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TONY MAIELLO PUNTA “IN ALTO” – INTERVISTA

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tony maiello
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di Mariafrancesca Mary Troisi

Oggi vi racconto la storia di Tony Maiello, giovane cantautore e autore tra i più promettenti in circolazione, che con tenacia e capacità di reinventarsi, ha costruito passo dopo passo la sua strada.

Maiello ha esordito giovanissimo, finalista nella prima edizione di X- Factor (2009).

tony maiello

Vincitore di Sanremo Giovani nel 2010, tracciando così l’inizio di una carriera con interessanti spunti futuri. Dalla sua vittoria a Sanremo ha alternato però fasi felici ad altre in cui ha perfino pensato di mollare tutto, e dedicarsi ad altro, ma la perseveranza, che ricopre un ruolo chiave nella sua storia, il sapersi rimboccare le maniche, dedicandosi anche ad altri lavori (ha fatto il broker assicurativo e si è travestito da muffin per una pasticceria), lo hanno portato a firmare brani per Laura Pausini, Renga e Giorgia (è in rotazione radiofonica proprio in questi giorni il nuovo singolo di Giorgia, “Credo”, che porta la sua firma), permettendogli infine di tornare sulle scene.

tony maiello

Così Tony è tornato con un nuovo progetto, tutto suo, di cui ci dà un primo assaggio nel nuovo singolo, “In alto”, uscito il 7 aprile.

In quest’intervista per FareMusic Tony ci presenta il suo nuovo lavoro, senza esimersi dal raccontare i momenti più significativi della sua vita, con spontaneità e simpatia.

Raggiungo Tony intorno alle 10 di mattina, e la prima cosa che mi chiede, da bravo campano, è di poter bere prima un caffè.

La nostra chiacchierata parte dal suo tifo per il Napoli, su cui ci ritroviamo a scherzare…

tony maiello


Questo tuo tifo per il Napoli potrebbe precludere l’esito dell’intervista, perché io sono di Salerno, e come sai, tra tifosi salernitani e napoletani non corre buon sangue

Ma io non sono tifoso tifoso del Napoli, non ricordo nemmeno i nomi dei giocatori

Allora possiamo farla. (ride)

Il clima scherzoso alleggerisce da subito il tono dell’intervista, consegnandomi l’idea precisa della persona che ho davanti, ossia una persona simpatica e schietta, con cui è facile trovarsi a proprio agio.

 tony maiello


Tony, tifo a parte, direi di parlare di cose “serie” e partire dal tuo nuovo brano, “In alto”, uscito il 7 aprile, un assaggio del nuovo album. Ho ascoltato e visto il video ufficiale, e mi è piaciuto molto, ti faccio i miei complimenti
(mi ringrazia). Ci vuoi parlare della tua canzone? Com’è nata?

Come la maggior parte delle cose che vedono la luce anni dopo, questa canzone è nata in un periodo incasinato, dove non avevo ancora firmato come autore. Ero in una fase “purgatorio”, e l’ho pensata come fosse una sorta di inno personale. L’ho scritta quasi di getto, in una notte, per farmi forza, per convincermi che c’è sempre una strada da seguire, nonostante tutto. Poi ha collaborato con me, alla realizzazione del singolo, Marco Rettani.

La nostra vita dipende molto da come guardiamo le cose intorno a noi, dalla nostra percezione delle cose. Cambiando percezione cambia il nostro modo di vivere. Questa è stata la spinta della canzone. La spinta me la sono data da solo in realtà, perché si dice: ‘aiutati che Dio ti aiuta’, no?

Tu puoi chiedere aiuto, come ho fatto io, ma poi la forza la devi trovare dentro di te.

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Tony Maiello – In alto [OFFICIAL VIDEO]
Assolutamente, sono d’accordo.

Il singolo anticipa l’uscita del tuo nuovo album, che uscirà in autunno. Cosa ci puoi anticipare dell’album?

Prima della pubblicazione dell’album, che dovrebbe uscire in autunno (in discografia non si sa mai cosa succede, i tempi potrebbero cambiare), sono previsti tre singoli.

