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CARO MARCO “SAI CHE” POTRESTI VOLARE ANCORA PIU’ IN ALTO? – RECENSIONE

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Voto Autore

di Mariafrancesca Mary Troisi e Mela Giannini

Cosa succede se prendiamo una delle voci più belle che abbiamo in Italia (uscito da un talent, è quasi superfluo ormai ricordarlo) e la misceliamo con una delle penne più talentuose, che popola la schiera dei giovani autori italiani… condendo ben bene il tutto con un produttore ben lanciato… “quel” produttore” (il solito purtroppo)?

Otteniamo di certo un’altra sicura hit. Pare quasi scontato il risultato, tanto che verrebbe quasi da dire: “caliamo il sipario, la recensione è fatta“. No?

Che Marco Mengoni sia un talento vero è fuori dubbio; che noi lo ammiriamo, idem come sopra, non perdiamo certo tempo a contestualizzare il superfluo.

Che Fortunato Zampaglione (autore del nuovo brano) sappia scrivere – e bene – è un ulteriore dato di fatto, lui che al Mengoni ha già scritto altri due pezzoni, Guerriero e Ti ho voluto bene veramente.


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Ora si chiude questa sorta di trilogia, questa “Playlist in divenire“, come la chiama l’artista di Ronciglione – cominciata con “Guerriero” e proseguita lo scorso anno con “Ti ho voluto bene veramente” – con il singolo di lancio, SAI CHE, un assaggio del nuovo progetto discografico di Marco, il doppio album dal vivo “Marco Mengoni Live”, in uscita il prossimo 25 novembre e da oggi in preorder. Questo progetto discografico racchiuderà tutto quanto successo nei passati due anni e sarà composto da due album live e un dvd per ricordare le emozioni di ben 26 date tutte sold out. Nel cofanetto saranno inclusi anche 5 brani inediti (tra cui Sai Che) e un duetto internazionale. Il box uscirà in tre versioni differenti:

 – CD+DVD
 – CD+DVD+ Parole In Circolo e Le Cose Che Non Ho + esclusivo libro fotografico interattivo grazie all’app.
 – Nella terza versione, in aggiunta a quanto sopra, ci sarà dvd di Tutto In Una Notte, un  visual live con speciali occhiali CardBoard 360 per vedere alcuni contenuti video caricati nella   sezione apposita della app e altri gadget esclusivi

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Ma tornando a “SAI CHE“: abbiamo ascoltato il pezzo una, due, tre… 50 volte, fino a cogliere l’essenza della canzone, fino ad assaporarne appieno le parole, complice l’intensità con cui Marco le rende vive, trascinandoci – anche contro la nostra volontà – nella storia che sta raccontando, sussurrando più che cantando, mettendo al bando ancora una volta i virtuosismi di cui è ben capace (come pochi), e cesellando con la sua intima interpretazione ogni verso di questa storia d’amore non del tutto conclusa.

Il pezzo è degno erede dei due precedenti – come detto firmati Zampaglione – con una sequenza di frasi che restano lì, delicate e “forti” al tempo stesso, come tanti spilli che si conficcano nel petto.
Eppure…

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Eppure (purtroppo), anche questa volta sembra qualcosa di già sentito. Sentito troppe volte. Ma non solo nella melodia, ma soprattutto negli arrangiamenti, senza contare che a tratti, mentre si sentono le sovra incisioni della voce di Marco nei cori, quando entra nel brano la parte più bassa, istintivamente viene evocata in mente qualcosa di Tiziano Ferro, lo stile e le tonalità di Tiziano, il primo Tiziano, quello degli esordi. Ma poi pensi che il produttore/arrangiatore dei due artisti è lo stesso, per cui ci sta che questo avvenga…e ribadiamo, purtroppo.

Per quanto piacevole possa essere il pezzo, che resta degnamente a galla grazie all’interpretazione di Marco, non si intravede però quel salto in avanti definitivo che Marco meriterebbe nel suo repertorio. Quel salto vero, che chi scrive spera per lui.
Per fortuna poi Marco cambia le carte in tavola nei Live, dove si trasforma in un animale da palcoscenico, dando linfa e vita nuova alle canzoni registrate in studio, una metamorfosi ancora oggi tanto incomprensibile quanto inspiegabile, quasi fossero due entità in una sola persona…l’artista che lavora in studio e il talento trascinante e irresistibile dei concerti, sui palchi.
Ecco, forse quando il Mengoni delle sale d’incisione (e tutto quanto corredato…arrangiamenti e produzione ecc ecc) sarà lo stesso di quello dei Live, FINALMENTE il nostro si rivelerà in tutta la sua grandezza, tirando fuori totalmente l’enorme potenziale che è dentro di se. Perchè c’è, noi siamo stra-convinti che c’è.

