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domenica, Aprile 11, 2021

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Sanremo 2021, gli ascolti sono in netto calo e forse la gente non ha bisogno di leggerezza

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In picchiata esponenziale gli ascolti del Sanremo 2021. E forse c’era da aspettarselo. La gente non ha voglia di superficiale leggerezza.

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Qualche dato:

La prima serata del Festival è stata seguita da una media di 8.363.000 telespettatori con il 46,6% di share. In particolare 11 milioni 176 mila spettatori, con uno share del 46,4% nella prima parte e 4 milioni 212 mila spettatori, con uno share del 47,8% nella seconda parte.  Un risultato che ha registrato un netto calo rispetto allo scorso anno. La prima serata di Sanremo 2020, con Amadeus, Fiorello e Tiziano Ferro, aveva registrato 10.058.000 di spettatori con il 52.2% di share. E non solo: lo share è stato inferiore non sono a quello della passata edizione, ma anche a quelle di tutte le precedenti edizioni fino al 2011.

La situazione è peggiorata ulteriormente nella seconda serata: è stata seguita in media da 7 milioni e 585 mila spettatori per uno share del 42,1%. Il Festival ha in pratica perso 1 milione di spettatori rispetto alla serata d’esordio.  Un anno fa erano stati 9 milioni e 693 mila i telespettatori che avevano, in media, assistito alla seconda puntata, per uno share del 53,3%.

sanremo

E’ decisamente un Festival di Sanremo triste e a tratti desolato quello della 71ma edizione.
La pandemia da covid ha sparigliato tutte le carte, ha cambiato il “gioco” e le priorità di tutti, comprese quelle dei telespettatori che, evidentemente, non hanno questa grande esigenza di “leggerezza” (visti i tempi nefasti), così come auspicato e sperato e raccontato dal direttore artistico della kermesse che ha voluto a tutti i costi questa edizione, a costo anche di portare una flotta di navi da crociera nel porto sanremese per creare delle “bolle” che portassero tutti in una dimensione parallela, diversa da quella che milioni e milioni di persone stanno vivendo.

E colpevoli sono anche i dirigenti di Viale Mazzini che non hanno voluto rinunciare ai lauti introiti degli sponsor. Non è stata neanche presa in considerazione l’idea di posticipare in estate l’evento, situazione che avrebbe quantomeno permesso, di portare la gente a teatro e rendere un po’ meno deprimente il tutto, lasciando che tutto l’indotto della città ligure lavorasse.
I palloncini sulle poltrone non sono stati per nulla ironici, ma tristissimi e di cattivissimo gusto.

sanremo

Guardando le prime due puntate del Festival, si ha la sensazione che nell’infrastruttura organizzativa della Kermesse passi inosservata una incredibile evidenza, ossia che questa è una edizione nell’era pandemica, con migliaia e migliaia di morti più che le ultime guerre, con migliaia di gente senza lavoro e una crescente povertà come mai si era vista negli ultimi 15 anni.

Sarebbe stata opportuna tanta, tantissima empatia e sobrietà, tanti messaggi di solidarietà, tanti fari accesi su quella parte di società che sa pagando un prezzo altissimo, su tutti quelli che sono sopravvissuti al covid, su chi, da più di un anno sta combattendo in prima linea nelle corsie delle rianimazioni per salvare vite umane.

Se si fosse realizzato un Sanremo in questa direzione, forse questo evento avrebbe avuto più senso, avrebbe spinto la gente di fronte ai televisori, invece di propinare loro la stessa minestra di sempre, con l’aggiunta di superficiale leggerezza forzata e s-forzata, condita da una montagna insormontabile di pubblicità… altro che musica ed evasione, un mattone con un cappio che fa annegare nella noia e nella nullità.

Se davvero si voleva dare “leggerezza”, quest’anno non si sarebbe dovuto riproporre un mostro da 4 ore e passa, con macchiette patetiche, spot ogni 10 minuti, ospiti inutili, sketch in stile animatori della Valpitour e chi più ne ha ne aggiunga.

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L’altro sera in America si sono tenuti i Golden Globe, e si sono svolti con collegamenti nelle case o negli studi dei nominati. L’atmosfera era accogliente e calda, intima, gli attori e registi, dalle loro abitazioni hanno tenuto un profilo basso, ricordando il momento che il mondo sta passando. Ecco, questo era un modo giusto per mettere in scena un evento visto i tempi. Avrebbero dovuto fare questo i “festivalieri” a tutti i costi.

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