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Diritto D’Autore: il MEI lancia una campagna di informazione rivolta a tutti gli abbonati SKY

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Giù le mani dal Diritto D’Autore: il MEI – MEETING DELLE ETICHETTE INDIPENDENTI lancia una campagna di informazione rivolta a tutti gli abbonati SKY per sensibilizzarli sul comportamento della piattaforma televisiva

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Gli autori italiani, e con loro tutta la filiera creativa della musica composta dagli editori, dai produttori, dagli artisti, interpreti ed esecutori, dai videomaker e dai promoter musicali e organizzatori di eventi, stanno assistendo sbalorditi ad un attacco contro i loro diritti ed hanno appena lanciato un appello firmato da oltre mille autori contro Sky.

Da mesi incredibilmente Sky ha deciso di utilizzare i contenuti creativi frutto del lavoro degli autori ed editori italiani, realizzati poi dai produttori e dagli artisti, interpreti ed esecutori,  senza più corrispondere alcuna remunerazione per il loro sfruttamento, come invece prevede la legge sul diritto d’autore e sull’equo compenso. Tale azione sembrerebbe fare parte di un disegno che punta ad azzerare -grazie al supporto della Direttiva dell’Unione Europea Barnier che ha messo a libero mercato il diritto d’autore, quello che invece dovrebbe fare parte per sempre del patrimonio culturale di un Paese-  un diritto acquisito che garantisce la libertà degli autori, per favorire gli interessi  di gruppi internazionali che cercano di scardinare alcuni principi fondanti dell’Unione Europea: e cioè che “la creazione artistica e letteraria, compreso il settore audiovisivo” non sono oggetto di semplificazioni e armonizzazioni forzate, così come vanno tutelate la diversità culturale e il diritto degli autori ed editori italiani di scegliere liberamente se affidare le proprie opere all’estero o gestirle dall’Italia per le utilizzazioni sul territorio nazionale, come hanno dichiarato gli autori stessi nel loro recente appello.

Se Sky decidesse di perseguire tale strategia assisteremmo alla incredibile affermazione del paradosso per cui pagando meno autori ed editori si otterrebbe un aumento della produzione culturale. Mentre in realtà sarebbe vero esattamente il contrario.  Un affronto a tutti coloro i quali hanno contribuito a portare l’industria culturale al terzo posto nella nostra economia. Un’industria sana e realmente italiana, che è parte fondamentale della storia del nostro Paese e di quella ripresa economica di cui oggi tutti vogliono prendersi il merito.

Il diritto d’autore è un diritto del lavoro e per questo motivo nei giorni scorsi oltre mille autori hanno firmato un appello contro Sky affinché possa ritornare sui suoi passi relativamente a tale gravissima decisione e riprenda così a remunerare il lavoro dei creativi della filiera musicale, tutelando sia il diritto d’autore che un settore che occupa oltre 500 mila persone nel nostro paese.

Per tali motivi il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, una realtà che riunisce ogni anno i più importanti marchi della piccola e piccolissima discografia indipendente italiana, giovane e innovativa, che si ritroverà per la sua ventitreesima edizione a Faenza, dal 28 al 30 settembre, che si trova ad essere tra le più colpite all’interno del mercato delle liberalizzazioni del diritto d’autore e connessi che hanno fatto diventare una merce uno dei beni comuni del patrimonio culturale del nostro Paese, invita gli abbonati Sky a valutare attentamente quanto sopra nel momento in cui dovranno rinnovare il loro abbonamento e invita pubblicamente Sky a un confronto su tale questione al prossimo MEI 2018 che si terra’ a fine settembre a Faenza.

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