho iniziato a seguirlo da tantissimo, però da quando lo seguo la mia preferita è quella di Lucio Corsi”.

Tuttavia, benché segua da poco la rassegna, il nostro Leonardo si rivede molto nel motto della manifestazione:

“Ho percepito questo motto “[United by Music, n.d.a.]”, cantare, suonare, ballare è un modo per esprimere le proprie emozioni e buttare fuori quello che si ha dentro. La musica lega, tramite queste “informazioni” che riusciamo a mandare fuori dal nostro corpo, dalla nostra anima, dal nostro cuore, possiamo unirci”.

La parola va a Mario Acampa che ha all’attivo ben otto Junior Eurovision.

“Li ho raccontati praticamente tutti, sarò felice quando uno dei ragazzi farà Sanremo o andrà all’Eurovision dei grandi. Abbiamo la fortuna di aver mobilitato dei grandi professionisti e non vedo l’ora di commentarla in studio in diretta. Leonardo non ha bisogno di consigli, l’ho studiato a TVKids ed è bravissimo, l’unico consiglio è di goderselo e divertirsi, perché si fa la storia. Quell’emozione di essere lì a cantare in eurovisione è indimenticabile e sarà il ricordo più bello che avrai nella mente (rivolgendosi a lui)”.

A domanda interessante e specifica, Acampa ha parlato anche di ciò che cambierebbe dello Junior Eurovision Song Contest, con un’attenzione particolare alla narrazione dei protagonisti:

“Credo che ESC e JESC cerchino di rispecchiare gli animi dei paesi, non c’è nulla che non mi sia piaciuto ma ho visto un’evoluzione nel corso degli anni. Purtroppo il fatto che ci siano tante performance attaccate non dà modo di raccontare tutto, questo mi dispiace un po’, ma è un tempo che purtroppo non ci viene dato e non sempre si ha modo di raccontare il cantante, la canzone e il messaggio. Magari ascoltiamo una musica a cui non siamo abituati e una lingua che non conosciamo. Mi dispiace anche non ci sia una postazione EBU che ci dia possibilità di collegarci da lì”.

Sul suo rapporto con l’Eurovision e lo Junior Eurovision Song Contest, il presentatore torinese ha raccontato anche di come sia entrato in contatto con questo mondo:

“Conoscevo ESC e JESC non tanto per l’Italia ma per l’estero, mi sono reso conto in Francia e a Londra di non sapere cosa fossero. Forse all’epoca non eravamo ancora informati, mi ci sono appassionato un po’ prima e quando ci sono capitato dentro la mia missione era divulgare quanto più possibile, e siamo arrivati anche su Rai 1 con lo JESC. Sono felicissimo di contribuire e continuare a contribuire anche in Italia alla diffusione dello Junior Eurovision.

Mario Acampa ha anche annunciato che ci sarà un pre e un after-show che terminerà alle 19:30. Appuntamento quindi a sabato 13 dicembre alle 16:40 su Rai 2, RaiPlay e Rai Kids per sostenere Leonardo Giovannangeli allo Junior Eurovision Song Contest 2025.

La conferenza stampa ha messo in luce l’importanza e l’impegno della RAI, in particolare della Direzione Relazioni Internazionali e Affari Europei, nel portare avanti la partecipazione italiana al Junior Eurovision. L’obiettivo è condividere con un pubblico sempre più vasto, e in modo inclusivo, questo momento internazionale per i giovani talenti.

LUCIO CORSI e il nuovo singolo “NOTTE DI NATALE” – Date del “Tour Europeo 2026”

È  disponibile su tutte le piattaforme digitali “Notte di Natale”, il nuovo singolo di Lucio Corsi per Sugar Music. Il brano sarà in rotazione radiofonica a partire da venerdì 21 novembre.
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Scritto da Lucio Corsi e Tommaso Ottomano, “Notte di Natale” descrive la dimensione più intima e malinconica delle festività natalizie, riflettendo sul tempo che passa, il bisogno di vicinanza e la solitudine che, spesso in queste occasioni, si fa più presente. Con una scrittura poetica e cinematografica che da sempre lo contraddistingue, Lucio riscalda gli animi con versi di rinascita, raccontati attraverso i piccoli gesti delle persone che ci circondano.

Racconta Lucio «È una storia (forse d’amore) ambientata nel vento freddo di dicembre, in quell’aria triste che mi piace tipica del periodo natalizio. Nella canzone hanno recitato una luna, una star, un gatto, un cane, il vento freddo nel parcheggio del pub, una nuvola foulard, una mamma, un babbo e il tempo che altro non è che un treno perso nei pensieri suoi. L’ho scritta ad ottobre con Tommaso Ottomano, io al pianoforte e lui al basso. La luna che fa l’autostop in copertina è un disegno di Giulio Melani»

Il brano arriva a pochi giorni dalla pubblicazione di “La Chitarra nella Roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano”, il disco live uscito lo scorso 14 novembre che segue l’uscita dell’omonimo film concerto, presentato in anteprima alla 20° edizione della Festa del Cinema di Roma e dal 22 novembre disponibile in streaming su Rai Play.

