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La denuncia di Federico Fiumani e il movimento #metoo del mondo musicale italiano

Il j’accuse che Federico Fiumani, leader della band Diaframma contro Emanuele Podestà, organizzatore di eventi musicali indie fra cui il festival Supernova di Genova

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Federico Fiumani
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Sempre più spesso accade che un post sui social di un personaggio famoso scateni un piccolo grande caso, mediatico e non solo. Questa volta, a dare il la al movimento #metoo del mondo musicale indie italiano è stato il lungo j’accuse che Federico Fiumani, leader della band Diaframma, il 20 novembre ha rivolto dal suo profilo facebook a Emanuele Podestà, organizzatore di eventi musicali fra cui il festival Supernova di Genova e anche editore della casa editrice Habanero.

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Ad allarmare i fan una prima, concisa riflessione che il 16 novembre compare sul profilo del cantautore:Io con gli stronzi che picchiano le donne non ci lavoro, anche a costo di dover annullare concerti e pagare penali.  Per ore sotto il post in questione si rincorrono commenti in cui gente di ogni età plaude al coraggio di Fiumani, lo ringrazia pubblicamente, avanza timide ipotesi su chi possano essere gli “stronzi” in questione e quale data del tour debba considerarsi annullata.

Nessun nome di persona o città, ma l’impressione è che in molti, fan e colleghi del gruppo fiorentino, sappiano benissimo di cosa si parla.

Una ragazza di nome Elena scrive: “La butto lì… Dovevi suonare a Genova? Ahaha!”, ricevendo innumerevoli like. Ancora più esplicito il commento di un certo Lee: “Bravo! Fossimo da qualche altra parte avrebbe già chiuso baracca ma qui continua imperterrito. Anche tra i musicisti ci vorrebbe più responsabilità, molti sanno ma fanno finta di non sapere per comodo”.

Sono le 19.11 del 20 novembre quando il frontman della storica band fiorentina fondata alla fine degli anni ’70 torna sulla questione. Di nuovo nessun nome e cognome, ma i motivi della cancellazione del concerto in programma a Genova il prossimo 25 aprile. 

Come facilmente si evince dai commenti sotto al mio post di pochi giorni fa riferito al fatto che io non suono nei Festival organizzati da gente che picchia le donne, le manda all’ospedale, le tiene segregate in casa per due giorni, gli spegne sigarette in faccia e le aggredisce per strada, la città è Genova, e il festival si svolge verso la fine di aprile.
Io avrei dovuto suonarci il 25 aprile ma ho annullato la data, appena ho saputo da amici genovesi fidati che razza di stronzo è la persona in questione.
Volevo aggiungere che in questi giorni la mia attività principale è scrivere a tutti i miei amici musicisti, agenzie di Booking, giornalisti, informandoli che c’è gente che, invece di stare in galera,organizza festival musicali.
Se ci suonate sapendo che razza di merda è l’organizzatore, avrete tutto il mio disprezzo.
Dulcis in fundo, la merda ha anche una scalcagnatissima casa editrice dove, in cambio di un 69 o almeno un pompino, pubblica libri di giovani scrittrici in erba.
E vabbè, uno le donne se le procura come può.

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Emanuele Podestà

L’appuntamento musicale di fine aprile è quindi il Supernova, vetrina dell’indie italiano che si svolge al Porto Antico, da 3 anni evento molto atteso a Genova, e ad organizzarlo c’è Emanuele Podestà. Quasi 4000 commenti, oltre 200 commenti, più di 600 condivisioni, il post scatena un vespaio di reazioni e in poche ore i principali organi di stampa riprendono la notizia. Tanti gli artisti che appoggiano la campagna accusatoria al grido di #losapevanotutti e #nonènormalechesianormale. Lapidaria la “sex columnist” fiorentina Carlotta Vagnoli:

Lo sapevano tutti. E nessuno ha fatto nulla. Quantomeno, nessuno ha smesso di suonare.
La storia di Emanuele Habanero Podestà va resa nota. Vanno resi noti i fatti. Va reso noto che nessuno ha mai fatto nulla pur sapendo tutto.
Chiediamo all’industria musicale il perché. Chiediamo di prendere finalmente la posizione giusta. Chiediamo di farlo per tutte le ragazze molestate, picchiate, minacciate da questa persona.
Quindi forza. Tutti. Non uno di meno, usatelo questo hashtag. E relegate chi di dovere al posto che merita. Non si asseconda più chi molesta o picchia. L’arte NON PUÒ assecondare chi molesta o picchia le donne.
Losapevanotutti@gmail.com è la mail a cui scrivere se anche voi siete state molestate da quest’uomo. Un team di avvocati e noi di Bossy ci prenderemo cura delle vostre storie e vi daremo l’assistenza legale (gratuita) che meritate. #losapevanotutti ma ora lo sappiamo anche noi. E non vi lasciamo sole.

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Emiliano Colasanti della 42Records

Tra le persone che confermano il clima che circonda Podestà c’è anche un autorevole personaggio dell’ambiente musicale, Emiliano Colasanti, della 42Records, discografico di due artisti che di recente hanno avuto a che fare con l’organizzatore del Supernova: Colapesce e Cosmo. Il primo avrebbe dovuto aprire l’anno scorso il festival al Porto Antico di Genova, il 20 aprile, ma dieci giorni prima il concerto viene annullato a causa di “problemi di natura logistico-organizzativa”. Le parole che Colasanti affida ai social chiariscono meglio quanto accaduto l’anno scorso

In quel momento lì è successo che persone vicine a noi e che avevano avuto problemi, anche seri, con il tizio in questione, ci hanno raccontato le loro storie e ci hanno lasciati sgomenti. Lorenzo ha deciso di non suonare al Supernova e la stessa decisione era stata presa da Marco, che Lorenzo ha coinvolto fin da subito.

