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giovedì, Agosto 5, 2021

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Concerti di Paul McCartney annullati: rivolta dei fan che vogliono il rimborso e non i voucher

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Paul McCartney doveva suonare a Napoli e al Lucca Summer Festival, ma i biglietti verranno rimborsati con un voucher valido per gli altri concerti del promoter perchè l’ex Beatles l’anno prossimo non torna in Italia. I fan protestano e si pensa ad una class action.

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Siamo nell’era Covid e contemporaneamente, con una certa progettualità, nell’era post Covid. Chi di noi non si è trovato a dover modificare i piani? Nessuno. Chi ha dovuto annullare un viaggio programmato da mesi? Tutti coloro avevano un viaggio programmato da mesi.

All’inizio dell’emergenza le compagnie aeree hanno subito rimborsato il costo dei voli cancellati. Pian piano che l’emergenza andava avanti hanno cambiato strategia, dal imborso si è passati all’opzione “voucher”, un bonus pari al valore del biglietto acquistato da spendere nella loro compagnia nei mesi successivi.

In altre parole hanno preso i miei, e di tutti coloro avevano acquistato un biglietto, soldi in ostaggio. Tutto legittimo. Viaggio, più o meno, sempre con la stessa compagnia e ci sta. Se questo è il modo per garantire loro una certa fiducia per investire sul prossimo futuro, sono disposto a diventare un involontario azionista della compagnia col solo beneficio di poter continuare a volare con loro.

Stessa cosa è successa nel settore dei live.

Annullati tutti i concerti per la stagione in corso (leggi nostro articolo) molti fan si sono ritrovati azionisti dei loro beniamini, pur essendo costretti ad attendere il loro ritorno sul palco solo fra un anno, artisti che in molti casi non hanno perso il rapporto col loro pubblico grazie ai social.

Tutti gli artisti si sono affacciati nelle loro pagine social e hanno assicurato i loro fan che i loro biglietti sono al sicuro e che avranno modo di assistere al concerto fra un anno. In molti casi, con largo anticipo, sono state comunicate le date degli eventi per il 2021.

Paradossale però quanto successo ai fan di Paul McCarteney, che avevano acquistato i biglietti per vedere il loro idolo a Napoli e a Lucca il prossimo giugno, che si sono ritrovati, vista l’impossibilità di programmare un concerto con l’ex Beatles per il 2021, con un voucher per andare a vedere un concerto di un altro artista che fa capo agli stessi organizzatori: da Beck a Lauryn Hill, piuttosto che Ben Harper o Céline Dion.

Una trovata discutibile da parte degli organizzatori, la D’Alessandro & Galli, che ha fatto infuriare, e non poco, i fan.

Questa la risposta dei promoter: «Quella del nostro pubblico non è una richiesta assurda, ma la scelta di rimborsare con un voucher non l’abbiamo né presa né chiesta noi. È arrivata dal legislatore. E non è un’opzione, come molti dicono erroneamente. Il decreto varato dal legislatore non è stato chiesto da noi, ma è stato pensato dal governo per salvare la filiera della musica di cui facciamo parte e che non riceve nessun tipo di aiuto. La D’Alessandro & Galli ad esempio ha 30 dipendenti e quest’estate fatturerà zero euro».

Il decreto a cui si appellano non esclude, soprattutto nel caso in cui l’artista non possa posticipare le date, di rimborsare il biglietto. Anzi il dpcm del 16 maggio specifica che il biglietto può essere rimborsato in maniera tradizionale così come previsto dall’articolo 1463 del Codice Civile.

A seguito della protesta è intervenuto, a garanzia degli acquirenti, il presidente della Codacons Carlo Rienzi che ha dichiarato: «Stiamo ricevendo numerosissime richieste di aiuto da parte di cittadini che si sono visti annullare eventi e spettacoli organizzati per le prossime settimane. Con un colpo di spugna sono stati cancellati i diritti dei consumatori, prevedendo l’assurdo meccanismo del voucher come forma di rimborso. Ma è di tutta evidenza che se un evento viene annullato e non sarà più organizzato, il consumatore ha diritto in base al codice civile alla restituzione dei soldi versati».

Intanto da parte del baronetto in questione nessuna dichiarazione. Vedremo come andrà a finire. Certo è che la scusa del voucher, appare soprattutto in questa circostanza, molto forzata. Sarebbe come se la compagnia di cui sopra avesse mandato i viaggiatori, piuttosto che nella destinazione desiderata, per usare un eufemismo, a quel paese.
Vedremo se, alla fine di questa assurda situazione saranno i fan ad andare, per usare un eufemismo, a quel paese o la D’Alessandro & Galli.

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