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Guccini e il suo regalo alle nuove generazioni con “Note di viaggio” – RECENSIONE

"Note di Viaggio - Cap.1" di Francesco Guccini è un bel disco, degno tributo ad un grande del cantautorato italiano, in attesa della seconda puntata

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Francesco Guccini aveva detto volersi ritirare, dall’alto dei suoi ottant’anni di età e di una produzione di qualche centinaio di canzoni, spalmata in una carriera lunghissima.

Si è palesato però il desiderio di riproporre alcuni brani in veste differente, soprattutto con interpretazioni diverse e nuovi arrangiamenti; la figlia Teresa ha dichiarato di sperare che con questa operazione il padre sia ancora più apprezzato dalle nuove generazioni e soprattutto non dimenticato.

Produttore e arrangiatore è Mauro Pagani, una garanzia quando si tratta di lavori di qualità, e il risultato è da par suo. Il compito era molto pesante, praticamente una sovrapposizione di quelle tante responsabilità che già da singole costituiscono un arduo impegno per il produttore-arrangiatore: innanzitutto il problema di trovare la canzone adatta per l’interprete adatto, poi quello di arrangiare in modo che il brano ne esca valorizzato e rivitalizzato, facendo ovviamente in modo che anche il cantante faccia la sua figura.

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Inoltre con Guccini c’è il testo da far sentire e seguire, parole di peso specifico enorme, ma senza apparire declamatori o solenni.

Tutti i cantautori presenti appaiono nel proprio elemento, a partire dallo stesso Guccini, che in apertura ci offre una emozionante “Natale a Pavana”: commovente.

“Incontro” in versione Ligabue scorre evocativa come un paesaggio visto dal finestrino della macchina, come del resto tanti brani dell’indiano di Correggio; bella prova anche quella di Brunori su “Vorrei”, molto equilibrata e gradevole in un’atmosfera che in realtà ricorda un po’ De Gregori, mentre inaspettatamente anche Gabbani vende cara la pelle in “Quattro stracci”: viene da pensare che la performance sopra le righe in quel di Sanremo gli abbia dato popolarità e forse qualche lira, ma che il suo mondo artistico sia un altro, ben più corposo.

“Osterie fuori porta” propone un abbinamento forse imprudente, risolto in un confronto involontario tra Bersani e Carboni che appare abbastanza sbilanciato a favore del primo, anche se forse è solo questione di gusti personali. Samuele in ogni caso si riconferma un artista di grande spessore, anche in questa veste di interprete.

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Sicuramente è questione di gusti personali che anche le versioni di “Auschwitz”, “Noi non ci saremo” e “Tango per due” non appaiano memorabili e che in generale sembri che i maschietti siano più a proprio agio rispetto alle femminucce, ad ogni buon conto ci pensa Carmen Consoli a sparigliare: la versione di “Scirocco” è veramente bellissima, il brano, l’interpretazione e l’arrangiamento costituiscono il punto più alto dell’intero CD. Combatte degnamente la versione di “Canzone quasi d’amore” di Malika Ayane, bell’arrangiamento con archi e chitarra in evidenza e la nostra che canta con personalità, interpretazione e rispetto.

Bella l’atmosfera minimalista di “Stelle”, giusto il mood di Giuliano Sangiorgi e per una volta la batteria palesemente finta è perfetta.

Infine in chiusura la versione di “L’avvelenata” con clavicembalo e ritmica rock è una ulteriore dimostrazione della maestria di Mauro Pagani, sia oggettivamente che riguardo all’improbo compito di cui sopra: Manuel Agnelli e il brano sono valorizzati in modo egregio, e il maestro si toglie lo sfizio di duettare con l’ex Afterhours.

Un bel disco, degno tributo ad un grande del cantautorato italiano, da riascoltare magari davanti al camino, in attesa della seconda puntata che è già in lavorazione.

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Crediti del FotoMontaggio Immagini ©FareMusic – FMD Copyright

TRACKLIST “Note di viaggio” cap.1 – Francesco Guccini

01. Natale A Pavana 
02. Auschwitz 
03. Incontro 
04. Scirocco 
05. Stelle 
06. Tango Per Due 
07. Vorrei 
08. Canzone Quasi D’amore 
09. Quattro Stracci 
10. Canzone Delle Osterie Di Fuori Porta 
11. Noi Non Ci Saremo 
12. L’avvelenata
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Alessandro Filindeu
Vivo a Roma, non sono un giornalista, sono musicista professionista da quando avevo ventidue anni, ambito pop ma formazione jazz, ho suonato in una cinquantina di programmi Rai, ho ottenuto la idoneità per insegnare in Conservatorio nel 2005, lavoro con un importante produttore come assistente musicale e di produzione e come chitarrista, ho collaborato con vari musicisti, scritto e arrangiato un po' di cose, avuto a che fare con il Festival di Sanremo in varie "vesti" a partire dal 1993. Insegno chitarra moderna in varie scuole di area romana, armonia moderna e tecnica dell'ascolto presso la "Accademia Spettacolo Italia" di Roma. Ho collaborato come "ghost writer" a due tesi di laurea in storia della musica pop italiana, ho partecipato alla organizzazione di varie Master Classes di grandi musicisti italiani e stranieri, in tempi recenti ho co-prodotto due cantanti esordienti, con ambedue fallendo clamorosamente ma acquisendo di conseguenza una grande conoscenza del mondo del pop italiano degli ultimi anni. Ho una maturità classica, ho frequentato due facoltà universitarie e un Conservatorio per un totale di 21 esami sostenuti ma non ho finito nessuna delle tre cose, inevitabilmente la mia prima attività è quella dell'insegnante.

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