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LE RAGAZZE SENZA TEMPO, MINA&CELENTANO, SONO SEMPRE “LE MIGLIORI” – RECENSIONE NUOVO ALBUM E CRONISTRORIA CONFERENZA STAMPA

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di Marco Volpato

Li abbiamo, anzi, LE abbiamo viste nella versione di due paperi nell’ormai lontano ’98 in quell’album intoccabile per numero di copie vendute e per la sacralità dei nomi presenti, Mina Celentano.
Ora tornano con l’album “Le Migliori” (di cui abbiamo parlato in un articolo precedente), diciott’anni dopo, proprio come due ragazze che diventano maggiorenni e che non ne vogliono sapere di invecchiare, lui 78 e lei 76 anni (leggi nostro articolo).

Non rinunciano alla loro voglia di prendersi (poco) sul serio e di “giocare a fare i cantanti” (così scherza Claudia Mori durante l’anteprima del disco in uscita).

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Ad aprire l’incontro è il presidente della Sony Music Italia, Andrea Rosi, che afferma: “Ci sono degli eventi e delle cose in cui bisogna esserci, bisogna essere partecipi e bisogna essere protagonisti e questo è il caso de Le Migliori -continua- per arrangiamenti, la qualità delle canzoni, del packaging… un disco straordinario”.

Benché tutti sapessimo che Mina e Adriano non sarebbero stati presenti,  si udivano voci di giornalisti, con volti più o meno noti, che ironicamente scherzavano: “Chissà, magari, Mina farà un salto”. La sensazione di consapevolezza della realtà di mescolava a quella di speranza, che fa capire quanto ancora siamo legati alle loro voci e alla loro presenza, a quella di lei ancora di più, che dal 1978 non esce di casa… e non rientra in tv, o sui palchi.

Ma sì! Si fa per scherzare. Ed è così che subito entrano i portavoce dei due assenti protagonisti: Claudia Mori e Massimiliano Pani (moglie di lui e figlio di lei). E’ quest’ultimo che espone l’obiettivo di questo disco (come lo era anche del precedente): “L’obiettivo del disco non era quello di fare un disco celebrativo, cioè una grande orchestra, delle cover, ecc.; ma quello di fare un disco che fosse radiofonico, che fosse un terreno d’incontro per tutti e due, e cioè la canzone. E anche questo è un disco molto piacevole, infatti ci sono pezzi molto diversi tra di loro, uno un po’ più italiano, uno più r&b…”.

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Si parla poi della copertina, che vede ritratte quattro non più fresche fanciulle addobbate in modo molto più che eccentrico, in una via milanese: a sinistra due versioni di Celentano, con lo sguardo vispo da ragazzo che non è mai cresciuto e alla destra due di Mina, che per l’occasione è stata raffinatamente sfilata. La copertina è ovviamente opera dell’abile mano di Mauro Balletti, da anni entrato a pieno diritto della corte mazziniana. Massimiliano Pani tiene a sottolineare che Mina ha anticipato di vent’anni Madonna o Lady Gaga nel trasformare e nello stravolgere giocando con la propria immagine.

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Ma passiamo ad ascoltare i brani.

Il primo della lista è l’ormai più che noto Amami Amami (di cui abbiamo parlato in una recensione) uscito il 21 Ottobre e che in meno di due settimane ha raggiunto oltre 2 milioni di quelle views che oggi contano così tanto. Ed è evidente che le due Signore hanno centrato il bersaglio. Amami Amami è una canzoncina che prende subito fin dal primo ascolto – potrebbe dire qualche musicista – una canzone molto leggera, ma ben fatta; bella da ascoltare in radio, pur rimanendo la pura essenzialità musicale. Sulle voci no. Non si può dire nulla: rimaste intatte nel tempo, rivediamo il solito rockettaro Celentano e la corposa voce di Mina che, potente, contribuisce a dare un tocco di “genialità”, se proprio dobbiamo trovarne una. Anche se, a dirla tutta, il sottoscritto preferiva la voce, limpida, potente, pulita e squillante come un tempo del piccolo spezzone nel quale i due canticchiavano All shook up di Elvis Presley, rispetto a quella che sembra filtrata con qualche effetto poco riuscito in Amami Amami. Come già noto la musica è di Idan Raichel e il testo di Riccardo Sinigallia.