Il racconto di Colasanti è lungo, ma vale la pena riportarlo per intero soprattutto perché, pur condannando la violenza, sottolinea la necessità di un atteggiamento prudente in polemica con la tendenza generale di artisti e media a scatenare una caccia alle streghe senza passare dalle competenti aule giudiziarie:

Quello che però non volevamo fare – avendo avuto esplicita richiesta di non coinvolgimento da parte delle ragazze che ci avevano raccontato le loro vicende – era scatenare una guerra mediatica e gettare il mostro in prima pagina senza che però ci fosse lo straccio di una denuncia, o anche solo una presa di posizione pubblica da parte delle ragazze coinvolte. Quindi ho preso il telefono, ho chiamato Emanuele Podestà e gli ho detto senza mezzi termini che i due concerti al Supernova non si sarebbero più tenuti e che non avremmo mai più collaborato con lui (decisione condivisa anche dall’agenzia di concerti che gestisce entrambe le band di cui parliamo). Al telefono ho trovato una persona distrutta, che sosteneva di essere cambiato e completamente disponibile ad accettare tutte le conseguenze che la cancellazione di quelle due date (e quindi del festival) avrebbe comportato. Non lo scrivo perché abbia provato empatia con lui – zero – e neanche perché gli abbia creduto, ma dopo giorni di discussioni e davanti al suo giuramento di uscire dal comitato organizzativo del Supernova si è deciso di cancellare solo la data di Lorenzo per non danneggiare tutte quelle persone che avevano la sola colpa di lavorare a un festival con una persona di cui potevano anche non conoscere alcuni comportamenti più che discutibili. Abbiamo quindi fatto la data di Cosmo, non l’abbiamo promossa, abbiamo declinato tutte le interviste con i media locali e dal giorno seguente abbiamo chiuso ogni rapporto con Podestà. Che il giorno del festival non ha mai interagito con noi e si è tenuto alla larga dai camerini. Non c’interessava scatenare una guerra su Facebook, passare per eroi e neanche dare vita alla rincorsa a chi pubblica lo screenshot più pruriginoso. Abbiamo fatto una scelta e l’abbiamo comunicata a chiunque ci abbia chiesto spiegazioni. E infatti anche altre agenzie ed etichette hanno smesso di collaborare con Habanero. Quello che è successo dopo la notizia della cancellazione della data di Colapesce per motivi personali è che tante persone, anche amiche vere, hanno scritto a Lorenzo e me per dirci che avevano capito cosa avevamo fatto e ringraziarci. Sono venute fuori altre storie e altre ancora.

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Colapesce

Simili i toni dell’altrettanto lungo post con cui Colapesce conferma l’episodio, condannando “i paladini del web in egotrip” e gli “shit storm sui social soprattutto su argomenti così delicati” e riportando la toccante testimonianza di abusi ricevuta da una fan.

“[…] Grazie Lorenzo, di essere l’uomo che sei, non ce ne sono abbastanza o se ci sono noi non li vediamo abbastanza. Te lo dico tremando perché so cosa vuol dire subire una violenza da parte di un uomo, e voglio dirtelo perché so quanto gli uomini coraggiosi e giusti contino per evitare di trasformare tutta la categoria in un insieme di mostri, dovrebbero essere soprattutto altri uomini a ringraziarti adesso perché quelli come te salvano anche molti di loro. Grazie di averlo fatto e grazie di averlo fatto in silenzio, perché quel passaggio lì, quello del venire allo scoperto, è terribile e spaventoso e solo chi ci è passato lo sa, ma è bello apprendere che anche chi non ha vissuto un’esperienza simile può immaginarlo e rispettarlo”.

Mentre si susseguono gli artisti che annunciano il ritiro dal Festival (ultimo Vasco Brondi delle Luci della Centrale Elettrica), tante ragazze sembrano aver trovato il coraggio di denunciare gli episodi di molestie verbali ricevute da Podestà.

Questo tizio tra l’altro mi molestava per messaggio dicendo cose tipo ‘ti ho vista in via Balbi, indossavi questa e quest’altra cosa’ e metteva non poca ansia (tra l’altro mai saputo che faccia abbia)” – rivela Fulvia a Fiumani in un commento al post del 20 novembre: “Poi fortunatamente aveva smesso e non avevo idea fosse un pezzo di merda del genere. Sputtanalo come si deve Fede”. “Conosco il soggetto”, le fa eco Maria Teresa: “Mi scrisse inizialmente con gentilezza, per poi degenerare fingendo di avere una malattia mortale. Pensava che questo mi avrebbe impietosita e convinta nell’andare al Festival da lui organizzato in sua compagnia. Una conversazione strana con una persona decisamente aggressiva nei toni, poi calma, poi degenere con riferimenti sessuali totalmente a caso. L’ho bloccato. È finita lì con una conversazione in chat, ma a qualcuna da quanto leggo è andata peggio”. “Io ho lettere di denuncia”, chiosa Fiumani raggiunto dai giornalisti: “Dopo il post poi mi sono arrivati messaggi privati di quattro ragazze”.

In mezzo al clamore che l’ha coinvolto, l’accusato, famosissimo nell’ambiente dell’indie genovese prima come cofondatore della piccola casa editrice “Habanero” e poi come organizzatore di svariati festival (del Palazzo Ducale, del Teatro degli Archivolti, infine il Supernova) si dice certo della propria innocenza. “Questa è diffamazione, mi tutelerò nelle opportune sedi, in realtà ho già parlato con i miei avvocati”, ha spiegato all’AGI: “Non ci sono condanne, querelerò Federico Fiumani il prima possibile, probabilmente già domani, perché… cioè… la cosa è surreale.”

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Veronica Ventavoli
Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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