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Calcutta, un poeta contemporaneo che segna una svolta cantautorale generazionale – Fuori il singolo “Pesto”

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Calcutta, dopo il singolo “Orgasmo”, esce con un altro inedito, “Pesto”, che anticipa l’uscita del nuovo album dell’artista di Latina.
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Uè deficiente!” dice lui a lei. Perchè se n’è andata, e lo capiamo dopo. Ma intanto quel “Uè deficente!” ci risuona dentro. Se l’avessi sentito cantato da un ventenne negli anni Ottanta, non avresti avuto dubbi: “Uè deficiente!” se lo sta dicendo a se stesso.

Per lo stesso motivo: perchè lei se n’andata… Sto parlando di Calcutta. Sto parlando del suo nuovo singolo “Pesto“.

Forte, fortissimo.

Se siamo vicini ad un’autentica svolta cantautorale generazionale, che parte proprio dall’innovazione lessicale, questa svolta ce la indica Calcutta, al secolo Edoardo D’Erme, 27 anni di Latina.

I due singoli che anticipano il suo imminente e attesissimo nuovo album, hanno già allargato il cuore e la testa di chi ama la nuova canzone d’autore. “Orgasmo” è a tre milioni e 600 mila ascolti in poco più di un mese. La nuova “Pesto“, la immagino cantata a squarciagola da un pubblico estasiato all’Arena di Verona (appuntamento il 6 agosto, sarà sold out – leggi nostro articolo).

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Video “Orgasmo” – Calcutta
Uè deficiente!“, si diceva.

Come cambia il linguaggio di generazione in generazione? Qui Calcutta racconta di una lei che se ne va: quante volte l’abbiamo sentita questa storia? Eppure cambia il modo. Le parole di lei sono un fil di ferro rimasto nell’orecchio. E’ agosto, fa caldo “non ci penso ma sudo lo stesso“, canta. E poi se la immagina a lavorare al call center, come ognuno di noi ha immaginato qualcosa di punitivo per il futuro della persona che amavamo e che ci ha lasciato.

Deficiente.

Calcutta ha una marcia in più non solo rispetto al Calcutta che creò stupore due anni fa con l’album “Mainstream“, ma soprattutto rispetto a tutto il cantautorato indie.

Mi spiego: cos’è l’indie?

Pensiamo al giovane cantautore aspirante artista che non sa come orientarsi nell’oceano infinito della nostra musica, e allora registra con pochi mezzi qualcosa che possa colpire per l’originalità del testo. Calcutta ha già superato questa fase, non cerca più la differenza per creare novità, ma costruisce a partire da ciò che vede e sente nel mondo che lo circonda, un linguaggio cantautorale generazionale.

Calcutta oggi è quello che sono stati De Gregori, Venditti e Dalla negli anni Settanta, o quello che è stato Carboni negli anni Ottanta? La sensazione è sì. Calcutta è un artista che racconta i nostri anni nel modo in cui li sentiamo davvero dentro ma ancora non abbiamo trovato il modo di esprimerlo. Lui lo fa. E lo fa alla grande.

Un poeta contemporaneo che sa usare la voce come strumento dell’anima.

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Video “Pesto” – Calcutta
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Leandro Barsotti
Leandro Barsotti è autore, compositore, giornalista. Vive a Padova. Come cantautore ha realizzato cinque album negli anni Novanta, ha partecipato a due festival di Sanremo e un premio Tenco, il suo maggior successo è stato "Mi piace" nell'album "Vitamina" prodotto da Mara Maionchi e Alberto Salerno e realizzato da Michele Canova e Claudio Guidetti. Come giornalista lavora nel quotidiano "Mattino di Padova" (gruppo Espresso). Nel 2007 ha scritto "Il jazz nel burrone", una biografia romanzata (accompagnata ad un cd) dedicata al cantautore francese Serge Gainsbourg. Nel novembre 2016 esce il suo romanzo titolato "L'amore resta".

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