R-ESISTENZA DONNA è la playlist creata da Hit Non Hit in omaggio alle donne della canzone italiana: voci emerse ed emergenti, tra iconicità e oblio. 56 canzoni per raccontare una scena musicale ancora segnata da squilibri di potere e disparità di genere, dai Sanremo maschiocentrici di Amadeus e Carlo Conti fino a quello che verrà di Stefano De Martino, a cui idealmente è dedicata nella speranza che possa rompere le catene gerarchiche e ristabilire l’equilibrio.
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Hit Non Hit, marchio di qualità e piattaforma editoriale dedicata alla musica a 360°, rende omaggio alle donne della musica italiana con il primo volume monotematico della serie “R-ESISTENZA DONNA”: una playlist Spotify creata l’8 marzo che non parla di fiori, ma di voci, storie e rivoluzioni insabbiabili.
Cinquantasei tracce, cinquantasei ritratti di artiste donne, cantanti e cantautrici. Donne sottovalutate o sopravvalutate, schiacciate dagli uomini ma capaci di resistere e lasciare un segno indelebile. Donne che cantano le donne come Arisa e donne che le donne le hanno amate come Giuni Russo. Donne bellissime come Francesca Schiavo, invidiate, scomparse.
Quelle maledette come Mia Martini; quelle dimenticate come Syria. Le figlie d’arte contestate come Irene Fornaciari e quelle idolatrate come Angelina Mango. Quelle marchiate, figlie di Maria, come Emma, Gaia, Annalisa ed Elodie. Le emerse, da Madame e Meg a Elisa e Joan Thiele, e le emergenti Mille, Lauryyn, Francamente, Emma Nolde, Sara Gioielli.
Quelle idolatrate e odiate come Laura Pausini, quelle rivoluzionarie come Loredana Bertè. Quelle dalla parte giusta come Giorgia e Milva la rossa e quelle messe da parte come Tosca e Mietta la dea. Le aliene in terra, da sempre e per sempre, come Mina. Le stellari lasciate al buio come Ilaria Pilar Patassini e Roberta Giallo; le dotatissime emigrate all’estero come Daniela Pedali e Filippa Giordano; le reiette, tra cielo e piano, come Dolcenera.
Si apre con la fu Fornaciari, Irene Effe, e la sua “Streghe”, un brano che è incantesimo medievale e insieme dichiarazione di resistenza contemporanea. Subito dopo La Niña con “Figlia d’ ’a Tempesta”, racconto di radici e ribellione femminista, ed Erica Mou e Carolina Bubbico, che con “Mangia la mela” correggono la grammatica maschilista introiettata a Sanremo: non maestri, ma maestre.
Il percorso attraversa le grandi voci di sempre con nuove potentissime canzoni: Mina, da Sanremo cestinata come direttrice artistica, canta “A costo di morire” come un corpo celeste fuori orbita temporale, Mietta, da Sanremo assente dall’ultimo di re Pippo Baudo, sfodera l’intensa “Per avere me”, corpo e voce di una bellezza tra mito e umana distruzione. E poi Syria, che con l’aiuto delle stelle tiene diritta la rotta, in “Speranza”, Tosca nel suo giardino delle meraviglie con Carmen Consoli in “Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa (Silencio)” e Roberta Giallo, che le canzoni le riempie di sé e vertigine creativa, in “Ho fatto l’amore per pietà”. Non mancano Patty Pravo, Arisa, Levante, Ditonellapiaga, Serena Brancale e Angelica Bove, che all’ultimo Sanremo ci sono state per grazia di allineamenti. E nemmeno Laura Pausini, che a Sanremo torna solo come ospite o co-conduttrice, in difesa delle gerarchie.
C’è “La bambina” di Patrizia Laquidara, “Bimba Lolupila” di Dada’ e “Aquila”, ma sensibile come una bimba, con Meg, Elisa ed Emma.
Milva con “La donna che voleva essere marinaio”, Madame con “Donna vedi”, Joan Thiele con “Volto di donna” e le donne della nuova generazione, pronte a occupare lo spazio che meritano: da Emma Nolde con “Quello che deve essere sarà” a Sara Gioielli con “Chimera”. Chiude il primo volume Sarafine con “La regina della Macarena”, memoria di una violenza d’infanzia.
Una playlist sul talento, vulnerabile ma forte, che racconta purtroppo le contraddizioni della nostra scena: dominata da donne ma comandata da uomini.
