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Spotify blocca le App illegali e in diversi, in rete, senza pudore protestano

Spotify, la celebre piattaforma di musica in streaming pronta per il suo debutto a Wall Street, ha bloccato le App pirata che accedono alla versione Premium a pagamento. E in diversi, in rete, incredibilmente e senza pudore protestano.

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Spotify, la celebre piattaforma di musica in streaming pronta per il suo debutto a Wall Street, ha bloccato le App pirata che accedono alla versione Premium a pagamento. E in diversi, in rete, incredibilmente e senza pudore protestano.

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In un mondo “normale” se si viene beccati con le mani nel sacco a RUBARE ci si sente inequivocabilmente ladri e non depositari di chissà quale ingiustizia perché ci hanno colto sul fatto.

In Italia no. In Italia coloro che RUBAVANO utilizzando la versione PIRATA di Spotify Premium hanno avuto anche la faccia tosta di ribellarsi, sentendosi addirittura truffati dall’azienda.

Perché sì, Spotify ha bloccato la versione pirata del suo servizio Premium, grazie alla quale si potevano bypassare i limiti della versione free, e ha invitato, tramite mail, tutti gli utenti che la utilizzavano illegalmente a passare alla versione legale, pena sospensione e chiusura del proprio account.

Apriti cielo! I truffatori si sono rivoltati contro l’azienda truffata inondandola di recensioni negative.

Non è possibile pagare seriamente 10 euro al mese per della musica, che poi, parliamoci da amici, nessuno acquista musica, figuriamoci comprare un account premium da pagare ogni mese, con sti soldi vado a troi*

Questo uno dei tanti commenti esplicativi del pensiero comune dei truffatori, accomunati dall’idea che la musica debba essere un servizio gratuito. Evidentemente, seguendo il loro ragionamento, la musica “si fa da sola”, non ci sono delle persone che lavorano per scriverla, comporla, produrla. Persone che di musica devono CAMPARE.

Inoltre, parliamoci proprio da amici, e lo dico io a voi, lamentarvi per meno di 10 euro al mese per usufruire del servizio che vi permette di ascoltare qualcosa come circa 40 milioni di brani del catalogo, con sconti per famiglie e studenti che riducono ancora il prezzo, fa di voi proprio dei pezzenti, lasciatemi passare il termine.

In queste ore non sono mancati ovviamente i commenti degli appartenenti al settore, sulla mancanza di cultura e rispetto per il “mestiere musica”, come quello di Roberto Razzini, managing director di Warner Chappell Music Italiana, Presidente F.E.M., e Membro del Consiglio di Sorveglianza SIAE, che dice:

“La levata di scudi sui social contro Spotify che chiude gli account craccati, perché ovviamente fraudolenti, è la prova provata di come non ci sia cultura e rispetto per il Diritto d’Autore e per la Proprietà intellettuale in genere. Chi cracca l’abbonamento di Spotify o scarica la musica illegalmente, si rende responsabile di un furto.
È come andare al Supermercato, riempiendo il carrello della spesa ed uscire senza pagare. È LA STESSA COSA!
Al supermercato si fa la fila e si paga la spesa? Si? BENE!
È giusto che si sappia che anche la musica che si ascolta, attraverso qualsiasi mezzo, deve essere pagata”.

In Italia manca la concezione della musica come MESTIERE. E se manca questo, se si pensa che si possa usufruirne gratis, e anzi che gratis sia la giusta dimensione per la musica, non si fa altro che ucciderla.

Perché si uccide l’estro, si uccide la tecnica, si uccidono le ore in studio a comporre, si uccidono le ore in studio a provare e registrare.

Da bravi truffatori si sta ovviamente già pensando a trovare altri escamotage per ascoltare la versione Premium senza cacciare di tasca un centesimo, perché si è anche troppo pigri per guardarsi intorno e accorgersi che di modi per ascoltare musica senza pagare ce ne sono già in giro, legali.

Basti pensare a Youtube, che remunera gli artisti con i proventi delle pubblicità.

Quindi voi oltre ad essere LADRI siete anche IGNORANTI.

Chiudo facendovi però un grande “augurio”: quello di SMETTERE DI GUADAGNARE dal lavoro che fate o farete, e di farlo GRATIS per sempre.

Poi ne riparleremo del vostro sentirvi tanto furbi, e ci faremo insieme quattro risate, che ne dite?

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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