Non avrei mai voluto scrivere questa pillola, che riguarda la chiusura della mia attività di imprenditore nell’industria discografica (quale industria?). Ma mi tocca farlo perché, bene o male, se ne va un pezzo importante della mia vita artistica.
Più di un anno e mezzo fa avevo già deciso di chiudere gli uffici, per via dei costi. Già, perché la questione è sempre lo stessa: la Non ho l’età chiude perché spende più di quello che guadagna, anzi, negli ultimi anni uscivano tanti soldi ma non entrava più un euro.
La Non ho l’età ha pagato il prezzo della crisi discografica, non c’era possibilità di salvarla, anche perché abbiamo sempre lavorato in un certo modo, ma quel modo non c’è più da un bel pezzo.
Chiudo senza rimpianti, restando comunque nella musica per ragioni diverse, e almeno per me altrettanto importanti e stimolanti. Farò cose, mi inventerò progetti, sarò sempre sul fronte, ma non più come produttore-imprenditore.
Arrivederci, da qualche parte ci incontreremo.
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