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Giusy Ferreri, vittima sacrificale di turno delle facezie senza “Respect” in rete

Giusy Ferreri, la vittima sacrificale di turno dopo gli attacchi sui social, sto dalla parte del torto perché gli altri posti sono già occupati

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Giusy Ferreri
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Respect, sembra uno slogan in questi giorni, in cui l’accanimento su GiusyFerreri gonfia le vele ipocrite dei troll da tastiera. Gli antefatti penso li conosciate, ossia la discutibile performance della nostra cantante in una produzione radio e televisiva. Non mi interessa fare pubblicità a nessuno. Quindi niente mention.

E saprete anche che un video virale, ripreso anche da testate giornalistiche nazionali, fatto da una vocal coach afro-americana da anni residente in Italia, ha fatto moooolto discutere infiammando gli animi. La chiamerò Mrs.VocalCoach, sia per non fare ulteriore pubblicità ad un discutibile intervento suo, sia per evitare un piano personale che sappia di gazzarra.

Ecco su questo vorrei scrivere. Anche perchè preferisco sedermi “dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti sono già occupati” (cit. B.Brecht). La performance, premetto, è indiscutibilmente criticabile, ma Giusy è davvero il minore dei mali. Mica può essere l’agnello sacrificale! Anzi, forse dimostra la sua buonafede e sopratutto ingenuità tenendo un triste foglietto col testo in mano davanti alle telecamere.

Ricordo a lor signori che persino blasonate signore della canzone in altre kermesse catodiche hanno avuto il privilegio del leggio…

Giusy Ferreri, la Radio e gli altri

Dunque tutti a sparare contro Giusy ferreri, rea di aver cantato male, in un inglese improbabile, uno dei brani forse più difficili del repertorio della grandissima e compianta Aretha Franklin. Difficoltà sia vocale che linguistica. Chi glielo avrà suggerito? mah. Forse gli “altri”, quelli che stando dietro le quinte, pensano di capire e sapere tutto. E lei, errore di ingenuità credo, ha detto sì.

Più che uno show televisivo di una grande brand radiofonico, sembrava l’organizzazione della sagra della Polpetta. Anche altri artisti non hanno certo brillato. E già qui mi verrebbe da ridere e sottolineare che è fin troppo facile prendersela con la Cantante. Ma torniamo ad uno dei punti più esagerati dell’intervento di Mrs.VocalCoach: la rischiesta di scuse per offese alla cultura musicale Afroamericana.

E poi (come direbbe Giorgia quando ancora cantava)? E poi, cosa altro vogliamo aggiungere Mrs.VocalCoach? So’ du etti e mezzo di facezie, che faccio, lascio?

Perchè tanto livore? E che c’azzecca col Respect?

Già in precedenza Giusy Ferreri era stata bersaglio delle sue frecciate tutt’altro che benevole, quando era stata nominata Giudice nel Board di Amici di Maria De Filippi. Grande scioltezza e comunicativa in cam (thumb up!), Mrs.VocalCoach si scandalizzava per tale scelta, imputando all’artista una totale mancanza di tecnica, un’estensione limitata, che “persino Max Pezzali potrebbe fare meglio“… Max Pezzali???

Oibò, ma allora qual è il suo metro di valutazione, Mrs.VocalCoach? non sarà, ma mi scuso per avere questo dubbio, che il suo livore sia quello della volpe che non raggiunge l’uva? Onestà morale, imporrebbe un metro di valutazione unico, non secondo le simpatie. O forse Max è un suo allievo o amico?

Allora, grati per il suo amore per la musica che manifesta, perchè non si offre di dare lezioni di canto e di inglese alla nostra povera artista? Pensi a quanta pubblicità e visibilità positiva avrebbe, anzichè le trollate da bar. E così sarebbe più credibile, sempre che questo le importi, sicuramente più efficace, anzichè strombazzare offese alla grande cultura musicale afroamericana, di cui TUTTI noi siamo effettivamente perenni debitori. Altrimenti il sospetto che voglia solo speculare sorge più che lecito. O forse vive da cosi tanti anni nella nostra provincia italiana che ha assorbito il nostro malcostume di urlare con la pancia, anzichè ragionare col cervello e parlare con il cuore?

Michele Fischietti, (vocalcoach certificato col metodo di Seth Riggs) afferma in un articolo, che giustamente un cantante deve trasmettere emozioni, non fare un compendio di tecnica vocale. Altrimenti che cosa sarebbe?

E tanto per rimanere in tema, nessuno si è stracciato le vesti quando Ian Gillan, sul palco del Pavarotti & Friends (dove io ero a lavorare) intonò un’imbarazzante “Nessun Dorma” proprio a fianco del Grande tenore Luciano. Mica tutti sono come la grande Dionne Warwick che partecipò a sanremo cantando in italiano un capolavoro come la voce del silenzio (qui il video) nel lontanissimo 1968? Altri tempi, altro Respect

Allora perchè Mrs.VocalCoach, non si ribella alle nauseanti versioni che fanno dei brani di Sinatra nelle nostre trasmissioni per fare gli elegantoni della nota? Solo perchè Sinatra non fa parte della Black Music?

Semo tutti un po’ caciaroni?

Verrebbe l’istinto di azzerare tutto con una frase qualunquista, ma mi sforzo di non cedere a questa abitudine.Ci sono ottimi professionisti, tra musicisti, personale di produzioni, tecnici, fonici, artisti. Ho avuto il privilegio di conoscerli e lavorare con loro, e di vedere il microcosmo del “dietro le quinte”, spesso torbido e approssimativo. Dei piacioni è pieno ogni settore professionale: chi di voi non ha mi incontrato sul suo percorso un Gran Dir. Uff. Supermega Conte Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare? E certi personalità mediatiche non sono da meno.

No, non siamo tutti caciaroni. E’ che ci dipingono così. Ma di caciaroni che ne stanno a carrettate, quelli che parlano e criticano superficialmente, quelli che “tanto so mejo io”. Anzi per chiudere con le parole del più grande interprete dei nostri difetti, Alberto Sordi, c’è sempre qualcuno che parla convinto che “io so’ io, e voi ‘nsiete ‘n cazzo” vero Mrs.VocalCoach?

 

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