La Chitarra Nella Roccia” racchiude l’essenza più pura di cosa significhi vivere la musica per Lucio Corsi e la sua banda: un live catturato su disco dove «l’obiettivo non è la precisione ma il sentimento, dove le spie fischiano, dove le voci sono rotte e tremano come le luci dei lampioni». Le 21 tracce che vanno a comporre la ricca tracklist ripercorrono la carriera dell’artista, con tutti i brani più amati del suo repertorio, fino ad arrivare alle canzoni tratte dall’ultimo album “Volevo essere un duro” (disco d’oro). Al suo interno anche “Canzone Senza Musica – Gli Alberi”, intermezzo parlato che Lucio decanta ad ogni suo show, e “Maremma amara”, canto popolare della tradizione maremmana, in onore delle sue radici (registrata in esclusiva per il disco live).
Sul palco con lui, altri 15 musicisti: una formazione composta dalla band che già ha accompagnato il cantautore in tutte le date di quest’anno e a cui si sono aggiunti per l’occasione 2 coriste, una sezione di 4 fiati, un percussionista, il suo ormai iconico fotografo Francis Delacroix e lo stesso Tommaso Ottomano, suo fratello artistico, regista e co-autore.

Interamente registrato in pellicola 16mm, il film è il racconto visivo di un live speciale in un luogo d’eccezione, affascinante e carico di storia, che rafforza ancora di più il legame dell’artista con la sua terra. Le linee eleganti e imponenti dell’Abbazia di San Galgano – un gioiello incastonato nelle campagne toscane – fanno da cornice a uno spettacolo irripetibile, in una dimensione intima, adesso finalmente svelata al pubblico. Il progetto vede anche la produzione esecutiva a cura di Borotalco, in collaborazione con Magellano Concerti e Picicca Management. Il lungometraggio è stato inoltre realizzato con il contributo della Regione Toscana, con il sostegno della Provincia di Grosseto e con il patrocinio del Comune di Chiusdino.

Il disco live e il film concerto “La Chitarra Nella Roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano” regalano ai fan la possibilità di rivivere l’emozione degli show dell’artista, in attesa dei nuovi tour previsti per il 2026. Dopo aver concluso una lunga tournée estiva sui palchi dei principali festival italiani, Lucio si prepara ora a due nuove prime volte per lui.

lucio corsi

Tour Europeo 2026

A partire da gennaio 2026, sarà infatti protagonista di “Tour Europeo 2026”, la sua prima tournée nei club delle principali città europee, con una prima tappa il 24 gennaio  al Padiglione Conza di Lugano (Svizzera) per poi proseguire il 1° febbraio al Volkshaus di Zurigo (Svizzera), il 3 febbraio al Simmcity di Vienna (Austria), il 5 febbraio al Meet Factory di Praga (Repubblica Ceca), il 6 febbraio al Proxima di Varsavia (Polonia), il 7 febbraio all’Heimathafen Neukolln di Berlino (Germania) (SOLD OUT), il 9 febbraio al La Madeleine di Bruxelles (Belgio), il 10 febbraio all’O2 Shepherd’s Bush Empire di Londra (Regno Unito), l’11 febbraio al Den Atelier di Lussemburgo (Lussemburgo), il 13 febbraio al Q Factory di Amsterdam (Paesi Bassi) e il 15 febbraio all’Elysee Montmartre di Parigi (Francia) (info e biglietti a questo link).

Lucio Corsi – Palasport 2026

A questo seguirà poi “Lucio Corsi – Palasport 2026”, il suo primo tour nei palazzetti italiani, con tappe alla Nelson Mandela Forum di Firenze il 27 novembre, al Palazzo dello Sport di Roma il 5 dicembre e all’Unipol Forum di Milano l’11 dicembre (info e biglietti a questo link). Entrambi i tour sono prodotti da Magellano Concerti.

CESARE CREMONINI ESCE CON “CREMONINI LIVE25” – DATE DEL “CREMONINI LIVE26”

Esce “CremoniniLIVE25”, il triplo album dal vivo che cattura e traduce in musica la forza di un tour che ha attraversato 13 grandi stadi in tutto il paese, attirando centinaia di migliaia di spettatori rimasti rapiti da uno show che ha combinato narrazione visiva, scrittura musicale e una presenza scenica eccezionale, confermando Cesare Cremonini come uno dei performer più potenti e completi della musica italiana contemporanea.

