Home Musica ECCO I CINQUE ARTISTI COI QUALI E’ STATO PIU’ DIFFICILE COLLABORARE

ECCO I CINQUE ARTISTI COI QUALI E’ STATO PIU’ DIFFICILE COLLABORARE

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di Marco Stanzani

Quest’anno compio 30 anni di onorata carriera (si fa per dire) al servizio della musica (per giunta senza saper suonare manco il campanello di casa, pensa te).

Due anni fa mi venne in mente di annotare in un piccolo libro (i cui proventi sono destinati all’Ageop – Associazione Genitori di Oncologia Pediatrica), intitolato “Artisti di Spalle” (per chi volesse comprarlo questo è il LINK), alcuni episodi-aneddoti accaduti con artisti coi quali ho avuto il privilegio di poter collaborare.

Questa mattina invece ripensavo a quali sono stati gli artisti coi quali è stato più complicato lavorare. E ne è venuta fuori una classifica abbastanza complessa, ma per farvela breve vi racconterò soltanto le prime cinque posizioni.

E dunque, al numero 5 della classifica degli artisti che mi hanno impegnato maggiormente metterei sicuramente Umberto Tozzi. Artista straordinario quanto indolente, per lavorare bene con lui è più importante conoscere la mappa dei migliori ristoranti italiani piuttosto che l’andamento degli airwaves radio. Per cui ai colleghi che avranno il privilegio di poter lavorare con Umberto suggerirei di ingoiarsi direttamente la Guida Michelin.

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Al numero 4 metterei Renato Zero. Personalità fortissima, grande catalizzatore, uomo di grande intelligenza che però ancora non ha capito che nella nuova comunicazione, chiunque di noi con uno smartphone in mano, lo si può considerare armato di telecamera a tutti gli effetti.  E quindi ogni giornata di lavoro con Renato cominciava sempre con la più classica domanda: “A Nì, oggi famo radio o tv’” … e quando tu gli spiegavi che anche andando in radio comunque ci sono sempre riprese video, ecco che lui tornava in camera a truccarsi e a te toccava spostare gli appuntamenti di almeno un’ora.

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Crediti foto LaPresse

Alla posizione numero 3 inserirei Anna Oxa. Tutti sanno che Anna non accetta di esibirsi in un luogo che abbia una distanza inferiore ai 2 km da un qualsiasi cimitero. Non c’è niente da ridere e forse a voi questa cosa parrà irrisoria dal punto di vista organizzativo, invece a causa di ciò fui costretto durante tutto il Proxima Tour, a rimanere più tempo su google maps che a casa mia.

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In seconda posizione metterei certamente Loredana Berté. Nel 2006 era piuttosto complicato avvicinarsi e gestire quest’artista e per questo chiesi ed ottenni di non avere mai rapporti diretti con lei. Nonostante ciò il lancio di Babybertè fu davvero complicato. Solo per la sua esibizione a Cd Live su Rai2, quell’anno pretese che tutta la sua band indossasse caschi da motociclista durante il playback di “Non mi pento”. Non ci credete? Guardate su Youtube.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER GUARDARE IL VIDEO

E al numero 1 metterei il mio idolo assoluto, Van Morrison. Lui per me è la prova che Dio esiste, ma è al contempo la persona più scontrosa che io abbia mai incontrato. Quando venne in Italia per un concerto a Milano, io stavo lavorando al lancio del suo singolo “What’s wrong for this picture?”. Chiesi alla EMI di poterlo incontrare in camerino e guardandomi come chi ti vede come uno che desidera entrare nella camera della bambina nel film l’Esorcista, ottenni l’accesso. Mi presentai, lui in canottiera mi strinse la mano e senza aggiungere altro mi chiese di andarmene immediatamente. Io uscii dal camerino con aria sognante. Un inserviente del forum di Assago mi chiese se mi sentissi bene e io gli risposi: “Si, ho appena incontrato Dio e lui mi ha appena mandato affanculo!!!

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