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Claudio Baglioni Vs Antonio Ricci: L’ultima querelle

Baglioni l'angelico, contro il demoniaco Antonio Ricci. Si va per aule di tribunale. Antonio Ricci dice la sua sul cantautore romano e lo stesso lo querela

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Stupisce l’interesse sui social sulla querelle (di cui peraltro non se ne sentiva il bisogno) tra l’angelico Claudio Baglioni e il demoniaco Antonio Ricci.

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Si va per aule di tribunale che poi, come ben sappiamo, non avranno alcun seguito se non per lo spreco di soldi.

Stupisce però come il popolo dei baglionisti si sia scagliato contro Antonio Ricci reo, secondo loro, di aver infangato il cantautore romano. Ricci ci è andato giù pesante per ovvi motivi. Il più noto autore satirico italiano parla il linguaggio della satira che notoriamente non è un pranzo di gala, né un corso di bon-ton. La satira, per assolvere la sua funzione, deve essere corrosiva e soprattutto cattiva … altrimenti satira non è, ma semplice intrattenimento comico.

Ricci conosce tutti i meandri che si celano nel DNA della satira e li percorre a occhi chiusi. Fa il suo lavoro e lo fa benissimo, piaccia o meno. Ora, estrapolare le sue frasi dal contesto e dal linguaggio della satira è come criticare Matteo Salvini non per le sue idee politiche, ma per i calzini che indossa. Ora che l’ Italia sia un Paese di democristiani moralisti, compresi quelli che vanno in piazza a organizzare il Vaffanculo Day, è arcinoto, ma un po’ di buon senso non guasterebbe.

Il popolo dei baglionisti invece è insorto e purtroppo tra loro, ho notato, qualche nome che non mi sarei aspettato, anche perché baglionisti non lo sono mai stati. Non mi stupisco della mancanza di ironia di Baglioni che in quanto a senso dell’humor ne ha lo stesso di Mattarella, ma che tutti ora si scaglino contro Antonio Ricci è davvero puerile e senza senso.

Ricci ha espresso il suo parere senza mezzi termini, dicendo che al tempo degli anni caldi post sessantotto, lui e i compagni di allora andavano a sentire De Andrè, mentre i fascisti Baglioni. E’ chiaramente una provocazione, anche se in effetti Baglioni ai Festival Pop di Re Nudo o ai Festival dell’Unità, in quegli anni, nessuno lo ha mai visto, nemmeno come spettatore.

Ma questo lascia il tempo che trova.

La battuta sul “botulino che gli è andato al cervello” è invece assai più pesante, per uno che vive di immagine, come si è visto persino a Sanremo. Ma sempre di battuta si tratta. Ora o si è moralisti per sempre o non lo si è. Non si può essere moralisti per convenienza. Quanti di questi baglionisti non hanno mai riso sulla gobba di Andreotti, o sulla statura di Brunetta, o sulla voce di Prodi, o sui lifting del Berlusca? Dubito siano pochi.

Quindi, chi è senza peccato scagli la prima pietra e non vada a proclamare il “dalli all’untore”.

Qualcuno di questi sostiene che Ricci abbia schiumato rabbia perchè Baglioni si è portato via la Hunzicker a Sanremo. Niente di più falso. Sanremo serve a Striscia più che a Sanremo stesso. Ricci gode come un riccio (scusate il giochino di parole) a buttare fango in quella che lui stesso definisce melma. E’ la sua arte, il suo lavoro. E’ come il comunista d’antàn felice di stare sempre all’opposizione e che piuttosto di andare al governo si beve d’un fiato una molotov. E poi è un vampiro satirico. Deve per forza mordere al collo dei famosi e di quelli che non piacciono a lui, né al suo pubblico. I fans di Ricci poi sono sicuramente più accorti e intelligenti di quelli dell’Abbaglioni, soprattutto di quelli che si offendono come suore di clausura se vedono un tanga in mensa. I fan di Ricci e della satira in generale se la godono, masticano un po’ di sana cattiveria come il chicco di sambuca dopo il caffè. Non se la menano insomma. Soprattutto conoscendo il linguaggio della satira meglio dei baglionisti che scambiano satira per odio, non si stupiscono affatto di tanto clamore.

Qui stiamo parlando di gente che è cresciuta con i titoli del Vernacoliere e che ricorda ancora la prima pagina del Male con la foto e il titolo “Tognazzi è il capo delle Brigate Rosse” e che invece di andare a vedere i cinepanettoni di Natale sta a casa a rivedersi “Amici Miei”. Gli altri invece forse leggevano Diabolik scambiandolo per Topolino, chissà.

Fatto sta che il punto chiave è sempre la cultura. Cultura del linguaggio, dell’espressione, dello spettacolo, cosa che nel nostro triste Paese viene scambiato per il Festival di Sanremo, quindi che ve lo dico a fare? Baglionisti siete più tristi e vecchi di chi ci ha governato per vent’anni, e fatevele dù risate, no?

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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