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C’è qualcosa di profondamente riconoscibile nel modo in cui Cesare Cremonini ha costruito negli anni la propria storia musicale: un cammino che non ha mai cercato scorciatoie, ma ha scelto la coerenza della sua crescita personale come nucleo espressivo della sua produzione e la cura artigianale della canzone come metodo. La sua traiettoria sembra muoversi secondo un principio non scontato nella musica pop: una storia musicale non come rincorsa, ma come espansione naturale del proprio mondo interiore. 

Dall’esordio generazionale di 50 Special alle composizioni più recenti, il pubblico non ha assistito soltanto all’evoluzione di un repertorio, ma alla costruzione di un immaginario emotivo condiviso. Cremonini intreccia vita e scrittura musicale, mantenendo una tensione creativa costante negli anni che lo distingue e lo rende unico nel panorama italiano. 

L’esperienza live è diventata il punto in cui questa ricerca raggiunge la sua forma più nitida: il concerto come racconto, rito e architettura emotiva, non soltanto intrattenimento. “CremoniniLIVE25” arriva in un momento in cui la storia del cantautore sembra guardarsi indietro senza nessuna nostalgia e in avanti senza più bisogno di conferme: una tappa in cui le canzoni non documentano soltanto una carriera, ma un modo di stare dentro la musica, con naturalezza, libertà e una particolare forma di gentilezza artistica.

Dopo i 600 mila biglietti venduti per il tour CREMONINI LIVE25, i biglietti per il CREMONINI LIVE26 hanno già superato la soglia delle 200 mila vendite complessive, trasformando i quattro appuntamenti della prossima estate in eventi attesi come autentiche occasioni collettive.

Il tour CREMONINI LIVE25 ha confermato le straordinarie capacità da performer dell’artista e questo triplo album ne custodisce lo slancio. La tracklist intreccia i brani dell’ultimo album “ALASKA BABY” (doppio Disco di Platino) con i titoli che hanno segnato oltre venticinque anni di discografia: dall’apertura con Alaska Baby al potente dittico Dicono di me / Padremadre, passando per Ora che non ho più te, già percepito come un nuovo classico della musica italiana contemporanea. E poi La nuova stella di Broadway, il piano e voce di Vieni a vedere perché e Le sei e ventisei, fino a una sorprendente versione di Figlio di un re con Cremonini alla fisarmonica.

Il finale è un crescendo che riunisce tre brani ormai centrali nel suo repertorio: PoeticaNessuno vuole essere RobinMarmellata #25Un giorno migliore.

cesare cremonini
Crediti foto Greg Williams

Tra i momenti più intensi, tre incontri indimenticabili:

Elisa in una versione profonda e magnetica di Aurore Boreali

Luca Carboni, maestro e amico insieme, con i brani iconici San Luca e Mare Mare

Jovanotti, per la prima volta in duetto con l’autore di Mondo e in una reinvenzione travolgente de L’Ombelico del mondo

Non semplici collaborazioni, ma dialoghi musicali autentici che hanno già scritto nuove pagine di storia della musica italiana.

cesare cremonini

QUESTA LA TRACKLIST


1) Alaska Baby;
2) Dicono Di Me / Padremadre;
3) Il Comico (Sai Che Risate);
4) La Ragazza Del Futuro;
5) Ora Che Non Ho Più Te;
6) La Nuova Stella Di Broadway;
7) Buon Viaggio (Share The Love);
8) Lost In The Weekend;
9) Un’Alba Rosa;
10) Acrobati;
11) Vieni A Vedere Perché;
12) Le Sei E Ventisei;
13) Ragazze Facili;
14) Aurore Boreali;
15) Mondo;
16) L’Ombelico Del Mondo;
17) Logico #1;
18) GreyGoose;
19) Figlio Di Un Re;
20) San Luca;
21) Mare Mare;
22) 50 Special;
23) Marmellata #25;
24) Poetica;
25) Nessuno Vuole Essere Robin;
26) Un Giorno Migliore.

 

CremoniniLIVE25” sarà disponibile in digitale e in formato fisico in versione triplo vinile e doppio CD per tutto il mercato e include un libretto esclusivo con immagini inedite che ripercorrono i momenti più intensi del tour, accompagnato da un codice digitale che consentirà di rivedere il meglio dei concerti negli stadi 2025. Un modo per rivivere, anche a distanza di tempo, l’energia e la magia di uno spettacolo iconico. In esclusiva sullo shop di Universal Music Italia è possibile trovare anche il Doppio Cd e triplo vinile autografati e numerati (in edizione limitata).

cesare cremonini
Crediti foto Greg Williams

CREMONINI LIVE26

L’album “CREMONINI LIVE25” accompagnerà il pubblico ai 4 grandi eventi live della prossima estate con il CREMONINI LIVE26, che toccherà alcuni luoghi iconici della musica in Italia: il Circo Massimo di Roma (6 giugno), l’Ippodromo SNAI La Maura di Milano (10 giugno), l’Autodromo di Imola Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena (13 giugno), la Visarno Arena di Firenze (17 giugno).