La seconda canzone si intitola E’ l’amore, scritta e composta da Andrea Mingardi e Maurizio Tirelli. Si tratta di una ballad italiana “arrangiata come uno standard americano”, nella quale poi si inserisce l’assolo jazz del pianoforte, suonato da Ugo Bongianni. E’ una storia d’amore, di due amanti che si rincorrono, si lasciano, e guardano “il telefono che tace”. “E’ l’amore che brucia l’anima” soavemente intona Mina. E l’anima, la brucia veramente. E’ devastante. Quando la si sente pronunciare quelle parole, in quel modo, ci si sente sottosopra; si prova una sensazione di angoscia; perché Mina quando canta fa star male; ma è quel male che sai essere bene; un brivido che corre su tutta la schiena e che, come un fulmine, arriva agli occhi, che iniziano a lacrimare, quasi a perdere il fiato e chiedersi “Ma come può?”. Celentano le risponde “e i chissenefrega, affondano in un mare di momenti che non sai dimenticare”. E si conclude con un divertente “scherzetto musicale”, che interrompe l’intensità del brano.

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Il terzo brano si intitola Se mi ami davvero e si apre con dei vocalizzi di Mina che ricordano vagamente quelli di Wanna be startin’ something di Michael Jackson. Il testo e la musica sono di Gianmarco Marcello, in arte Mondo Marcio. Il ritmo è incalzante, un misto tra R&B e il rap. Così incalzante che sembra il brano giusto per cadere in tentazione in qualche ruolo amoroso o un rapporto occasionale. Un brano che sicuramente avrà un riscontro discografico: “Accettami per come sono: se mi ami davvero” rimane in testa e non scappa più. Curioso l’inserimento delle parole “Oro nero” a così poca distanza dall’uscita del disco di Giorgia… coincidenze.

La quarta traccia è Ti lascio amore, il brano sicuramente più drammatico dell’album, scritto  e musicato da Fabrizio Berlincioni, Salvatore Cutugno e Mauro Culotta. Intenso l’introduzione parlata da Adriano. Un brano che si apre e si chiude senza creare disturbo, ma che contribuisce a dare spessore all’album.

A un passo da te è il quinto brano proposto. E’ l’ Acqua e sale del 2016: altamente radiofonico: rimane impresso già dalle prime note, poi, sembra quasi di poterlo continuare da soli. Adriano inizia dando il ritmo a tutto il brano, con voce ironica e maliziosa (“illuso” gli dice la moglie Claudia Mori), scherzando con Mina che subito lo blocca con “Oh Oh Oh”, per poi iniziare con una voce pulita e squillante a dire “Ma il peggio è che ho bisogno di te, delle tue mani, che resti e ti allontani di carne e di senso; ragione e sentimento di te, se no non riesco a dormire. Mi fai bene anche se dici di no”, che noi ascoltatori già canticchiamo la seconda volta. Il brano poi sembra sfumare… e chiudersi e Mina chiede “Ma cosa c’è da capire” e subito il coro comincia un crescendo davvero apprezzabile.

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La sesta traccia è Non mi ami, una delle tracce meglio missate (una delle poche, infatti, non fatte da Celentano…). Il brano, inizialmente scritto da Salvatore Marletta è stato sviluppato poi a 6 mani nel testo insieme a Walter Dallari e Federico Spagnoli
Spagnoli, inoltre, ha inserito un ponte musicale dopo il ritornello finale della canzone.

Federico Spagnoli, ricordiamo, è un cantautore di Milano che da qualche anno collabora, tra gli altri, anche con Mina. Per lei ha scritto diversi inediti, tra cui Questa donna insopportabile, la canzone forse più delicata e apprezzata del suo album Selfie. “Gli altri verranno inseriti nei suoi prossimi album da solista”, ci racconta Federico, che gentilmente ha accettato di rispondere a qualche domanda. L’attesa è stata straziante, e ancora non ha potuto sentire la sua canzone cantata da Mina e Celentano e si augura che venga apprezzata dal pubblico. E’ un pezzo “funkeggiante” che ricorda Brivido felino, come viene evidenziato dalla citazione (voluta da Massimiliano): il testo è provocatorio, la musica… la musica la sentirete!