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E’ probabile, anzi è quasi certo, che l’ombra “ingombrante” del suo produttore condizioni il lavoro finale, visto che quest’ultimo lavora ormai a una sfilza di pezzi – di artisti diversi – che si fanno produrre “solo e soltanto” da lui. L’omologazione ad un certo punto sembra inevitabile, se la mano che “intorta” è sempre quella, e il rischio che si corre è quello di fare, alla fine, quasi una sorta di “copia”, o qualcosa che assomiglia tanto ad una “copia”.

Che Mengoni assomigli sempre di più a Ferro, soprattutto nello stile degli arrangiamenti, è chiaro ormai, e quest’ultimo singolo ne è la riprova. Ma non è necessariamente un bene, perché ogni artista ha una sua individualità da sviluppare, e non ci si può accostare in modo così evidente a quella di qualcun altro, e per quanto bene nelle vendite funzioni attualmente il tutto, con il tempo si corre il rischio di diventare una sorta di controfigura di qualcun altro. E Mengoni ha una personalità artistica così grande, anche se ancora condensata per lo più nel suo potenziale, che sarebbe davvero stupido e insensato che lui finisca con l’adoperare il sentiero artistico tracciato da altri. Lui potrebbe essere “IL SENTIERO”, se volesse, un sentiero tutto suo e solo suo, fatto delle sue caratteristiche artistiche che lo contraddistinguono, come il gusto, l’eleganza, la creatività, l’intelligenza, l’interpretazione e l’immenso talento.

Per cui…il pezzo è bello… Ma. E quel “ma” c’è, e stona violentemente con la bravura di Marco.

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E ora ci rivolgiamo a voi lettori e vi poniamo una semplice domanda: “Sai che”… rappresenta davvero cosa è artisticamente Marco?

E ora, invece, ci rivolgiamo a te Marco, sempre che tu legga questa recensione: perché, pur avendo innegabilmente le qualità per prendere un grande volo, non spalanchi del tutto le ali?
Finora hai volato, certo, ma basso rasente al cuore…mentre tu potresti anche attraversarlo e sfondarlo quel cuore e poi toccare il cielo, planare vicino all’anima e poi tornare di nuovo su senza affanni alcuni.

Ma cosa aspetti?

Noi aspettiamo il pezzo con cui lo farai, spiazzando tutti – una buona volta – senza qualcosa che sembra “già sentito”.
Perché tu – e lo diciamo sinceramente e credendoci fortemente – lo meriti. E chi ti ama (veramente, non “paraculatamente”) lo merita con te. FINE!

Il videoclip di Sai Che è stato registrato negli USA in 5 stati con un cambio continuo di scenari e paesaggi, tra le foreste e i canyon dell’ovest. La regia è di YouNuts! e la produzione di YouNuts! & Lebonski.
[youtube id=”g2uPvxykFDM”]

“Sai Che” testo:

Sai che
Sono tornato a rivedere
Quel posto in cui andavamo insieme
Dove pioveva col sole

Ma no che non c’era più quella sensazione
Di gioia serena, ricordi com’era?
Che tutto splendeva
Io volevo te, tu volevi me

Eravamo davvero felici con poco
Non aveva importanza ne come ne il luogo
Senza fare i giganti e giurarsi per sempre
Ma in un modo o nell’altro sperando nel mentre

Sai che
Ho cercato un modo per dimenticare
Ma di contro c’è il mio volerti bene
Che è ancora più grande di me

E non c’è un motivo per non tornare insieme
E sembri più forte di tute le volte che
Per tutte le volte che
Io ho voluto te, tu hai voluto me

Eravamo davvero felici con poco
Non aveva importanza ne come ne il luogo
Senza fare i giganti e giurarsi per sempre
Ma in un modo o nell’altro sperando nel mentre

Aver fatto di tutto per non stare alla porta
E trovarsi da soli col poco che resta
Rifugiarsi in un luogo lontano dal mondo
Dove sembra infinito anche un solo secondo

Per un amore che resta
E del tempo che passa

E credimi lo sai che io cercavo un modo per dimenticare
Dimenticare di volere ancora bene a te
Ma non ci sono regole che puoi seguire per lasciare scorrere
È più forte di me

Eravamo davvero felici con poco
Non aveva importanza ne come ne il luogo
Senza fare i giganti e giurarsi per sempre
Ma in un modo o nell’altro sperando nel mentre

È l’amore che resta
Quando il tempo non passa
E tu resti alla porta
Con l’amore che resta

 

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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