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CRONACA DELLA CONFERENZA STAMPA DI MORGAN SU WHATSAPP

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Ieri, 21 novembre 2023 Morgan ha organizzato la prima conferenza stampa su Whatsapp perfettamente moderata da Enrico Silvestrin, a cui hanno partecipato 152 giornalisti e addetti stampa, compreso il sottoscritto. Già la modalità whatsapp è un’idea niente male, e tutti hanno rispettato le regole degli interventi.

Morgan si è dimostrato molto collaborativo e ha chiesto opportunatamente che le sue dichiarazioni scritte o vocali fossero riportate per esteso, senza modifiche. Qualcuno ha persino chiesto se Morgan avesse letto il post di Bugo a proposito, cosa che Morgan ha ammesso di non aver letto ma ha risposto che sarebbe stata sua intenzione invitare Bugo come ospite a X Factor. Questo la dice lunga sulla sua indubbia capacità di aumentare la visibilità mediatica del format stesso, dato che dati alla mano, pare non vada benissimo (2,24 di share di media, nonostante le repliche quotidiane e il bombardamento sui social ). Non a caso Dargen nel corso dell’ultima puntata ha definito Morgan un “Mostro televisivo oltre che un artista”.

Chiaramente molti giornalisti hanno posto domande sul presunto “complotto” orchestrato da Fedez. Si pone quindi una questione più gossipara che di contenuto. Non entro in merito alla questione perché mi sembra di minor interesse rispetto a un tema che ritengo più interessante, cioè quello di chiamare Morgan come tutor di X Factor nonostante i suoi precedenti polemici che lo hanno visto protagonista sia a X Factor che a Amici, in cui in entrambi le occasioni lasciò i programmi in corso, per immaginarselo diverso da quello che è realmente.

Una voce fuori dal coro rimane tale. Forse si pensava ingenuamente di “convertirlo” al modulo generalista televisivo? Che Morgan sia un anarchico puro, è noto persino alla nota fantomatica casalinga di Voghera. Che non sia un artista e personaggio televisivo addomesticabile è arcinoto. Lui è un artista nel senso più compiuto del termine, sincero e trasparente. Non è e non sarà mai un uomo doppio, disposto a concedersi al business generalista. Quello che pensa, lo dice e lo fa pubblicamente. Qualsiasi sua attività o azione rifugge dal successo costruito a tavolino o dal mainstream. Sceglie brani anti pop per i suoi giovanissimi concorrenti, dai Genesis a Giorgio Gaber.

Dunque lo si chiama a X Factor in virtù della sua competenza musicale e artistica o come “mostro televisivo”? E’ indubbio che in ambedue i casi Morgan funziona. Nessun artista come lui, almeno in Italia, è capace di attirare l’attenzione del mondo mediatico e l’interesse del pubblico. Quindi nessuno crede che Morgan sia stato richiamato a gran voce per diventare il bravo e conforme testimonial televisivo generalista. Non si chiama un anarchico a partecipare a una messa cantata. Se scegli Morgan, è perché ritieni che sia funzionale a far crescere gli ascolti del tuo programma in un senso o nell’altro, artistico o mediatico che sia. Punto. Se poi lo fai fuori, non puoi far finta che lui sia diverso da quello che è. La sottile ipocrisia è palese.

Ora non c’è la controprova, ma è chiaro che se Morgan non fosse stato scelto come tutor, il programma avrebbe avuto minor ascolti di quelli che ha ottenuto, anche grazie alla sua partecipazione. O forse si voleva “lanciare” la favoletta del figliol prodigo a cui nessuno crede? Immagino che oltre alle lusinghe, ci siano state lunghe riunioni con lui e accordi reciproci.

Morgan non è un artista che non ama mettere tutto nero su bianco, non manda avvocati o manager in prima linea, propone, discute e poi si fida di ciò che verbalmente è stato accordato. Quindi ecco, che nel caso di Morgan, la telenovela della sua eliminazione dal programma, manco fosse un concorrente da televoto, e non uno dei protagonisti, continua per l’ennesima volta fino a farla sembrare persino un elemento annunciato del format stesso. Il tutto appare piuttosto incomprensibile o forse persino banale.

Morgan è un uomo che ha superato i cinquant’anni, non è un ragazzino capriccioso che non conosce le regole del cosiddetto Sistema televisivo, solo che le rifugge, cercando altro. Quindi se lo cerchi e gli offri un lavoro sai benissimo con chi hai a che fare, sai perfettamente che a lui piace scombinare le carte da non allineato. Nel 2010 quando X Factor era ancora in Rai, rispondeva agli autori che gli rimproveravano di scegliere brani difficili come “Forbidden Colors” di Sakamoto e Sylvian, con lo slogan:

Contro il vuoto dei contenuti si combatte con i sonetti di Shakespeare”.

Da un artista che cita Shakespeare in un format generalista in prima serata , ti puoi aspettare che conosca e possa apprezzare la canzone di Annalisa? Ovvio che no. Dunque perché usarlo per poi eliminarlo perché non conforme al comune senso dell’intrattenimento televisivo? Questo andrebbe spiegato una volta per tutte, ma non lo si spiega. In compenso ci ha pensato lui in conferenza stampa quando ha detto:

Come può esistere il codice etico se chiami Morgan? Se tu chiami Morgan per fare Morgan e quando lui lo fa, lo elimini…. di quale codice etico si sta parlando? Io il codice etico lo rispetto di default perché sono un anarchico, perché parto dall’idea che rispetto il mio prossimo, quindi l’anarchico può rimanere in un’idea di assenza di norma proprio perché ha la legge morale dentro di sé. Infatti io sono identico a come sono fuori dalle telecamere e di come sono in scena, perché spesso porto la vita in scena e non il contrario. Quindi il codice etico, per quanto mi riguarda dovrebbe essere rispettato da loro, perché è una forma di rispetto nei confronti di un lavoratore. Come si fa a licenziare senza motivo, senza una lettera, senza una vera ragione, una persona che è stata chiamata per fare il ruolo di questa persona? Ma dài signori….

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