Milano, Alcatraz, 26 maggio 2026, Ore 21,00, concerto dei P.i.L.: il predicatore John Lydon entra sul palco per annunciare il “suo” vangelo, accompagnato dai suoi fidatissimi fratelli d’avventura, Lu Edmunds alla chitarra, Bruce Smith alla batteria e Scott Firth al basso e tastiere.
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L’Alcatraz a misura ridotta funziona a meraviglia per un concerto dei Public Image LTD, John Lydon all’alba dei suoi 70 anni convince in pieno, voce graffiante, allucinata a dir poco, urla, si mette in posa, ammiccamenti vari, è lui il concerto. Tutto il peso della serata è sulle sue spalle, nonostante chitarra e sezione ritmica quando gli viene dato spaziosi fanno sentire più che egregiamente. Sound minimalista, un continuo gioco di basi campionate con chitarra e basso centellinati, post punk, dub, influenza elettronica, questo è il mix che ha formato John Lydon dopo la dipartita dai Sex Pistols. Zero rievocazioni di un passato glorioso e scandaloso, spartiacque di un’intera generazione; dopo l’uscita dell’album dei Sex Pistols il rock e la musica in generale non è più stata come prima.
Ma la voglia di fare musica e mandare “a quel paese” l’intero modo, sarà sempre un’attitudine per la vita artistica post Sex Pistols del padrino del punk John Lydon. Quasi due ore di concerto, con una sola pausa sigaretta prima dei bis, oltre agli urli di John, la versione estesa di “This Is Not a Love song” è veramente esplosiva. Viene proposta una carrellata di pezzi dalla loro quasi quarantennale carriera, da “Hard Times” a “Poptones”, “Death Disco”, “Flowers of Romance”, “Warrior”, anche la cover del duo britanico elettronico dei Leftfield con “Open Up”.
La prima parte dello show vola letteralmente, poi nel finale John e la band si lasciano andare con il trittico Public Image, Rise ed il medley che coinvolge i brani Annalisa/Attack/Chant per un finale in crescendo che il pubblico canta fino alla fine. P.I.L. più che piacevoli, certe sonorità particolari ma vedere John Lydon sbraitare e sfanculare tutto e tutti fa sempre bene. Alla prossima John e God save the P.i.L.
Ecco la scaletta del concerto: Home, Know Now, Hard Times, This Is Not a Love Song, Poptones, Death Disco, Corporate, Flowers of Romance, Warrior, Shoom, Open Up (Leftfield cover) BIS Public Image, Rise, Annalisa / Attack / Chant. Un ringraziamento particolare a Virus Concerti organizzatore della serata per averli portati in Italia.
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