Marco Ligabue: «Le canzoni devono accendere delle lampadine nuove» – INTERVISTA

 

‘L’ultima notte’ è il primo singolo estratto dal nuovo album di Marco Ligabue dal titolo evocativo ‘M.A.P.S.’, un acronimo che reso esplicito diventa ‘Manuale Alternativo Per Sentire’.

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Un lavoro discografico che è composto metaforicamente da un doppio viaggio, uno esteriore, tant’è che si intitola ‘La geografia del mondo esterno’; l’altro interiore che si intitola ‘La geografia interiore’, le due metà compongono le due facce del vinile appena pubblicato.

‘MAPS, Manuale Alternativo Per Sentire’ è un progetto discografico coerente con il gusto per il live dell’artista, ogni pezzo è nato per essere suonato, la musica di Marco è una musica che sa di live già nel disco che diventa ancora più diretta quando suona davanti al suo pubblico.

Hanno partecipato alla realizzazione del disco: Jonathan Gasparini alle chitarre; Jack Barchetta al basso; Lenny Ligabue alla batteria e al mastering; Luca Zannoni alle tastiere; Francesco Landi per Take Away Studios (produzione artistica e mastering); Maurizio Bresciani per le foto e il layout grafico.

Martedì 18 novembre sono stato all’Hard Rock cafe di Milano per farmi raccontare da Marco, prima del suo live, com’è nato questo suo ultimo lavoro discografico.

Ciao Marco, come stai? C’è una tale complessità nella percezione di questo lavoro che ti chiedo: qual è stata l’idea di partenza?

Ciao Antonino, l’idea del titolo nasce da maps, mappa, viaggio, che in qualche modo presenta il senso generale del disco. A me piace sempre dare una seconda lettura alle cose. Mi piace l’idea (in un mondo dove oggi abbiamo tutte le istruzioni per tutto, da google ai tutorial) di avere un manuale alternativo per prendersi del tempo per “sentire”. Tutto è nato dal fatto che mi sono dato questa sfida artistica, raccontare con delle canzoni i quattro elementi che ci hanno formato: fuoco, terra, acqua e aria. Non lo avevo mai fatto e mi sono chiesto: chissà se riesco a scrivere e a dare una mia interpretazione ad ogni elemento? Beh, penso di esserci riuscito. Mi hanno convinto queste quattro canzoni che nella mia testa sono diventate il lato A del disco. Con queste ho raccontato la geografia esteriore.

Ogni tuo brano ha una doppia interpretazione, mi piace tu non voglia dare soluzioni ma aprire delle strade.

Mi piace l’idea di non essere didascalico e di dare varie direzioni. Una volta che ho scritto questi quattro brani che per me, nella mia testa, io arrivo dal mondo del vinile, erano il lato A del disco, mi sono messo a lavoro per il lato B, qui ho voluto raccontare la mia geografia interiore. È stato un viaggio per andare a trovare soprattutto i posti meno abitati, quelli un po’ in disuso, la vita che vorrei vivere che non so se è questa o un’altra. Tutti posti che venivano coperti dalla polvere della quotidianità, dalla burocrazia e ho fatto questo viaggio anche interiore. Le canzoni secondo me non devono dare verità assolute ma devono aprirti, accenderti delle lampadine nuove, aprirti delle nuove direzioni e io ho cercato di farlo in ogni brano.

Quindi nel lato A troviamo i brani che hanno dato via al tuo lavoro.

Nel lato A c’è l’elemento del fuoco che se vogliamo andare su ogni singola canzone, ‘Anima in fiamme’ è nata dall’idea di dare a qual fuoco quello che è il nostro fuoco interiore, il fuoco che abbiamo dentro che, con quello che ci sta capitando in questi anni tra pandemie e covid, dazi, guerre che aumentano, sembra che il nostro fuoco interiore sia lì in attesa, come se fossimo in attesa che cambi il mondo che abbiamo intorno. In realtà la vita va avanti e quindi questo fuoco va alimentato quotidianamente e le nostre passioni, i nostri sogni della vita sono le cose principali malgrado tutto quello che abbiamo di fianco. Quindi con ‘Anima in fiamme’ vorrei si tenesse alta questa scintilla, questo fuoco.

In questo disco affronti tanti temi, tra cui anche quello ambientale.

