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Billie Eilish l’enfant terrible della musica americana – RECENSIONE di “When we all fell asleep, where do we go?”

Mentre in Italia la musica sembra non riuscire a risvegliarsi, gli U.S.A sfornano una nuova star non ancora maggiorenne: Billie Eilish

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Billie Eilish
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di Micaela Tempesta

Mentre in Italia la musica sembra non riuscire a risvegliarsi dall’incubo canzoni “demmerda”,  gli U.S.A sfornano una nuova star non ancora maggiorenne: Billie Eilish.

When we all fell asleep, where do we go?” (Quando ci addormentiamo, dove andiamo?) è il suo album d’esordio ed è già record (è il disco con il maggior numero di “pre-adds” nella storia di apple music).

Che genere è?

In una recente intervista rilasciata ad una radio locale la teen-ager americana ha risposto con una semplicità disarmante “se prendiamo 14 persone, le chiudiamo in una stanza e mettiamo su il mio disco ognuno di loro potrebbe avere un brano preferito” (le tracce sono 14).

Non è una cosa semplice da spiegare ma, dopo averlo ascoltato le darete ragione. L’enfant prodige ha una personalità forte, scura, cinica. I suoi testi sono più che maturi e per niente a “cuoricino”.

Niente a che vedere col pop americano infiocchettato, nessun inno alle droghe, anzi, alla vita nel lusso, non c’è dissing (tutte cose che sembrano il sale della nuove scena musicale italiana). C’è solo lei che sviscera a tinte scure il disagio di un’intera generazione . Parliamo di 20enni, per cui se siete un po’ più grandicelli evitiamo il “ai miei tempi” o “si vabbè ma la nostra generazione…” ecc. Per una volta ascoltate senza dover dire per forza la vostra.

Come dicevo, il disco non è posizionabile in nessuno scaffale predefinito, non è pop, non è rock, non è hip hop, non è r’n’b. Gli americani si sono inventati la dicitura urban quando non sanno dove andare a parare, ma questo disco non è nemmeno urban.

Billie Eilish

Questo disco è tutto e il contrario di tutto.

E’ un incubo ed è un bellissimo sogno. Parla dei mostri sotto il letto e, mentre lo fa, scopriamo che il mostro siamo noi.

La voce di Billie (nomen omen) è ipnotica e si lascia ascoltare per tutta la lunghezza dell’album senza stancare. Gli arrangiamenti sono scuri, scarni, essenziali e perfetti per sostenere le carezze vocali della diciassettenne. I suoni vanno dal sintetico (synth e batterie elettroniche) a quelli di strumenti più classici ma tutto l’album è sostenuto dalla produzione vocale. Mentre da noi certi effetti sulla voce (autotune, vocoder, prismizer) sono visti come il demonio, oltreoceano vengono usati per completare gli arrangiamenti dando una spinta in più.

Per chi è questo disco?

Se siete aperti e curiosi è un disco che non vi dispiacerà. Sicuramente è un disco per giovani, gli stessi giovani che qui in Italia ascoltano liriche sullo sciroppo per la tosse nella sprite e di fantomatiche rolls royce (a cui i giornalisti danno fin troppa visibilità).

Solo che qui i giovani si scontreranno con una ragazza ben oltre la media (anche dei 30enni italiani mi permetto di dire) che al numero 3 della tracklist piazza una canzone “xanny” (tratta il tema dello xanax iper prescritto dai medici americani contro l’ansia e diventato una droga specialmente nel mondo dei giovani) e come uno schiaffo in faccia dice “non ho bisogno di uno xanax per sentirmi meglio”.

La produzione del disco è “a conduzione familiare” dato che è il fratello FINNEAS (ex star di Glee) a “vestire” le melodie della Eilish. Diciassette, vi ripeto l’età. Ve la ripeto come monito, prima che il disfattismo cosmico prenda il sopravvento. Prima di dire qualunque cosa ricordiamoci quanti anni ha ed in che epoca vive.

A mio parere sicuramente un’artista fuori dalle righe che potrebbe resistere alla bulimia musicale dei nostri giorni.

Billie Eilish

Tracklist “WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?” – Billie Eilish

(titoli rigorosamente tutti in minuscolo)

!!!!!!!”,
“bad guy”,
“xanny”,
“you should see me in a crown”,
“all the good girls go to hell”,
“wish you were gay”,
“when the party’s over”,
“8”,
“my strange addiction”,
“bury a friend”,
“ilomilo”,
“listen before i go”,
“i love you”,
“goodbye”.

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