Le donne fanno da contorno, con percentuali bassissime nei cast di Sanremo e nelle classifiche.
La playlist canta la resistenza e sfida la disparità di genere e il silenzio mediatico con talento e coraggio. Nessun passo indietro, ma rivendicazione: perché la musica, che vi piaccia o no, è donna e bisogna averne cura.
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“R-ESISTENZA DONNA” non è solo una playlist: è un manifesto.
Voci che rivendicano spazio, memoria e giustizia, che ricordano che le donne non sono accessorie nella discografia italiana, ma protagoniste assolute. In un mondo di discografici e potenti che parla al maschile, questa raccolta celebra la bellezza delle donne che cantano, creano, resistono, esistono.
R‑ESISTENZA DONNA ribalta il persistente gender gap della musica italiana, con il Festival di Sanremo che resta uno specchio delle dinamiche di genere dell’industria, dove la rappresentanza femminile, in netta inferiorità, è una sfida ancora aperta.
Salvala nella tua libreria Spotify, ascoltala e lasciati attraversare da 56 storie, oltre 56 voci, oltre 56 battaglie: dalla leggerezza pop alla profondità jazz, passando per la forza folk, in una ricongiunzione di perle che racconta la vita di chi ha vissuto ai margini e ha trasformato il margine in luce.
Ecco la playlist con le 56 tracce, per metà selezionate da Ugo Stomeo e per metà da Andrea Butera, i due pesi e contrappesi del marchio di qualità Hit Non Hit che non hanno avuto nè Amadeus nè Carlo Conti nei loro incarichi a Sanremo e che Stefano De Martino dovrebbe avere al suo fianco nell’ascolto dei prossimi pezzi per Sanremo 2027.
R-ESISTENZA DONNA: L’HNH-TRIBUTO ALLE DONNE DELLA CANZONE ITALIANA
TRACKLIST
Irene Effe — Streghe
La Niña — Figlia d’ ‘a Tempesta
Erica Mou; Carolina Bubbico — Mangia la mela
Tosca; Carmen Consoli — Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa (Silencio)
Mina — A costo di morire
Mietta — Per avere me
Patty Pravo — Ho provato tutto
Roberta Giallo — Ho fatto l’amore per pietà
Irene Grandi — Fiera di me
Mille — Il tempo, le febbri, la sete
Marianne Mirage — Cielo
Mia Martini — Vivo
Ornella Vanoni; Elodie; Ditonellapiaga — Ti voglio
Laura Pausini; Annalisa — Ma che freddo fa
Syria; Inoki — Speranza
Emma Nolde — Quello che deve essere sarà
Arya; Lauryyn — Onda
Tära — Farti fuori
Filippa Giordano — Quiéreme mucho
Milva — La donna che voleva esser marinaio
Ilaria Pilar Patassini — Con toda palabra
Giorgia; Giuliano Taviani; Carmelo Travia — Diamanti
Serena Brancale — Qui con me
Daniela Pedali — Brava
Romina Falconi — Sono felice
Dolcenera; Gabriella Ferri — Piena di vita
Arisa; Coro del Teatro Regio di Parma — Quello che le donne non dicono
Nada — Bella più bella
Loredana Bertè — Una donna come me
Giuni Russo — La danza – live
Miele; Nava — Svegliami
Marina Rei — Voglio amare tutti
Madame — Donna vedi
Angelica Bove — Mi ritroverai
Francamente — Zagara
Casadilego — Alberi
Beatrice Quinta — Fatima
Gaia — Rosa dei venti
Joan Thiele — Volto di donna
Sara Gioielli — Chimera
Meg; Elisa; Emma — Aquila
Ginevra Di Marco; Cristina Donà — Perpendicolare
Flo — Malemaritate
Patrizia Laquidara — La bambina
Giua — Leggera nei tuoi occhi
Pietra Montecorvino — Santa
Maria Mazzotta; Ernesto Nobili; Cristiano Della Monica; Volker Goetze — Canto e sogno
Dada’ — Bimba Lolupila
Angelina Mango — Igloo
Daniela Pes — A te sola
Levante — Sei tu
Giulia Mei; Anna Castiglia — Un tu scuiddari
Anna Carol — Edera
Sarafine — La regina della macarena
https://open.spotify.com/playlist/0QjIVFXvrV52CVAQJdakNL?si=f6330255ef484614
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