Ma che ci faccio qui è il titolo della settima traccia. Scritto e musicato da Pietro Paletti, la canzone è senza pretese, semplice ma molto incalzante. Celentano inizia un canto scherzoso, dove è evidente l’impegno che ci ha dedicato, con ottimi risultati. Mina interrompe ogni tanto parlando, con la musicalità che la contraddistingue. Una voce che sembra quella di una ventenne, piena di suoni, melodica e armonica che risulta più musicale di tanti cantati. Una traccia davvero interessante, che ci fa divertire vedendoli, anzi sentendoli divertirsi. Mina dice ad Adriano: “non ne posso più! …di sopportare questo interrogatorio, mamma mia, sono mesi che va avanti così, ho fatto uno sbaglio… UNO!”  e lui, bello bello, le risponde “Ma che ci faccio ancora qui, ma che ci fai tu ancora qui?”. La musica ricorda nel ritornello Sway delle Pussycat Dolls. Il brano si conclude con una Mina che, esausta, gli dice: “Beh, vado a prendere un po’ d’aria, eh” e lui imperdonabilmente le dice: “Tu fai sempre così, prima vuoi fare il disco, e poi dopo fai come cavolo ti pare!”.

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Finalmente arriviamo all’ottava traccia scritta e composta da Luca Rustici e Philippe Leon: Sono le tre. Da riascoltare in continuazione. Dolce, elegante, soave e delicata. Ascoltandola si ha la stessa sensazione della carezza della persona a cui vogliamo più bene. Un tocco, un gesto, in cui entrambe le voci si amalgamano in un unico intreccio. Mina spezza la voce, tira fuori le unghie della tigre, più affilate che mai, dimostrando come non si debba strafare con la voce per dimostrare “qualcosa”. Poi sentiamo il suo inconfondibile vibrato nella “o” di “tempo” e di “amo”. Altra canzone dove si sente arrivare l’angoscia, l’angoscia di qualcosa che si ha e che si può perdere, e avere la sensazione di avere “un buco nel cuore” e sapere che “sei tu”. Parole dolci pronunciate da una bocca di miele. La fortuna è che su questa canzone Celentano non ha messo le mani, il messaggio è made in PDU e si sente. Lasciamo questa canzone su un piccolo intervento di Mina, che, in falsetto, sembra volare senza appoggiarsi. Che bello, si sta meglio dopo averla ascoltata. Onore a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di quello che per me è un piccolo capolavoro.

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Il bambino col fucile è la traccia numero nove ed è cantata solamente da Celentano. Il testo e la musica sono di Francesco Gabbani, vincitore di Sanremo nuove proposte con la canzone Amen. Che grinta Adriano, lo immaginiamo ballare mentre canta questa canzone; il solito irrecuperabile Adriano. Il testo (come non poteva esserlo) è attuale, anzi attualissimo.

Quando la smetterò, invece è il titolo della decima canzone dell’album, che Mina canta da solista. Inizia senza musica e con la sola sua voce. Che spettacolo! La sua è una dichiarazione d’amore e, insieme, un rimprovero a se stessa. Poi inizia a cantare leggera leggera, con un falsetto molto arioso “Ma c’é qualcosa proprio in fondo al cuore, qualcosa che non te lo so spiegare, che mi sorprende e non può bleffare…”; poi però lo  ripeterà, ma questa volta a voce piena. I brividi sono assicurati anche dalla musica di Aldo Donati e dal testo di Loriana Lana.

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I duetti riprendono in Come un diamante nascosto nella neve, l’undicesima traccia. Una canzone di una buona musicalità, semplice, ma non scontata. Passa, senza pretesa; piacevole.