L’album è stato scritto interamente da me, con la collaborazione di Sabatino Salvati ed Enrico Palmosi, che hanno curato anche la direzione artistica.

In uno dei brani c’è la collaborazione di Raige. Non lo avevo ancora rivelato a nessuno.

tony maiello


E’ interessante questo connubio, particolare. Com’è nato questo incontro?

E’ vero, è un’accoppiata inedita.

Ci conoscevamo già, in realtà, perché abbiamo scritto insieme un pezzo per il suo album, “Tempesta”.

Io gli ho inviato poi questo brano, che stavo scrivendo, chiedendogli se gli andava di tirare fuori qualcosa insieme, di nuovo. Lui è stato carinissimo, ed è nata questa collaborazione.

Nell’album racconto in pratica sette anni, tutto il mio trascorso da Sanremo Giovani (che ha vinto nel 2010, con “Il linguaggio della resa”) ad oggi.

Avrei anche il titolo dell’album (che è già pronto), però non vorrei rivelarlo ancora.

Il programma in definitiva è questo: far uscire prima i tre singoli, questa sorta di anteprima, riscontrare il gradimento dei pezzi, e poi uscire con l’album.

A prescindere da tutto, però, questa volta l’album esce davvero.

tony maiello


E’ una promessa ai tuoi fan.
(sorride affermativamente)

Facciamo un salto indietro, dai. Negli ultimi anni ti sei dedicato molto alla carriera autorale, scrivendo per Laura Pausini, Francesco Renga, Giorgia. Come mai un giovane e promettente cantautore ha scelto di mettere da parte per un po’ la sua carriera cantautorale e dedicarsi alla carriera d’autore? Che tra l’altro ti ha dato e ti sta dando grandi soddisfazioni…

Guarda, come tutte le cose, un po’ le cerchi e un po’ ti ci ritrovi. Io ho cercato sempre di non abbandonare la musica, anche quando pensavo di mollare tutto e tornarmene a Napoli. Non è stato un periodo facile; sì avevo vinto Sanremo, ma poi… se non vai avanti…

Forse era presto quando ho vinto Sanremo? Non lo so. Sicuramente questi anni sono stati utili per capire dove voglio andare. Lo sto ancora capendo, in realtà (sorride).

Dopo aver vinto Sanremo sono passato dal vestirmi come muffin per i bar a fare il broker assicurativo, ho passato quindi una vera e propria fase di transizione, per pagarmi l’affitto a Milano. Durante questa fase ovviamente continuavo a scrivere. Queste canzoni ho provato a mandarle un po’ in giro, e le ho provate veramente tutte per farmi ascoltare: ho pedinato alcune persone (non ti faccio i nomi) della discografia, e sono stato perfino cacciato da una multinazionale, perché mi ero praticamente intrufolato. Come saprai per un emergente è difficile dimostrare qualcosa. In più viviamo in un’epoca di grande superficialità, in cui se hai un’idea di una persona, è difficile che questa idea cambi, non so per quale motivo. Quindi è stato ancora più arduo per me ripresentarmi come autore. Devo ringraziare una delle persone che mi ha ascoltato e consigliato, che è innanzitutto un amico, il primo a consigliarmi di ripartire in questa nuova veste.

tony maiello


Ha visto lungo direi…

(sorride)

È stato uno dei primi ad ascoltare le mie cose, mi ha detto: ”guarda, io non ti prometto nulla, ma se capita di poter far ascoltare qualcosa di tuo, lo faccio”.

L’ha fatto, e il primo brano uscito è stato quello per Laura Pausini (200 note)

Un gran bel pezzo, tra l’altro (mi ringrazia).

C’è un artista con cui sogni di scrivere un pezzo? E uno con cui vorresti magari duettare?

Jovanotti! Lui potrebbe anche rivoltarlo completamente il pezzo e fare una cosa diversa, purché ci sia un po’ la mia impronta. So che è una cosa quasi impossibile, un sogno, anche se… i miracoli accadono. Potrei tenergli anche solo il microfono, sarei già contento. Lui come Battiato è per me un punto di riferimento.

