Home L'INDIPENDENTE Per capire la musica e suoi nuovi fenomeni c’è bisogno di 1,...

Per capire la musica e suoi nuovi fenomeni c’è bisogno di 1, 100, 1000 Classifiche Musicali

Classifiche cambiate in modo evidente, perchè a partire dal gennaio 2018, nel compilare le classifiche ufficiali, non si tiene più conto dello streaming gratuito ma solamente di quello a pagamento. In  questo modo non si fotografa più l’andamento reale del consumo musicale italiano .

176
0
SHARE
classifiche
Crediti del FotoMontaggio Immagini ©FareMusic - FMD Copyright
Voto Utenti
[Total: 1 Average: 5]

A partire dal gennaio 2018 nel compilare le classifiche ufficiali non si terrà più conto dello streaming gratuito ma solamente di quello a pagamento. E’ ufficiale.

Cambiano così le classifiche in modo evidente. Pare infatti che in  questo modo non si fotografi l’andamento reale del consumo musicale italiano e si possa arrivare a cancellare dalle classifiche ufficiali tutta una serie di artisti che si sono fatti conoscere solo grazie allo streaming gratuito e tutta una nuova generazione di consumatori e fruitori di musica che ha nello streaming e in altre formule innovative il consumo di musica oggi.

Realizzare una classifica nella modalità proposta fa fare, dicono molti, certamente un passo indietro al nostro Paese nell’innovazione e nel rapporto con le più giovani generazioni appassionate di musica, oggi che c’è sempre più bisogno di una maggiore connessione tra mondo della produzione musicale e pubblico, soprattutto quello dei teenager.

Seppur con dispiacere è inutile segnalare, infatti, che il fenomeno del rap e della trap e dei nuovi artisti indie pop e nuovi cantautori, che oggi fa altissimi numeri nei live, è emerso grazie allo streaming e non certo con quello a pagamento, dato che il pubblico che ascolta questo genere di musica è composto per lo più da ragazzi molto giovani e giovanissimi che, nell’immediato, non hanno ancora a disposizione somme da investire nella musica. Ed è da qui che è partito il fenomeno esplosivo del nuovo mercato musicale indipendente italiano che oggi sta raggiungendo risultati straordinari in termini di quote di mercato. Salvo poi spendere dopo, una volta convinti sullo streaming, della bontà del prodotto musicale per i loro gusti.

Una proposta giusta, mantenendo in tal modo le classifiche ufficiali certamente comunque utili –  ad esempio potrebbe essere quella, a nostro parere, di trovare per tale classifica un giusto mix che dia il giusto peso anche allo streaming, continuando a dare le giuste chance nelle classifiche ufficiali ai giovani artisti emergenti. Oppure, affiancarne una solo coi top dello streaming gratuito, così da proseguire a valorizzare tale modalità di veicolazione commerciale dei brani, comunque graditissima dal pubblico dei giovanissimi.

Posto che oramai, con la moltitudine di modalità di commercializzazione della musica oggi e la sua frammentazione in mille nicchie, non possa più esistere una vera e propria classifica ufficiale, ma questa non possa che essere la risultanza di un mix di tutte le classifiche che settimanalmente escono miscelando tutte le decine di diverse classifiche esistenti. Inoltre sarebbe utile – ma certamente di difficile realizzazione –  una classifica unica che sommasse, almeno mensilmente: vendite fisiche e on line, streaming, air play tv e radio, passaggi sui media, merchandising, presenze ai concerti, show case e presentazioni gratuite, biglietti venduti ai live e al cinema e in altre occasioni, libri ed ebook venduti, presenze sui social e qualsiasi altra attività di commercializzazione e promozione dell’artista e delle sue produzioni, così da aver mensilmente una fotografia più reale possibile degli artisti più “venduti” del mese.

Infatti, 1, 100, 1000 Hit Parade della Musica oggi sono oramai indispensabili per capire e comprendere i nuovi fenomeni musicali in tempo.

Commento su Faremusic.it