Si è spento a Roma all’età di 69 anni Peppe Vessicchio, noto direttore d’orchestra che ha accompagnato diverse generazioni di artisti.
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Più di trenta partecipazioni al Festival di Sanremo, tanti arrangiamenti, tante trasmissioni: Buona Domenica, Amici di Maria De Filippi. Il sodalizio con Lorella Cuccarini è indissolubile, l’ultima apparizione in tv di Vessicchio risale a poche settimane fa in ‘This is me’ su Canale 5, nella puntata speciale per celebrare i quaranta anni di carriera della più amata dagli italiani.
La sua compostezza e la sua ironia nascosta dalla sua folta barba sono entrate nell’immaginario collettivo di moltissimi spettatori. È per lui l’applauso più grande quando torna a dirigere al Festival di Sanremo, in una delle edizioni targate Amadeus, dopo diversi anni di assenza, pare per un contenzioso con la Rai per le musiche de ‘La prova del cuoco’. Il suo volto è rassicurante ma cela anche un’ironia tutta napoletana, negli anni è stato più che un direttore d’orchestra, si presta senza esitazione ad interloquire con gli artisti che accompagna sul palco.
Nel 1996 accompagna gli Elio e le storie tese al Teatro Ariston con ‘La terra dei cachi’, è la prima volta, credo anche l’unica, che un direttore d’orchestra dà il via con la sua voce a un brano da eseguire: «Pronti, partenza, via», le sue parole, poi parte il suo arrangiamento vincitore, tra l’altro, del premio della critica di quella edizione.
La notizia della sua scomparsa, avvenuta a casa delle complicazioni di una brutta polmonite, invade i social, tanti gli artisti e i colleghi che a lui dedicano un post.
Bellissime le parole del maestro Valeriano Chiaravalle: «Peppe Vessicchio non è più tra noi. Per chi come me è cresciuto stando al suo fianco come collaboratore e maestro sostituto rimane un grande insegnamento: la Musica, quella vera, si fa solo con la passione, con la dedizione, con quel sentimento di eterna inferiorità rispetto alla bellezza che l’arte ci offre. Peppe aveva quello sguardo curioso verso tutto ciò che non conosceva. Era prima di tutto un grande uomo. Questo lo rendeva unico. Mancherai tanto a me e a tutti coloro che hanno avuto l’onore di conoscerti come uomo prima che come musicista».
Sentite le parole di Roberto Vecchioni che lo ha avuto a fianco con la sua ‘Chiamami ancora amore’ a Sanremo: «E chi se lo scorda più quel nostro abbraccio così forte quando abbiamo vinto Sanremo che io urlavo non di gioia ma di dolore perché mi avevi incrinato una costola. Non ce la faccio a non rivederti più, amico mio, è come se con te fosse volata via la musica stessa dietro quella risata napoletana, dietro i tuoi occhi accesi di dolcezza e ironia. Quanto a me, voglio ricordarti con la tua bacchetta alzata a dipingere il cielo.»
Poi ci sono artisti come Fabrizio Berlincioni che lo hanno conosciuto da piccolo e che sono cresciuti insieme a suon di musica: «Avevamo tra gli 8 e i 12 anni quando ad ogni estate ci incontravamo per le vacanze e giocavamo sulla spiaggia di Lago Patria. Sudavamo anche l’anima inseguendo un pallone rosso come il sole al tramonto. Tutti e due del ’56, tutti e due affascinati dalla musica, dalle canzoni classiche napoletane e da quelle che poi hanno lasciato un segno nei cuori di tutti i ragazzi di quei tempi. Siamo cresciuti facendo diventare lavoro la nostra passione, tu Maestro musicale, direttore d’orchestra, arrangiatore e uomo pubblico di successo, io, autore di testi musicali di canzoni abbastanza famose. Oggi, in un qualunque sabato pomeriggio di un qualunque novembre, cavalcando un Re+ e portandoci via la tua barba candida, te ne sei andato verso il grande tutto o verso il vigliacco nulla. Ciao Peppe».
La stessa Cuccarini con la quale Vessicchio ha condiviso i palchi più prestigiosi scrive: «Uno shock e un dolore immenso, non solo per me, ma per tutti. Oggi perdo un amico sincero, un Maestro di musica e di vita. Quante momenti abbiamo vissuto insieme, professionali e personali; quanti ricordi. A Dio, caro Peppe.»
Le parole di cordoglio e di dolore personale arrivano da più parti, queste le parole di Piero Cassano: «Ciao Maestro, non ci posso credere. Ora Salutami chi sai tu, sperando che come da sempre ci dicono, quel giorno, quando arriverà il fatidico momento, ci si possa veramente rincontrare tutti insieme. Sono incredulo, senza parole, frastornato, arrabbiato. Infinita stima con un semplicissimo ed amichevole tvb.».
Io ho incontrato un paio di volte il maestro Vessicchio da quando scrivo di musica, la prima, tra i viali di Cinecittà, io lì, diciamo per un sopralluogo tra gli studi televisivi e le vecchie scene di film western. Credo che all’epoca fosse ancora nello staff del talent della De Filippi. Di recente l’ho incontrato in Sicilia in un festival alla ricerca di nuovi talenti ‘Diventerò una stella’ diretto dall’instancabile Maria Vitale, eravamo in un teatro a Gioiosa Marea, io nella giuria dei giornalisti, lui presidente di giuria. Ricordo la sua compostezza e professionalità nonostante qualche problema tecnico all’aria condizionata del teatro comunale.
Mi piace concludere questo ricordo con una sua citazione che mi ha inoltrato il maestro Clemente: «La musica non è solo stimolo cerebrale. La musica ha la capacità di entrare nel fondo di noi. Può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo. E quando gli armonici si combinano in modo naturale, l’equilibrio delle loro attrazione è pacifico e ci dà benessere. Musica armonico-naturale, io la definisco così. Se tutte le cose che ci circondano avessero questo equilibrio, questa propria formidabile individualità all’interno di un insieme, ci troveremmo in una condizione ideale.»
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