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CRITICA DELLA RAGION IMPURA: La critica musicale parziale, preventiva o opportunistica

La critica ufficiale è quindi impura, parziale, preventiva o opportunistica. Siamo tutti consapevoli che non stiamo vivendo un’epoca rinascimentale

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Sparare a zero sui social sulla musica come sul calcio è divenuta un’applicazione quotidiana quanto inutile. Criticare la cosiddetta musica di mmerda va bene farlo una volta o due, magari per buttar fuori il proprio disgusto, ma se diventa un esercizio quotidiano, diventa esempio di pura frustrazione fine a sé stesso.

Che bisogno c’è di sparare a zero su gente di cui non compreresti mai un disco né un biglietto per un concerto? Non è meglio scrivere di musicisti di talento abbandonati nell’oblio? Non lo si fa perché quest’ultimi sono considerati con il termine spregevole “di nicchia”. Per cui non interessano i gggiovani, non sono popolari o meglio lo erano, per cui non attirano like, né emoticon, né dibattiti pretestuosi di tanti opinionisti della domenica.

Grosso errore secondo me, perché se non parli o diffondi il meglio, ma al contrario comunichi solo il peggio (la musica di mmerda) non fai altro che promuoverla anche se la massacri. La comunicazione è una scienza, bisogna saperla usare e magari non solo a fini personali ma possibilmente a utilizzo della collettività.

Detto questo, si prendono di mira i soliti ragazzi, non solo chi si esibisce per passione o per caso, ma anche chi li ascolta (li chiamano bimbiminkia), mai che si massacrino gli over 50 perché questi, anche se fanno un disco pessimo, hanno una storia alle spalle o sono semplicemente famosi.

La critica ufficiale è quindi impura, parziale, preventiva o opportunistica.

Siamo tutti consapevoli che non stiamo vivendo un’epoca rinascimentale e che la qualità oggi va ricercata con la stessa difficoltà di trovare un ago in un pagliaio. A proposito, sapete come si fa? Non è mica tanto difficile. Basta dar fuoco al pagliaio e passare poi sulle ceneri una buona calamita. Prima o poi l’ago lo tiri su.

Ma detto questo, perché scongiurare la possibilità che un ragazzino alle prime armi non riesca ad evolversi e a diventare uno bravo? Esistono talenti innati come quelli che crescono con l’esperienza, giorno dopo giorno.

Facciamo un esempio. Ci ricordiamo il Jovanotti della moto  o di “E’ qui la festa?”. Bhè, onestamente non è che fosse un artista da strapparsi i capelli. Era solo un ragazzo che stava iniziando una strada, o meglio, la stava semplicemente cercando. Bhè, quel Jovanotti non c’è più, oggi è un artista che fa i suoi sold out ovunque, porta uno spettacolo di tre ore e più, scrive ottimi testi, sperimenta, non si ripete, studio e suda. Avercene.

Ora io non so se da questa ultima generazione di trapper o rapper o vincitori di talent show possa uscire un nuovo Jova. Non lo credo… ma occhio a non saper nemmeno individuare uno spillo di talento in questi ragazzi. Diamogli tempo. Se poi continueranno a perseverare con la musica di mmerda allora peggio per loro, ma negare a questa generazione una possibilità di minima evoluzione artistica è pura repressione, censura preventiva, critica della ragion impura.

Diventare vecchi è un’impresa, ci vuole una vita intera ma a volte per dimostrarlo basta un articolo online.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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