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Per le mie spine. Adieu, mes amour

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Claudio Bondioli
Voto Autore

di Michele Caccamo

Se avessi in un fascio i ricordi li terrei in alto fino a stancarmi la mano. Se non li avessi visti andare verso la solitudine, li metterei a festa. E quanto vorrei mi girasse il sangue verso il passato, verso quella gioventù che attendo torni.

Adieu mes amours metto davanti a me tutte le spine; io lo so che dall’altra parte c’è una sartoria per i cuori bucati. Lo so qual è l’abicì che dovrei tenere a mente, piuttosto che fingere di chiudere gli occhi per far scattare un’immagine rincuorante.

Tutto torna, dice Claudio Bondioli, e vorrei potergli credere. Non avessi davanti le stagioni assenti del mio presente.

Stasera preoccupo la mia anima, e metto la fronte al vento della giovinezza. E giro al suono della fisarmonica, e salto sulla bici di Valentino e mi incrocio in quell’abbraccio del conflitto civile.

Questa notte è balbuziente, o sembra avvenire dentro al salto di un grillo. È capace il mio rimpianto.

Se non ti avessi mai perduta, saremmo vivi. E non avrei cento zampogne nel dolore, non avrei nulla di incerto nel futuro.

Claudio Bondioli sembra abbia disponibili le stelle amiche, e quelle albe di sole fino; sembra possa farmi pensare al sereno. E affretta la rivolta, e apre la casa del vento con le dure chiavi che solitamente impediscono il cammino.

Adieu, e finché dura l’ascolto mi chiudo in un vincolo dorato. E guardo la mia mano dettare le note alle arpe, muoversi come stesse limando l’aria; come stesse contando i gambi di un grande mazzo di rose.

Claudio Bondioli
Claudio Bondioli – Adieu VIDEO

 

 

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