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I duetti della quarta serata del Festival di Sanremo – Impressioni e voti

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La quarta serata del Festival della Canzone Italiana di Sanremo
, la serata dei duetti, inizia con un assurdo balletto e con un Baglioni in debito di fiato e con un completino fatto di domopack.

La conduzione ed i problemi che si sono evidenziati nelle serate precedenti non cambiano. Non esiste un direttore di crociera, come lo scorso anno con la Hunziker. Qui vanno alla deriva, con Baglioni che pensa solo alle sue canzoni (grazie Siae!) e i due poveri Bisio e Raffaele che annegano tra le onde dell’auditel e di uno stuolo di autori che sarebbero da impallinare uno dopo l’altro. 

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Gli sketch di stasera sono inguardabili. Il monologo di Bisio forse si salva, ma il successivo intervento di Anastasio ha rovinato tuttonoioso, già visto, scontato, inutile, con un brano che sembra sempre lo stesso brano, una zuppa riscaldata, rimaneggiata e sempre uguale a se stessa che alla lunga stanca e mettendo a nudo la mediocrità della proposta nella sua essenza.

Durante l’ospitata di Ligabue, Bisio ha toccato livelli davvero mediocri. Stesso discorso per Liga che si è prestato ad uno sketch davvero imbarazzante, che va oltre l’autoironia, sfiorando, a tratti il ridicolo, nel senso peggiore del termine.

Imbarazzante anche il duetto con Baglioni su “Dio è morto” di Guccini.

Un arrangiamento davvero pessimo, da festa della birra
. Per non parlare poi di Baglioni, che vestito con un bolerino anni ‘80 è sempre più uguale a Lerch della Famiglia Addams.

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Ma passiamo ai voti dei duetti della 4rta serata di Sanremo 2019

Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena, voto 4, senza Puffi non gira.
Motta con Nada, voto 5, sembrano due scappati di casa
Irama con Noemi voto 6, lei vestita con un tappeto legato da una cintura trovata nei camerini.
Patty Pravo con Briga e Giovanni Caccamo, voto 2. Come fa una diva del suo calibro a sputtanarsi con due sfigati così?
Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci, voto 7, finalmente un po’ di pura energia e di voglia di divertirsi.
Il Volo con il violinista Alessandro Quarta, voto 4, non per il violinista bravissimo, ma per loro… antichi!
Arisa con i Kataklò e Tony Hadley, voto 6. Lei grida un po’ troppo e lui in italiano sembra Mal quando cantava Furia. I Kataklò bravissimi.
Mahmood con Guè Pequeno, voto 7. L’incontro funziona, a parte la giacca da circo di Guè Pequeno.
Ghemon con Diodato e i Calibro 35, voto 6, non si capisce chi sia più stonato. Il look camicia di forza non è pervenuto.
Francesco Renga con Bungaro, l’etoile Eleonora Abbagnato e il danzatore Friedemann Vogel, voto 7 1/2. Si crea un atmosfera sognante e da favola, Renga sempre bravo.
Ultimo con Fabrizio Moro, voto 7, funzionano ma sembrano la replica l’uno dell’altro.
Nek con Neri Marcoré, voto 6, con questa versione unplugged la voce di Nek risalta ancora meglio, ma la presenza parlata di Marcorè è quasi fastidiosa.
Boomdabash con Rocco Hunt e i cantori di Milano, voto 5. Direi, molto rumore per nulla!
Zen Circus con Brunori Sas, voto 7, bel sound e incontro riuscito.
Paola Turci con Beppe Fiorello, voto 7,5. bella accoppiata, la Turci canta anche meglio che nelle sere precedenti.
Anna Tatangelo con Siria, voto 6. Belle voci ma non il brano, insulso.
Ex Otago con Jack Savoretti, voto 5. Nemmeno l’aggiunta di Savoretti permette al brano di convincere.
Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci e Massimo Ottoni, voto 7, brano nostalgico con il pianoforte di Jannacci acquista ancora più poesia
Loredana Berté con Irene Grandi, voto 8. Nonostante Loredana non fosse al 100%, l’accoppiata funziona ed il pubblico dell’Ariston regala un’altra standing ovation
Daniele Silvestri con Manuel Agnelli, voto 8, esplosiva versione, da brivido.
Einar con Biondo e Sergio Sylvestre, voto 6. il trio toglie ritmo al brano, penalizzandolo.
Simone Cristicchi con Ermal Meta, voto 7 ½. Il brano è bello, ma rende meglio cantato solo da Cristicchi.
Nino D’Angelo e Livio Cori con i Sottotono, voto 5 ½. Si capisce meglio la voce di Nino, ma il brano non decolla mai.
Achille Lauro con Morgan, voto 2. Canzone inesistente, voci non pervenute.

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Il duetto risultato vincitore, con i voti del pubblico, della sala stampa e della Giuria d’onore presieduta da Mauro Pagani è quello tra Motta e Nada, rimarcando il fatto che le famose “giurie di qualità” votano con parti del corpo che non si possono nominare. I copiosi fischi del pubblico hanno infatti sottolineato la premiazione.
Avrebbe di gran lunga meritato il premio il duetto tra Daniele Silvestri e Manuel Agnelli. 

Speriamo che non si ripeta il famoso giochetto che fece vincere gli Avion Travel nel 2000.

Aspettiamo domani il risultato finale di questo Sanremo 2019, sperando di non trovarci ulteriori sorprese negative.

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