Mi piacerebbe collaborare anche con Giuliano Sangiorgi, dei Negramaro, una “penna” che mi piace molto.

tony maiello


Continuando questo viaggio nel tempo, arriviamo alla vittoria a Sanremo Giovani nel 2010, con il “Linguaggio della resa”; i tuoi produttori erano Alberto Salerno e Mara Maionchi. A proposito, sai che sei sul loro magazine?
(ride)

Che ricordi hai di quel Sanremo? Noti delle differenze con il Sanremo “di oggi”?

Mi fa piacere prima di tutto notare che i “giovani” non vengono più fatti esibire a mezzanotte, ma ad inizio serata.

Io penso di aver fatto un Sanremo un po’ strano, nel senso che avevano tolto l’opzione che se vincevi tra i “giovani” potevi entrare nei big, non c’era ancora l’Eurovision…

Se volessi ripropormi tra i “giovani”, avendo vinto Sanremo, non potrei più partecipare. Questo per me è stato ed è vincolante.

La cosa più brutta che un artista può sentirsi dire, poi, è che non è attuale. Che poi vorrei capire cosa vuol dire. Mah. Ma ho superato anche questa.

La vittoria di Sanremo è stata comunque bella, con un gran consenso generale.

Dopo… io ero sicuramente molto immaturo, e probabilmente non c’erano, nell’album, brani all’altezza de “Il linguaggio della resa”.

Con Mara e Alberto (che saluto con affetto) ho un bellissimo rapporto. Sono due grandi persone. Devo ringraziare Alberto Salerno per i miei progressi con la scrittura. Quello che ho imparato da lui non lo impari neanche in una scuola.

Mi ricordo che diceva sempre: “quando metti il “sai” alla fine della frase vuol dire che non hai un ca**o da dire. Ma che è sto sai?” (ridiamo).

Mi ha aiutato moltissimo con i concetti. Mara poi è stata per me come una mamma.

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Tony tu vieni dal talent, dal primissimo X- Factor, dove hai conosciuto Mara. Ad oggi, se fossi uno sconosciuto, ti presenteresti nuovamente a un provino per un talent, o pensi che quella strada per emergere sia ormai destinata ad esaurirsi?

Mi ripresenterei ai talent avendo però qualcosa da dire. Secondo me il grande problema dei talent è che i ragazzi vengono sbattuti un po’ così.

Mi ripresenterei perché è così che funziona, le case discografiche sono un po’ allineate ai talent; in alternativa o hai agganci che mandi il disco e te lo ascoltano DAVVERO o è difficile. Se non avessi trovato chi ci credesse, una fonte esterna, io non avrei potuto (ad esempio) realizzare il mio album. Oggi non è facile fare un album, ma neanche un singolo. Il talent quindi è una strada praticabile e forzata, ma ripeto, ci andrei solo con qualcosa da dire. All’epoca di X-Factor avevo i paraocchi, guardavo in un unico senso, non ero preparato.

tony maiello

Tornando al tuo nuovo lavoro, cosa prevedi possa succedere dopo l’uscita dell’album? Ti vedremo o ascolteremo live da qualche parte? Instore, tour, o è ancora presto per definirlo?

Assolutamente sì, ho sempre amato il contatto con il pubblico. Ti dirò… è stato quello che mi è mancato di più. Il palco, la gente. È una droga, la provi una volta e non puoi più farne a meno. Sogno di andare in giro per riavere il contatto diretto con chi mi segue. Magari non tante date di un Instore, ma un paio… per abbracciare un po’ tutta Italia. Sì è nei miei progetti.

A chiusa dell’intervista parliamo ancora di Mara e Alberto, verso i quali Tony ha solo parole di affetto e stima, che mi sento di condividere con lui e con voi.

Alberto e Mara sono due grandi persone, due persone vere. Lavorare con loro è stata una figata.

E una “figata” è stata questa chiacchierata con Tony, a cui auguro di volare sempre più “In alto”.

 

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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