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I Maneskin infiammano il Coachella Festival al grido di “Free Ukraine, Fuck Putin”

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Grande successo dei  Maneskin al Coachella Festival: la band romana si è esibita sul palco della celebre kermesse musicale a Indio, in California.
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Sono sulla cresta dell’onda ormai da due anni, la vittoria al Festival di Sanremo del 2021 ha dato loro la possibilità di partecipare all’Euro Song Contest, festival che hanno vinto e che li ha inseriti nel circuito musicale internazionale.

Stiamo parlando dei Maneskin, la band romana che ha calcato in due anni i palchi più prestigiosi, anche palchi che i più non conoscevano, ma che grazie alla loro partecipazione hanno trovato spazio nelle testate giornalistiche italiane. Qualche giorno fa la band ha infiammato il Coachella Festival, nella contea di Riverside, in California, «un posto fichissimo, penso che sia uno dei posti più cool al mondo per suonare, essere qui ci dà molta sicurezza» ha dichiarato Damiano David.

Tre quarti d’ora di spettacolo in cui il frontman del gruppo, vestito prima con un abito di pizzo rosa, poi rimasto in  outfit tipo bondage, con microshorts in pelle nera e bretelle borchiate, ha intonato i loro più grandi successi, da Zitti e buoni, a I Wanna Be Your Dog, passando per I Wanna Be Your Slave, Mammamia e Gasoline. Brano, quest’ultimo, che gli artisti italiani hanno dedicato alla terribile situazione in Ucraina, così Victoria spiega questo brano:

«Abbiamo scritto un sacco di musica in questi ultimi mesi, questa fottuta situazione in Ucraina ci ha veramente colpiti. Abbiamo voluto usare la nostra posizione per spingere le persone a schierarsi per quello che è giusto e far sentire la gente aiutata e compresa. Vogliamo alzare la nostra voce per qualcosa che abbia un significato».

Insomma, non sono mancate le prese di posizione contro quest’assurda guerra, al termine dell’esibizione è apparsa, sul maxischermo in fondo al palco, l’immagine di Putin, con stoccata finale di Damiano che urla: «Free Ukraine, Fuck Putin». Il leitmotiv della loro esibizione è stata la dura presa di posizione contro l’invasione di Putin sull’Ucraina.

maneskin

Fonte: ANSA/YouTube

Non è mancato qualche scivolone, sono dettagli, ma che a mio avviso è importante sottolineare, visto il riverbero che una voce ha da quel palco. Damiano, all’inizio della loro esibizione, si rivolge agli astanti e dice: «vi state divertendo? Ok, sono felice di saperlo, perché anche noi ci stiamo divertendo, ed è il motivo per cui siamo qui: divertirci. Ma a volte è importante capire quanto siamo privilegiati, a poter assistere anche solo ad un’esibizione e poterci divertire. Fregarsene e non avere niente a cui pensare, nessuno di noi deve pensare quando si sveglia quante bombe sono state lanciate sulla città».

Ma come fa notare Cinzia Fiorato, giornalista del Tg1, dalle sue pagine social: «Il fatto che non ci cadano le bombe sulla testa non è un privilegio, è la normalità, è il minimo sindacale che persone sane di mente possano chiedere alla vita. Non è la guerra la normalità. La pace è la normalità. Le parole sono importanti, soprattutto se pronunciate su un palco e rimbalzate da tutti i giornali. Noi non siamo privilegiati, non dobbiamo sentirci in colpa perché nessuno distrugge le nostre città. È il contrario, la pace è la cosa giusta, non un privilegio, e dobbiamo pretenderla. Le bombe, invece, sono l’anomalia che dobbiamo debellare e contro cui dobbiamo lottare». Un’analisi lucida, un dettaglio non indifferente che dà il giusto peso alle parole e ci mette nella giusta posizione, non di privilegiati, ma di chi pretende che la pace sia la cosa giusta, senza per questo farcene una colpa a discapito di chi è vittima di una assurda guerra.
Uno scivolone che possiamo perdonare, ma che non poteva passare inosservato.

Terminata l’esibizione, i componenti della band (Damiano David, Victoria De Angelis, Ethan Torchio e Thomas Raggi) seguiti dai fotografi e acclamati dai fan presenti, si sono spostati sulle transenne vicino al pubblico. Non sono mancate dichiarazione rispetto al loro modo di fare musica, queste le parole che il frontman ha rilasciato all’Independent alla domanda su cosa significhi oggi essere una rock star: «Fare quello che vuoi senza preoccuparti del mercato, o di Twitter, o della gente che ti giudica».

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