Ascoltando Maurizio Fabrizio, che Mara ha intervistato al suo Bariston dove segue il Festival, mi sono reso conto di quanto sia difficile oggi il lavoro che deve svolgere l’editore di musica, il cui compito principale รจ quello di “piazzare” le canzoni dei propri autori.
Maurizio Fabrizio ha una storia costellata di successi, non ha bisogno di alcuna presentazione, e la suaย storia dovrebbe parlare per lui, essere sufficiente ad aprirgli qualsiasi porta. Ma la mia domanda (anzi, piรน di una) รจ: “Ci sono ancora delle porte? E quante sono?ย E quelle che ci sono sono chiuse o aperte?“.
La mia sensazione รจ che siano chiuse se uno del suo livello si lamenta di non riuscire a esercitare il suo lavoro, a vedere coronato lo sforzo di trovare una collocazione alle sue canzoni.
Mi si potrebbe obiettare: “Ma chi lo dice che Fabrizio scriva ancora buone canzoni, meritevoli di essere interpretate?“.
Sarebbe una giusta obiezione se, per esempio, nell’ascoltare il Festival di Sanremo avessimo trovato dei capolavori, ma questo non รจ accaduto, e a sentire tanta gente รจ palese che ci sia un rimpianto delle canzoni del passato.
Io credo che a tutto questo ci sia una sola risposta: la crisi del disco, e della musica in genere, ha tagliato molti flussi di denaro, e cosรฌ ecco che troviamo tanti piccoli orticelli dove nessuno รจ ammesso, tranne coloro che li occupano. Cosรฌ il produttore fa i testi, l’arrangiatore firma le musiche, e il cantante viene comunque coinvolto nella spartizione de diritti, vuoi mai che un giorno decida di chiamare altri o cambiare orticello. Dunque, l’editore deve fare i conti con questa realtร e temo che le cose non miglioreranno fino a quando non si ritroverร un piรน equo compenso destinato a chi crea la musica, perchรฉ alla base di ogni grande successo ci sono prima di tutto gli autori, e di conseguenza gli editori che investono fior di quattrini perchรฉ credono nella loro potenzialitร .
Ma c’รจ anche un altro disastroso effetto causato da queste chiusure: l’impossibilitร perย tanti giovani autori di avere accesso al mercato, di mettersi in gioco, che poi sarebbe pure un loro diritto naturale.
Questa รจ una delle ragioni che mi ha spinto a creare l‘Officina della musica e delle parole, che sta giร diventando una bella realtร . Vogliamo provare a fare qualcosa, รจ il nostro primo obbiettivo รจ quello di alzare il livello delle composizioni e di aiutare i nostri candidati a trovare una collocazione. A noi gli orticelli non spaventano, perchรฉ crediamo ancora che la qualitร e l’originalitร facciano la differenza.
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