Sì, ed è pensando al cambiamento climatico che ho pensato all’elemento, all’emergenza clima di cui parliamo sempre ma sembra che non si faccia mai abbastanza, sembra che non succeda niente di concreto. Finché non ci brucerà la terra sotto ai piedi sembra che non vogliamo fare dei veri passi e quindi con questa canzone ho voluto bussare, per prima cosa, alla mia coscienza, dico bussare perché la canzone si chiama ‘Toc toc ecologico’, quindi ho bussato a me stesso e alla coscienza di chi ascolta. Poi con ‘Il vento dell’estate’ sono andato nell’aria ma anche nella leggerezza dell’aria, del vento; e in ‘Quello che c’è’ ho toccato l’elemento acqua che è l’elemento vitale per eccellenza perché senza acqua non c’è vita. L’acqua è l’elemento essenziale.

In un lavoro così complesso ti chiedo: qual è la canzone che ha chiuso il disco?

L’ultima canzone che ho scritto per chiudere l’album è ‘Spacca il cielo’, non è l’ultima nel disco, perché per la sequenza dei brani ho cercato di dare un senso musicale, è un brano che vuole sottolineare, scavando dentro, l’importanza di avere pochi rapporti ma pazzeschi, che siano i figli, che sia la famiglia, che sia la tua compagna, il tuo compagno, che sia nelle amicizie, anche un legame di lavoro ma che sia fortissimo. Perché in questa vita si “spacca il cielo”, si spacca il mondo solamente se condividi le cose con una persona con cui ti senti veramente in sintonia, con la quale hai un rapporto magico. Con questa canzone voglio ritrovare quei rapporti che hanno quel tipo di forza.

Questa estate ci siamo sentiti per ‘Le canzoni inglesi’ che anticipava l’uscita del disco. Il secondo singolo estratto di questo album è ‘L’ultima notte’, com’è nata questa canzone?

‘L’ultima notte’ è un brano che ho voluto scrivere per rimettere l’accento sulla notte, di notte c’è sempre stato un momento magico ma l’abbiamo perso nel tempo, se tu ci fai caso mediamente in un ristorante alle nove e mezza, dieci non c’è già più nessuno. Prima nei ristoranti la gente andava alle nove e mezza, dieci. La notte per me è uno di quei momenti dove puoi amplificare le cose vere e belle della vita: che sia la tua compagna, un’amicizia, la musica, la voglia di sognare, la voglia di osare, anche di fare un po’ i matti. La notte amplifica tutto questo, volevo rimettere l’accento su questo, nella vita di tutti i giorni abbiamo burocrazia, cose frenetiche, abbiamo troppe distrazioni, pensa anche solo alle notifiche che ti distraggono dalle tue riflessioni, da quello che stai facendo. Durante il giorno abbiamo tanti freni, la notte invece è liberatoria. Ho cercato di mettere questo. Nel video sono andato a Bologna, mi piaceva anche l’idea di questa figura che insegui.

Com’è nata questa canzone? E in generale, come nascono le tue canzoni?

Tutti i brani di questo disco sono nati voce e chitarra, devo essere convinto al novantacinque per cento di melodia e testo, quando sono convinto lì, cominciamo ad andare in sala. Mi piace questo sistema qui, non mando mai il pezzo alla mia band, mi ritrovo con loro e voglio catturare il primo momento, le loro prime idee. Per me è importante capire qual è il primo istinto che ti dà quella canzone, non voglio che dopo ci siano troppi ragionamenti, mi piace che ci sia istinto musicale. Ci mettiamo lì, canto due/tre volte la canzone, si tirano giù gli accordi. Costruiamo l’ossatura del brano, batteria, basso e chitarra, poi andiamo a lavorare su mille rifiniture, mille dettagli, però mi piace che nasca così. ‘L’ultima notte’ è nata proprio con questa cassa battente, la strofa è un po’ più vuota, il ritornello si carica un po’ di più, diciamo che questa è stata la genesi del brano. Io le registro così perché mi piace ascoltarle così, il vero plus è che sono brani che tu ti ritrovi tutti live. Se vai da un grandissimo produttore che lavora solo sulle macchine, non dico che faccia un brutto arrangiamento ma poi dal vivo capita che questi brani non rendano. I pezzi che partono da basi elettroniche dopo non te le ritrovi dal vivo.

marco ligabue

Tony Maiello non conosce resa: pronto a salire sul carro di Sanremo 2026

Dal debutto con Mara Maionchi a X Factor e la vittoria a Sanremo Giovani fino alla consacrazione televisiva del 2025 con la vittoria a Tale e Quale Show: la parabola di un artista che continua a rincorrere il proprio posto nella musica italiana, tra promesse mancate, nuove occasioni e il sogno di Sanremo 2026.

