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“Principe Libero” racconta grandi capolavori e umane debolezze di Faber -Anteprima Film e Conferenza Stampa

Principe Libero fu l'indimenticabile Fabrizio De Andrè, che viene ora raccontato in un Film diretto da Luca Facchini e interpretato da Luca Martinelli, sotto l'egida di Dori Ghezzi e la produzione di Rai Fiction e Bibi Film Tv. La pellicola è distribuita nei cinema da Nexo Digital. A Febbraio il biopic sarà su Rai1

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Luca Martinelli, Dori Ghezzi, Luca Facchini
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Principe Libero e grande poeta fu l’indimenticabile Fabrizio De Andrè, che viene ora raccontato in un Film.

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«L’attore giusto per interpretare Fabrizio poteva essere solo colui che avrebbe detto: “Io non sono in grado di fare Fabrizio”. E Luca [Marinelli ndr] è stata la prima cosa che ha detto, quando è venuto a casa: è successa come una magia».

Così Dori Ghezzi ha raccontato pochi giorni fa la scelta di colui che interpreterà l’indimenticato Fabrizio De Andrè in Principe libero (di cui abbiamo parlato in un precedente articolo), film diretto da Luca Facchini che sarà al cinema oggi 23 e domani 24 Gennaio, distribuito da nexodigital.it, per poi approdare su Raiuno il 13 e 14 febbraio.

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Scene che rivivono i giorni del sequestro in Sardegna, durato dall’agosto al dicembre del 1979

Questi ultimi mesi sono stati intensi di ricordi del grande cantautore genovese, visto che Fabrizio e il suo mondo musicale e umano sono stati “immortalati” prima in una raccolta discografica speciale, diverse settimane fa, “Tu che m’ascolti insegnami”, imponente volume che racchiude 78 brani rimasterizzati (leggi nostro articolo), e ora in questa pellicola da 192 intensi minuti che si apre e si chiude con il drammatico sequestro subìto dall’artista e la moglie Dori in Sardegna, durato dall’agosto al dicembre del 1979.

In questo biopic c’è tutto dell’animo e dell’uomo Faber, compresi i suoi “silenzi”: «Questo film piacerà a chi ha conosciuto davvero Fabrizio – ha spiegato la vedova, presente all’Anteo di Milano durante l’anteprima – perché lo ritroverà, mentre chi se lo è soltanto immaginato si sentirà quasi tradito».

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Il film è in effetti un’opera sui generis: c’è qualche piccola inesattezza storica e alcuni momenti-chiave del percorso artistico di Faber vengono appena sfiorati: «La Nanda [Pivano, ndr] mi ha aiutato a fare un intero disco» è tutto ciò che viene detto per ricordare la nascita di Non al denaro non all’amore né al cielo, unanimemente annoverato fra i capolavori di De Andrè. Inoltre, ai suoi ultimi 20 anni di vita la bio-fiction dedica soltanto pochi minuti.

«Non si tratta di un documentario vero e proprio – ha tenuto a precisare la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta le canzoni di De André sono protagoniste, come lui. Sono le canzoni che ci accompagnano. È una scelta artistica che lo ha reso diverso dal solito, i fatti della biografia scelti sono stati determinati e scanditi dalle canzoni».

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E così passano davanti agli occhi degli spettatori quarant’anni di vita di un cantautore che ha segnato indelebilmente la storia della musica italiana: De Andrè bambino che scopre la passione per la chitarra, ragazzo che vive i primi contrasti con la famiglia (a vestire i panni del padre è l’ottimo Ennio Fantastichini), poi giovane uomo che trascorre il tempo in spiaggia col tormentato collega Luigi Tenco.

E, ancora, la nascita dell’amore con la sua prima moglie, Enrica Rignon detta Puny (l’attrice Elena Radonicich), l’immagine di Mina che presenta in tv la sua Canzone di Marinella, tanti flashback di Faber nella sua quotidianità, fra i tic che lo assalivano quando era teso e gli immancabili bicchieri di vino in mano. Infine l’incontro e tanti momenti della storia con Dori, grande amore della sua vita, arricchita dalla nascita della loro figlia Luvi.

