Sono affezionatissimo a questa canzone, un vero emblema che rappresenta, insieme a poche altre, il Festival di Sanremo. Minghi e Panella ne sono gli autori, e lo stesso Minghi la presentรฒ al teatro Ariston insieme a Mietta, e i due colsero il terzo posto, anche se poi le vendite del disco la portarono ad essere quella piรน amata dal pubblico. Ritengo il testo di Panella un vero capolavoro, dove estro, coraggio e fantasia la fanno da padroni.
Andiamo adesso a leggere e cercare di analizzare il testo.
“Vattene amore, che siamo ancora in tempo.
Credi di no? Spensierato sei contento.
Vattene amore, che pace piรน non avrรฒ nรจ avrai.
Perderemo il sonno“.
Fin dalle prime righe si comprende l’intento di Panella, marcando il titolo, e subito ci offre una pennellata della sua classe con quel “spensierato sei contento” e “perderemo il sonno…”.
“Credi di no? I treni e qualche ombrello pure il giornale leggeremo male,
caro vedrai, ci chiederemo come mai, il mondo sa tutto di noi.
Magari ti chiamerรฒ trottolino amoroso e ‘Du du da da da’,
E il tuo nome sarร il nome di ogni cittร ,
Di un gattino annaffiato che miagolerร ,
Il tuo nome sarร su un cartellone che fa della pubblicitร ,
Sulla strada per me ed io col naso in su, la testa ci sbatterรฒ,
Sempre lร , sempre tu, ancora un altro po’, e poi ancora non lo so…”
Fantastico come prosegue, con spunti degni di un cavallo di razza. Immagini che si susseguono una dopo l’altra. Come si fa a non restare incantati da quello spudorato “trottolino amoroso” che in seguito verrร ricordato in tutte le salse, diventandone il titolo adottivo? O l’ancora piรน celebre ย “du du du da da da”.
Bellissimo anche “Il tuo nome sarร su un cartellone che fa della pubblicitร ” che ci da il senso di totale rapimento del protagonista, come il tentativo di liberarsi di questo amore, che sarร una cosa del tutto inutile.
“Vattene amore, mio barbaro invasore,
Credi di no? Sorridente truffatore.
Vattene un po’ che pace piรน non avrรฒ nรจ avrai
Vattene o saranno guai“.
Qui siamo molto vicini alla classe pura… il “barbaro invasore” รจ un pugno nello stomaco che manda al tappeto, e ancora piรน spettacolare il “sorridente truffatore”. Ma vi rendete conto della potenza di queste parole?
“I piccoli incidenti, caro vedrai, la stellare guerra che ne verrร ,
Il nostro amore sarร lรฌ tremante e brillante cosรฌ.
Ancora ti chiamerรฒ trottolino amoroso e ‘Du du da da da’,
E il tuo nome sarร il freddo e l’oscuritร ,
Un gattone arruffato che mi graffierร .
Il tuo amore sarร un mese di siccitร ,
E nel cielo non c’รจ pioggia fresca per me ed io col naso in su,
La testa ci perderรฒ,
Sempre lร , sempre tu,
Ancora un altro po’ e poi ancora non lo so…”
Adesso arriviamo all’apoteosi, accompagnati da una crescente intensitร troviamo dei piccoli incidenti seguiti poi da una guerra stellare… ma c’รจ di piรน; Panella ancora non si accontenta e ci scaraventa addosso un gattone arruffato e un mese di siccitร .
“Ancora ti chiamerรฒ trottolino amoroso e ‘Du du da da da’,
E il tuo nome sarร il nome di ogni cittร ,
Di un gattino annaffiato che miagolerร ,
Il tuo nome sarร su un cartellone che fa della pubblicitร ,
Sulla strada per me ed io col naso in su, la testa ci sbatterรฒ,
Sempre lร , sempre tu, ancora un altro po’, e poi ancora non lo so“.
Il finale, stupendo, con quel “ed io col naso in su la testa ci sbatterรฒ…“.
Bisogna anche aggiungere che entrambi, Minghi e Mietta, cantarono questa canzone al Festival con grande bravura, e che anche la melodia scritta dallo stesso Minghi ha permesso a Panella di mostrare la sua arte.
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