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Tale e Quale Show incorona un nuovo vincitore: Verdiana passa il trofeo a Tony Maiello. Un ripescaggio – quello deciso da Carlo Conti assieme alla produzione Endemol Shine Italy e Rai – pienamente meritato, che riaccende i riflettori su una carriera mai davvero decollata, ma nemmeno mai spenta.

IL LANCIO – X FACTOR 

Tony Maiello muove i primi passi nel grande pubblico partecipando alla prima edizione di X Factor nel 2008. Nel team di Mara Maionchi, riesce ad arrivare in finale, superando – non senza polemiche – una sfida impegnativa con la talentuosa Ilaria Porceddu, e classificandosi quarto nell’edizione vinta dagli Aram Quartet, band salentina dalla vita breve, scioltasi poi nei suoi quattro componenti: da Antonio Maggio a Michele Cortese, oggi cantautori consolidati.

Fu proprio Mara Maionchi – coach e discografica dello show – a credere in lui nonostante la giovane età e una certa fragilità artistica. Lo mise sotto contratto con la sua etichetta indipendente Non ho l’età, fondata insieme al marito Alberto Salerno. 

Paradossalmente, però, quella prima storica edizione di X Factor avviò la carriera di Giusy Ferreri, terza classificata, che divenne subito fenomeno pop, mentre Maiello rimase nell’ombra, pur con un talento innegabile.

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LA PROMESSA – SANREMO 

Determinato a emergere, Maiello pubblica nel 2009 il suo primo EP Ama Calma, un progetto pop-giovane, dai testi che parlano di speranze, amori e sogni. È il preludio alla partecipazione al Festival di Sanremo 2010, nella sezione Nuova Generazione.
In quell’edizione il cantautore campano vince con il brano “Il linguaggio della resa”, una ballata elegante e malinconica che sembrava il perfetto punto di svolta per la sua carriera. 

Fin qui: lancio perfetto, visibilità nazionale, una label autorevole alle spalle, una vittoria prestigiosa. Eppure, nonostante il successo, nulla sembra cambiare. Il sodalizio con Mara Maionchi si interrompe e la carriera discografica di Maiello inizia a incagliarsi.

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LA SVOLTA – AUTORE

Nonostante le difficoltà, Maiello non scompare dal panorama musicale. Negli anni successivi si afferma come autore per altri artisti, dimostrando un talento creativo che va oltre la sua carriera da interprete. 

In un’intervista ha ricordato: «Mi bloccai, persi l’orientamento. E l’etichetta non aveva più risorse». È la fine di un capitolo, ma anche l’inizio di un altro. 

Il cantautore si reinventa: non solo come interprete, ma soprattutto come autore. Firma brani per alcuni tra i più popolari nomi del pop italiano: Marco Mengoni (“Muhammad Ali”, “Mi fiderò”), Giorgia (“Credo”, “Come neve”), Laura Pausini (“200 note”), Alessandra Amoroso (“Mettimi alla prova”) e Francesco Renga (“Guardami amore”, “Scriverò il tuo nome”).

In soldoni: da promessa pop a talento nascosto dietro le quinte, uno di quelli che scrive per gli altri ciò che avrebbe potuto cantare per sé stesso.

IL RILANCIO – TALE E QUALE SHOW

Nel 2025, Tony Maiello riconquista i riflettori vincendo Tale e Quale Show, battendo Samuel Cavallo e Pamela Petrarolo, unici concorrenti dell’edizione potenzialmente in grado di contendergli la vittoria. 

Tra le sue performance, spicca l’imitazione di Tiziano Ferro, applaudita da pubblico e giuria per intensità e aderenza vocale. Molto meno convincente, invece, quella dedicata a Mango, che ha messo in evidenza l’irreplicabilità di determinati talenti. 

La finale lo vede trasformarsi nel conterraneo Gigi D’Alessio con Non dirgli mai: una prova di forza e controllo che gli vale il titolo e l’abbraccio del pubblico. 

IL DUBBIO – SUCCESSO O DE-JAVU? 

Ma ora, dopo una seconda vittoria nazionalpopolare, la domanda è inevitabile: questo titolo a Tale e Quale Show sarà il trampolino verso una “seconda vita” discografica per Maiello, oppure resterà un nuovo episodio televisivo, propizio ma isolato?

Come spesso accade, la vittoria in un talent non è garanzia di successo discografico. Nel caso di Tale e Quale Show – un programma che strizza l’occhio più alla viralità trash che al talento musicale – la dimensione artistica resta mascherata d’altro.