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Faber, si è detto, sullo schermo ha volto, voce e carisma di Luca Marinelli, classe 1984 e un David di Donatello all’attivo grazie al successo di Lo chiamavano Jeeg Robot: «Una mattina – ero piccolo – misi Il Testamento di Tito», ha raccontato l’attore, «Mio nonno uscì di casa. Quando tornò, quel disco su quella canzone l’avevo fatto girare almeno 7/8 volte. M’innamorai del tratto: e scivola il sole al di là delle dune/a violentare altre notti”. Questo la dice lunga su quanto mi tremassero i polsi, fossi angosciato, terrorizzato, all’idea di calarmi in lui. Nel suo carattere, nella sua maniera, nel suo silenzio».

«Nel suo essere fragile, anche», ha aggiunto la Ghezzi, che ha seguito il progetto in tutto il suo svolgersi: «In quella “specie di solitudine” di cui ognuno dovrebbe avere bisogno. Noi l’avevamo in campagna: lì si accendeva tutto, e anche quando la luce c’era lui era “solo”».

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Dori ha fornito al cast molti degli abiti originariamente indossati da lei e da Faber: «Ma soprattutto», ha spiegato Luca Facchini, «ci ha permesso di entrare nel mondo di Fabrizio, attraverso i suoi racconti e il suo modo di vedere e vivere la vita».

Questo ha richiesto del tempo a Dori, che ha confessato: «Ci sono voluti molti anni prima che questo progetto vedesse la luce. Prima ho dovuto superare tutti i miei dubbi e mi sono dovuta convincere che per fare un buon lavoro a volte è necessario scendere a compromessi, magari tradendo la realtà, senza però tradire l’essenza della storia. È stata una grande sofferenza lasciare fuori personaggi che per Fabrizio avevano rappresentato molto. Ne cito due soltanto: Enza Bozzano e Nina, che sono state sue grandi amiche. Ma se avessimo messo dentro tutto forse avremmo generato solo confusione, così invece la storia è ben definita e le scelte drammaturgiche sono quelle giuste».

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Genova, spiaggia Boccadasse. il set per il film su De andre’.l’attore Luca Marinelli nella scena girata sulla spiaggia.

L’intento della produzione (Rai Fiction e Bibi Film Tv), del regista, fan dichiarato di De André, degli sceneggiatori Giordano Meacci e Francesca Serafini e, infine, della stessa Dori è insomma quello di raccontare la vita di un Poeta della nostra musica senza cadere nel didascalico, ma coinvolgendo emotivamente lo spettatore nel suo mondo: i suoi ideali, ma anche le tante paure di uomo e artista. Sotto questo punto di vista Principe libero è più che riuscito: le immagini sullo schermo, le musiche che l’accompagnano, colpiscono al cuore e permettono, anche a chi non ha mai avuto modo d’incontrare l’autore di “Se ti tagliassero a pezzetti“, di scoprirne i lati meno noti. Notevole la prova di Marinelli che, in linea con quanto sopra e nonostante una somiglianza fisica a tratti impressionante, non emula Faber ma crea un personaggio credibile e affascinante riuscendo, per dirla alla Luca Facchini, «a rappresentarlo» al meglio.

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«Ho avuto la fortuna e l’onore di poter raccontare le vicende di un essere vivente meraviglioso, profondo, fondamentale per molti di noi», ha concluso Facchini: «Un essere vivente, appunto, mai scomparso davvero. Per me, oggi, Fabrizio è diventato un (vivissimo) organismo poetico, che si trasforma e si rinnova nella vita di coloro che lo ascoltano, lo amano e lo ameranno».

Appuntamento al cinema il 23 e 24 gennaio e su Raiuno il 13 e 14 febbraio, dunque, per chiunque voglia sentire più vicino un Poeta «mai scomparso davvero».

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