4.2 C
Milano
domenica, Novembre 28, 2021

Ultimi post

Carmen Consoli: “Volevo fare la rockstar”, un album senza vincoli espressivi – RECENSIONE

Voto Autore

Carmen Consoli è tornata con un nuovo progetto discografico dal titolo emblematico, “Volevo fare la rockstar”, album che arriva a sei anni dal precedente “L’abitudine di Tornare” e a tre anni da Eco di Sirene.

.

Ultimo album per Carmen Consoli, dopo molti anni di attesa e superata la importante tappa dei venticinque anni di carriera. Dieci canzoni, tutte proprie composizioni tranne tre in cui c’è la collaborazione del fido Massimo Roccaforte, responsabile anche della produzione artistica e degli arrangiamenti insieme alla stessa Carmen ed a Toni Carbone.

In questo ultimo lavoro la cantantessa riconferma pienamente la peculiarità che l’ha sempre distinta positivamente nel panorama del pop italiano: una forte personalità sia vocale che di scrittura dei testi e delle musiche. Non è sicuramente facile possedere simili caratteristiche e soprattutto riuscire a conservarle nel tempo, peraltro non solo integre ma anche sempre più mature e consapevoli.

I brani di questo CD hanno tutti un colore diverso, niente è lasciato al caso o alla furbetteria. Nella scuola catanese si suona, si prova e riprova, si lavora in studio dal punto di vista (o di udito…) del musicista strumentista cresciuto in saletta, come Carmen racconta di sé stessa da ragazzina con una chitarra a tracolla e come del resto i suoi compagni di avventura Roccaforte e Toni Carbone, non per niente scuola Denovo.

Molto presenti e gustose le chitarre di Massimo e della stessa Carmen, ora elettriche magari crunch ora acustiche, che caratterizzano subito il brano di inizio “Sta succedendo” e il successivo “L’aquilone”, quest’ultimo insieme ad un bell’hammond e con un tempo in tre che fanno cambiare velocemente l’ambientazione dei racconti e delle riflessioni proposte dai testi.

Segue il singolo che ha preceduto l’uscita del CD, “Una domenica al mare”, addirittura suonato con le spazzole ed in cui si presenta una sezione d’archi, un ritornello che apre con delle settime maggiori e tutta una serie di accortezze che rendono giustizia all’orecchio dell’ascoltatore.

Carmen riconferma in pieno la propria grande capacità di valorizzare il testo e di farsi seguire con interesse fin dalla prima frase; in questo brano c’è anche un suggestivo finale che intreccia archi e voci di bambini ma non siamo in presenza di una trovata gratuita: l’intero CD si snoda in un intreccio di ricordi, musica, attualità, passato, armonie, presente.

I testi di questo disco rendono volentieri partecipe l’ascoltatore che gli anni passati non sono scivolati, attraverso l’animo della cantantessa come acqua su una lamiera inclinata, ma hanno lasciato tanto e altrettanto propongono, su cui ragionare riguardo al presente ed al futuro.

Successivamente spiccano anche “Mago Magone”, ambientazione dark rock anni ’80 per un testo politico allusivo e molto forte e “Le cose di sempre”, ritmica latina (bolero con un colore generale che ricorda anche la rumba dei night club anni ’50), un sinuoso clarinetto, una sexy chitarra con il vibrato e i fidati archi: una bella atmosfera.

“Armonie numeriche” è una sorta di tributo al papà ed alla sua importante influenza sia umana che musicale, veramente notevole: testo struggente, ancora tempo in tre, intensa nell’interpretazione, curata nell’arrangiamento e nell’esecuzione, ricca di sviluppi.

Brano che rappresenta una dimostrazione di gusto, passione e conoscenza da parte di tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione.

Peraltro in questo lavoro ogni pezzo ha una costruzione sensata ed un testo di spessore, serviti in una confezione musicale ben studiata e ben suonata; dimostrazione di ciò è “L’uomo nero”, molto interessante musicalmente e con un testo da ascoltare e sui cui riflettere, molto attuale di questi tempi purtroppo.

Chiude la title track “Volevo fare la rockstar”, nuovamente un tempo in tre, per un testo ancora di grande sensibilità e contenuto. Si può mettere in atto il sogno di fare la musicista, ma anche dotandosi di spessore e non solamente pensando al look e a fare provini per i talent.

In chiusura di ascolto sovvengono tante riflessioni, che vanno ben oltre le “veline” da ufficio stampa, le dichiarazioni per le presentazioni e le frasi fatte in generale.

Carmen Consoli ha percorso 25 anni di carriera sempre fuori dai trend e dai suoi percorsi disseminati di pozzi avvelenati.

Si tratta principalmente di una persona, come del resto dovrebbe essere sempre: evidentemente di buona cultura generale, curiosa e informata, una musicista molto più preparata della media del panorama pop, per la quale le armonie e la struttura della canzone non sono solo un dettaglio marginale e fastidioso nel delirio smanettativo di un computer (come del resto per i suoi conterranei Battiato e Mario Venuti, e non può essere un caso…).

Conosce l’esistenza non solo del buon rock ma anche del jazz, della bossa nova e del mondo latino più in generale, non si conoscono suoi tentativi di omologarsi a “giorgeggiamenti” o peggio.

Nessuna ansia da classifica e da inseguimento dell’ignoranza del pubblico, conseguentemente nessun vincolo espressivo, nessuna schiavitù.

Tutto in Carmen lascia pensare e sperare che per lei sia così anche nella vita reale.

Disco da riascoltare più volte non solo dal punto di vista musicale, ma che merita anzi un grande plauso riguardo ai testi. Bella zampata della cantantessa.

Carmen Consoli

Tracklist “Volevo fare la rockstar”

  1. Sta Succedendo
  2. L’aquilone
  3. Una domenica al mare
  4. Mago Magone
  5. Le cose di sempre
  6. Qualcosa di me che non ti aspetti
  7. Armonie numeriche
  8. Imparare dagli alberi a camminare
  9. L’uomo nero
  10. Volevo fare la rockstar

Facebook Comments

Latest Posts

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.