A sporcare il quadro anche la mano dello stesso Carlo Conti che, pur avendo l’occasione, non ha mai sfruttato il suo ruolo di direttore artistico del Festival di Sanremo per promuovere i propri talenti, a differenza di Maria De Filippi, che ha saputo trasformare Amici in una vera e propria fucina di piccole pop-star.

Dunque, dopo il trionfo, resta la domanda sospesa: per Maiello sarà l’ennesimo buco nell’acqua o l’inizio di una nuova fase artistica?

Il cantautore napoletano è pronto a salire sul carro di Sanremo 2026. A TvBlog ha dichiarato: «Per me sarebbe come chiudere quel cerchio che ho aperto 15 anni fa». Aggiungendo con realismo: «Per andare tra i Big c’è bisogno di determinati fattori, ma mai dire mai».

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ISTINTO – SOPRAVVIVERE

Con Tony Maiello, il percorso tra talento, riconoscimenti e sfide discografiche sembra sempre a metà strada: una storia fatta di un passo avanti e due indietro, di successi sfuggenti e rincorsi.

La sua vita artistica è un continuo saliscendi di emozioni: dall’incidente in moto prima di X Factor – dal quale uscì dal coma – all’incidente in auto dopo la vittoria a Sanremo Giovani, a cui seguì un periodo di depressione.

Ora, il déjà-vu di un talento che brilla in tv ma fatica a trasformarsi in fenomeno discografico è dietro l’angolo. Eppure, Maiello non conosce il linguaggio della resa. È sempre riuscito a ripartire.

Non è un caso che il singolo del rilancio – attraverso cui si ricompatta in un nuovo stile vocale e interpretativo – si intitoli “Sopravvivere”: il racconto di chi attraversa il buio e sceglie, comunque, di restare. “Capita ogni volta, ricado, ma a chi importa, se cadi o no?” è il ritornello che gli fa da mantra per un nuovo luminoso inizio.

Tony Maiello
In foto Tony Maiello, vincitore di Tale e Quale Show 15

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo 

LEWIS CAPALDI pubblica il nuovo EP “Survive” e il singolo “THE DAY THAT I DIE”

La superstar mondiale Lewis Capaldi pubblica il suo nuovissimo EP “Survive“, che include una delle sue canzoni più crude e personali fino ad oggi: la struggente “The Day That I Die“.
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Sulla scia del suo acclamato ritorno alle tournée dopo quasi due anni di assenza, “The Day That I Die” è diventata rapidamente uno dei momenti salienti dei suoi live, commuovendo fino alle lacrime i fan e lo stesso Lewis. Scritta in un momento in cui, secondo le sue stesse parole pronunciate sul palco, “non pensavo che sarei stato più qui“, la canzone cattura l’artista nella sua versione più vulnerabile.

Il giorno in cui morirò, dite a mia madre che stavo sorridendo perché so che lei piangerà“, canta, in un’immagine straziante. Cruda, catartica, sincera ed onesta, “The Day That I Die” spicca tra i brani più emozionanti di Capaldi, dimostrando ancora una volta il suo straordinario talento nel trovare la verità e la bellezza nei momenti più dolorosi della vita.

L’EP “Survive” contiene il brano omonimo e gli altri singoli “Almost” e “Something in the Heavens”.

Il brano segue la sua straordinaria performance alla BBC Radio 1 Live Lounge e l’iconica apparizione sul celebre divano del The Graham Norton Show insieme a Taylor Swift, dove ha nuovamente affascinato il pubblico con la sua arguzia e le sue canzoni strazianti.

Dopo aver infiammato il pubblico con il suo recente tour nel Regno Unito, che ha registrato il tutto esaurito con 200.000 biglietti venduti, in collaborazione con Android, Lewis ha annunciato i suoi più grandi concerti da headliner nel Regno Unito e in Irlanda per la prossima estate, con ulteriori date aggiunte a causa della fenomenale richiesta. Dodici grandi concerti all’aperto includeranno due date all’American Express presents BST Hyde Park di Londra, con una capienza di 65.000 persone, l’11 e il 12 luglio.

L’anno prossimo sarà anche al festival “Isle of Wight, Latitude”, al “TRNSMT” a Glasgow, prima di tornare in aprile e maggio in Nord America, dove molte date sono già sold-out e dove ha venduto già la bellezza di 150.000 biglietti (le tappe includono anche il Madison Square Garden a New York City e il celebre Hollywood Bowl a Los Angeles).

In Italia il suo tour farà tappa mercoledì 17 giugno 2026 Fiera Milano Live per uno show che si preannuncia un ritorno coinvolgente e indimenticabile, prodotto da Vivo Concerti.