Infine la sorpresa, la traccia numero dodici: la cover di Prisencolinensinainciusol. Riarrangiata magistralmente da Benny Benassi, diventerà gettonatissima nelle discoteche! Mina rappa, sembra assurdo! Forse ora ha veramente cantato di tutto! Celentano è super, è geniale! Quando Mina inizia a rappare (forse meglio di tanti “rappers”), sembra intonare Wannabe delle Spice Girls! Che grandi, posso solo dirvi: godetevela!

L’album uscirà l’undici novembre in due versioni: quella contenente tutti i 12 duetti, e quella Deluxe che conterrà diverse registrazioni “rubate” grazie ad un microfono nascosto dentro la macchina del caffè.

Tre sono gli appuntamenti per ora ufficiali: la prima serata su Rai Uno il 12 Dicembre, e due sabati dopo Sanremo 2017. Alla show del 12 Dicembre, che sarà in parte in diretta, in parte registrato, Claudia Mori ha sottolineato che la partecipazione, come invece era stato ipotizzato nelle settimane passate, di Checco Zalone in veste di conduttore è “infondatissima”. La proposta del direttore della Rai è quella che siano loro, Le due ragazze a condurlo, in un certo senso “di spalle”; ma poi ancora tutto è avvolto nel mistero.

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Le due serate dopo Sanremo saranno invece in diretta -annuncia Claudia Mori- ma ancora il mistero, se si tenta di strappare qualche informazione in più. Ci sono ancora due inediti, che forse scopriremo durante quelle serate, ma che sicuramente saranno presenti nel cofanetto che uscirà a Natale 2017, che conterrà Mina Celentano (1998), Le Migliori, e i due inediti.

In conclusione questa “fatica di coppia” è valsa l’attesa. Il disco è ben fatto, piacevole, “radiofonico” e vocalmente che può ancora insegnare davvero tanto. Un appello però lo voglio fare; è una piccola riflessione che mi è balzata alla mente: quanti artisti e cantanti ci sono che alla loro età abbiano la voglia di giocare e divertirsi insieme, in modo semplice e naturale e non strutturato? E invece voglio lanciare una piccola sfida: trovare una cantante che all’età di Mina abbia la sua voce. Potente, squillante, ampia, piena di sfumature, corposa, senza cedimenti… e a chi si chiede se la voce di Mina non sia per caso frutto di tecnologie avanzate… rispondo con un’altra domanda: “possibile che solo Mina sia in possesso di questa tecnologia tanto avanzata?”. E allora chiedo agli addetti ai lavori più anziani e più esperti di me: per quale motivo, avendo una cantante che ci viene invidiata da tutto il mondo, tanti giovani non l’ascoltano e, in generale, ascoltano poche “grandi voci”? Non è anche un po’ colpa vostra? Vogliamo o no risollevare la musica italiana dallo stagno in cui si trova?

 

 

 

Tracklist album “Le Migliori” con autori annessi:

01: Amami Amami (testo: Idan Raichel – Riccardo Sinigallia; musica: Idan Raichel)
02: E’ l’amore (testo Andrea Mingardi; musica: Andrea Mingardi – Maurizio Tirelli)
03: Se mi ami davvero ( testo e musica Gianmarco Marcello, ovvero Mondo Marcio)
04: Ti lascio amore (testo e musica Fabrizio Berlincioni – Salvatore Cutugno – Mauro Culotta)
05: A un passo da te (testo e musica: Fabio Ilacqua)
06: Non mi ami (testo Salvatore Marletta – Federico Spagnoli – Walter Dallari; musica: Salvatore Marletta – Federico Spagnoli) 07: Ma che ci faccio qui (testo e musica: Pietro Paletti)
08: Sono le tre (testo e musica: Luca Rustici/Philippe Leon)
09: Il bambino col fucile (testo e musica: Francesco Gabbani)
10: Quando la smetterò (testo: Loriana Lana; musica: Aldo Donati)
11: Come un diamante nascosto nella neve (testo e musica: Marco Bruni)
12: Prisencolinensinainciusol (testo e musica: Adriano Celentano)

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