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Premio Tenco 2017 – I vincitori sono i cantori delle Terre di Mare: Capossela, Ranieri e Camané

Premio Tenco: I cantori delle Terre di Mare, Capossela, Ranieri e Camané sono i vincitori della 41ma edizione, quest’anno intitolato alle Terre di Mare.

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di Luisella Pescatori

I cantori delle Terre di Mare: Capossela, Ranieri e Camané, vincitori del Premio Tenco 2017

Ecco chi sono gli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone autorale mondiale: Vinicio Capossela per la sezione «Cantautori», Massimo Ranieri e Camané per la sezione «Operatori culturali». Sono loro i vincitori della quarantunesima edizione del Premio Tenco, quest’anno intitolato alle Terre di Mare.

Il Premio Tenco 2017 (di cui avevamo parlato in un precedente articolo) è la riconferma della sua potenza creativa ed espressiva: Vinicio Capossela, già insignito del Premio Lunezia Canzone d’Autore 2017 per l’album «Canzoni della Cupa» definito Album epocale, salirà sul palco del Teatro Ariston a ritirare il premio, con la seguente motivazione: Ci ha portato nei porti di Livorno, Amburgo e Atene; ha esplorato musiche di mare come il rebetico, la morna, il tango, la taranta; si è immerso nei miti di Melville e nel racconto di un viaggiatore come Céline. Il Premio Tenco non poteva essergli assegnato che nell’edizione intitolata alle Terre di Mare.

premio Tenco

E tra gli artisti che hanno un forte legame col mare, che ne abbiano esaltato i suoi tanti aspetti, lui: Massimo Ranieri l’eclettico pittore canoro della canzone napoletana, l’istrionico divulgatore della tradizione partenopea che canta da quarant’anni perché non sa nuotare e incanta, un pubblico vastissimo, col suo indiscusso talento.

La sua straordinaria rivisitazione del repertorio della canzone di Napoli, sua città natale, esaltata dalla nuova mediterraneità di Mauro Pagani (vincitore nella stessa categoria nel 2011) o dalla lettura jazz, fa di lui, al contempo, un grande divulgatore della tradizione e il prototipo di linguaggi espressivi del tutto inediti.

Carlos Manuel Moutinho Paiva dos Santos in arte Camané con la sua voce in grado di divulgare emozione quella della poesia del fado, riconosciuto “Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità“, riceverà il premio come l’erede naturale di Amália Rodrigues e Alfredo Marceneiro. Il Fado è l’anima e l’icona musicale di Lisbona, capitale di viaggi e di esplorazioni. Da quando, nel 2011, l’Unesco l’ha proclamato”, molti cantanti prestigiosi infilano nel loro repertorio qualche canzone di questo genere. Ma noi premiamo colui che è il cantante di Fado per antonomasia.

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Camané

Il Premio Tenco 2017, organizzato dal Club Tenco, in collaborazione e con il contributo del Comune di Sanremo, della SIAE, con il Casinò di Sanremo, la Regione Liguria, la Camera di Commercio delle Riviere di Liguria e Coop Liguria, si terrà al Teatro Ariston dal 19 al 21 ottobre p.v.

Nella prima edizione del 1974 nella sezione Artisti furono premiati: Leo Ferré, Sergio Endrigo, Giorgio Gaber, Domenico Modugno, Gino Paoli.
Per la sezione Operatore culturale il primo insignito del premio fu Nanni Ricordi.

 

 

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Luisella Pescatori
Nella vita uno deve prendere presto coscienza di sé e sapere cosa perseguire, oltre ogni ragionevole ostacolo. A sei anni mi sono innamorata di Massimo Ranieri e senza sosta il mio giradischi arancione inghiottiva "Erba di casa mia", l'unica erba peraltro che io abbia mai assunto, anche negli anni a venire, ma che mi ha creato, parimenti, dipendenza. Da qui il mio sogno: un palcoscenico, un pubblico gli applausi e una grande passione per le operette che seguivo in televisione. Per gli esami di seconda elementare, ho imparato a memoria circa trenta poesie, da declamare alla commissione esterna: ammessa a pieni voti al triennio successivo. ​ I numeri non sono mai appartenuti alle mie determinazioni, ai miei interessi: non ho mai avuto un buon rapporto con loro se non attraverso le mia dita, fedeli complici nei compitini e davanti alla lavagna. Una colossale tonta numerica. Quando al posto dei numeri c'erano le lettere le cose andavamo bene, ero vincente. Nei temi in classe avevo sempre voti alti, ricordo un dieci per aver usato "parole difficili". La professoressa di matematica delle superiori apostrofava me e qualche compagna così: "Signorina lei è una capra", mi trovavo in una dimensione spazio temporale che non mi apparteneva: dov'ero finita? Per uno scherzo del destino: a ragioneria; davvero risuonava estranea alle mie inclinazioni, la materia, ma così era stato deciso. Le ore di tecnica bancaria erano le mie preferite: le parole avevano suoni duri e meccanici, e io mi divertivo a farle risuonare morbide fantasticando su anagrammi improbabili o ripetendole nella mente secondo il verso contrario. Concentravo la vista sullo squarcio di natura che la finestra concedeva, vedevo le lettere animarsi e come soldatini seguire un nuovo ordine. Avevo bisogno di isolarmi da quella materia priva di umanità e di emozioni. Fatto un bilancio: mi interessava altro. Menomale che a salvare la media arrivavano, puntuali, le eccellenze dal professore di italiano che intonava il controcanto, alle colleghe, invocando la salvezza per la "Creatura del Bene". Gli sono riconoscente: ha sostenuto e compreso il mio amore per l'Arte scrittoria. Indirizzo universitario Scienze Letterarie. Ma ancora una volta il destino orienta le scelte. Per me si apre il mondo del lavoro: segretaria contabile. Basta, era chiaro: dovevo fare qualcosa per salvarmi dai numeri. Mi avvicinai all'Arte recitativa. E venne il Teatro. E poi la scrittura.

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