Il ritorno di Lewis lo ha già visto in cima alle classifiche, conquistando un monumentale sesto singolo numero 1 con il suo brano di ritorno “Survive“, diventato il singolo più venduto del 2025. Questo successo ha anche portato alle sue vendite più alte di sempre nella settimana di lancio di un singolo, superando sia Sabrina Carpenter che Lady Gaga per i singoli più venduti nella settimana di lancio di quest’anno, e ora entra a far parte di una cerchia prestigiosa insieme ad artisti del calibro di Beyoncé, Britney Spears, Drake, Lady Gaga e Queen, raggiungendo sei singoli al numero 1 nel Regno Unito, battendo David Bowie, Katy Perry, The Police e altri, oltre a 10 singoli nella Top 10 del Regno Unito. Ha anche tenuto speciali esibizioni del brano negli Stati Uniti al “The Tonight Show Starring Jimmy Fallon” e al “Good Morning America”.

Il pubblico del Pyramid Stage ha accolto con entusiasmo il ritorno di Lewis – uno dei momenti culturali dell’anno – per un potente set di mezz’ora a Glastonbury quest’anno. Volevo solo venire e finire quello che non ero riuscito a finire l’ultima volta“, ha detto Lewis. E lo ha fatto con enfasi, con la sua voce potente che ha guidato il pubblico attraverso i suoi classici, oltre alla prima esibizione dal vivo di ‘Survive’ e una performance di “Someone You Loved”.

L’ultimo album di Lewis Capaldi è stato “Broken By Desire To Be Heavenly Sent“, che gli ha permesso di ottenere la sua seconda n.1 nel Regno Unito con un disco e ben 3 numeri 1 con i singoli “Pointless“, “Wish You The Best” e la canzone “Forget Me“, lavorando con artisti di successo come Max Martin (Taylor Swift, The Weeknd), Malay (Lorde, Frank Ocean) e il collaboratore di lunga data Phil Plested (James Bay, Bastille). L’album ha ottenuto un ampio consenso da parte di critici, oltre che da parte del pubblico. Ha inoltre raggiunto la vetta delle classifiche airplay e ha superato le vendite della prima settimana del suo monumentale album di debutto “Divinely Uninspired To A Hellish Extent“.

Nell’aprile 2023 è stato pubblicato su Netflix l’avvincente, crudo e onesto documentario musicale di Lewis, nominato ai GRAMMY, “Lewis Capaldi: How I’m Feeling Now“, disponibile sulla piattaforma. Il documentario ha raggiunto la vetta della classifica di Netflix, diventando il film più visto sulla piattaforma alla sua uscita.

L’esordio è stato con il disco “Divinely Uninspired To A Hellish Extent” del 2019, che ha lanciato Capaldi da musicista da cameretta a superstar globale. Pochi avevano visto un debutto simile, diventando l’album più venduto nel Regno Unito sia nel 2019 che nel 2020, generando due singoli al numero 1 nel Regno Unito, aggiudicandosi diversi BRIT e una nomination ai GRAMMY®. Il brano “Someone You Loved” è volato al n.1 in tutto il mondo, è stato recentemente certificato 10 volte disco di platino ed è anche la canzone più ascoltata in streaming nel Regno Unito di tutti i tempi e la quarta canzone più ascoltata al mondo di sempre.

Lewis Capaldi

“Survive” EP Tracklist

1. Survive

2. Something In The Heavens
3. Almost
4. The Day That I Die

SANREMO GIOVANI: Il secondo terzetto di qualificati

Durante il secondo appuntamento del Sanremo Giovani 2025,Talent Rai dedicato alla selezione delle Nuove Proposte per il Festival 2026, condotto da Gianluca Gazzoli e andato in onda martedì 18 novembre su Rai 2, Rai Radio2 e RaiPlay dalla Sala A di via Asiago, hanno superato il turno Angelica Bove con il brano “Mattone”, Nicolò Filippucci con “Laguna” e Soap con “Buona vita”.
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Questo il responso della Commissione musicale composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia – insieme ai “giurati fuori onda” Carlo Conti (direttore artistico del Festival di Sanremo) e Claudio Fasulo – Vicedirettore della Direzione Intrattenimento Prime Time.

Il secondo terzetto si aggiunge ai primi 3 artisti che avevano superato il turno l’11 di novembre: Antonia, La Messa e cmqmartina.

Solo al termine dei 4 appuntamenti, in onda ogni martedì in seconda serata fino al 2 dicembre, si conosceranno i 12 protagonisti della semifinale del 9 dicembre.

Alla puntata conclusiva del 14 dicembre di Sarà Sanremo, in onda su Rai 1, accederanno soltanto in 6, di cui solo due guadagneranno i galloni di Nuove Proposte, mentre altri 2 giovani finalisti saranno espressi da Area Sanremo e accederanno di diritto a Sanremo, sempre nella categoria Nuove Proposte.