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Perché “Breaking Bad” dovrebbero guardarlo tutti

Voto Autore

di Giuseppe Santoro

Quando si finisce di guardare un bel film non si può essere che felici e soddisfatti. Quando è una saga cinematografica a concludersi, la sensazione che si prova è di appagamento, delle volte si tira anche un sospiro di sollievo, poiché spesso i sequel non sono mai all’altezza del film iniziale. Quando invece si guarda l’ultima puntata di una serie tv possono esserci tantissimi sentimenti contrastanti. Affezionarsi ai personaggi e a ciò che accade loro è quasi automatico nel corso delle varie stagioni e quando si arriva alla fine si ripensa con nostalgia a tutte le emozioni che quella serie ha regalato.

Finito di guardare un capolavoro immenso come Breaking Bad tuttavia, la sensazione è simile a ciò che si prova alla fine di una storia d’amore.

Si, d’accordo, so già che molti di voi penseranno si tratti di un’affermazione esagerata e molti altri che sia arrivato tardi a parlare di un prodotto diventato un cult degli anni 2000, anche grazie all’acclamazione combinata di pubblico e critica.

breaking-bad-copertina

Lasciatemi però spiegare con dieci motivazioni e senza fare spoiler, perché a mio parere Breaking Bad almeno una volta nella vita dovrebbero guardarlo tutti:

1) Innanzitutto perché la sceneggiatura è scritta divinamente, senza facilonerie e con una lucidità nei colpi di scena che non hanno mai il sapore della forzatura.

2) In cinque stagioni e 62 episodi non mi sono mai annoiato un minuto, merito certamente del genio di Vince Gilligan(il creatore della serie) e della sua cura per i dettagli. Le rare puntate che appaiono più lente, sono sempre preparatorie all’esplosione dell’episodio successivo.

3) Gli attori del cast non recitano dei personaggi, diventano quei personaggi. Il protagonista ad esempio, un professore di chimica malato di cancro e alle prese con il mondo della droga, è interpretato in maniera incredibile da Bryan Cranston. L’attore, ex cabarettista e star anche di un’altra fortunata serie, “Malcolm”, riesce a portare sulla scena una delle rappresentazioni cinematografiche e televisive migliori di sempre, coadiuvato da un cast che si è rivelato eccezionale; cominciando con Aaron Paul (che mai aveva preso lezioni di recitazione) e Anna Gunn, passando per il cognato-poliziotto anti-droga Dean Norris e finendo con l’attore di origini italiane Giancarlo Esposito. Tutti hanno svolto il loro compito convincendo al 100% e contribuendo di fatto alla mitizzazione della serie.

4) I cattivi antagonisti in Breaking Bad non mancano, ma la serie ci aiuta a indagare su noi stessi e a comprendere che il vero mostro può nascondersi in ognuno di noi.

5) Breaking Bad è un puzzle che non sembra mai essere troppo complicato ma che a volte, quando pensi di stare per risolverlo, ti prende a schiaffoni e ti dice “hey, credi davvero che possa essere tutto così prevedibile”?

6) Una delle particolarità positive della serie è che non dipinge mai il mondo della droga e nello specifico della metanfetamina come qualcosa da prendere come esempio. Walter White non può essere emulato, non fosse altro perché in pochi hanno le sue conoscenze sulla chimica.

7) Almeno venti, venticinque scene nelle cinque stagioni sono diventati veri e propri must, qualcosa di epico con cui confrontarsi da qui a 60 anni per scrivere del buon cinema e della buona televisione

8) Ecco, a questo proposito veniamo ad un punto cruciale: Breaking Bad non può essere considerato soltanto una serie televisiva. Quando vidi qualche anno fa “C’era una volta in America” di Sergio Leone, pensai che fosse la rappresentazione migliore di un’opera d’arte cinematografica. Quello che ho avvertito guardando questo serial americano è qualcosa di più. Br-Ba trascende l’arte visiva mescolando tutti i generi possibili: dramma,thriller,western,commedia,noir e in alcuni casi anche fiction.
Quindi non penso si possa considerare solo un prodotto televisivo o cinematografico, ma più che altro un’opera totale.

9) La serie ha vinto sedici Emmy Award, che sono l’equivalente degli Oscar in ambito televisivo. A mio avviso un numero troppo limitato, essendo meno della metà di quelli vinti, ad esempio, da “Il trono di spade”. Se però consideriamo quanto ha dovuto aspettare DiCaprio per essere premiato dall’Academy, direi che ci può stare.

10) Infine, credo che dovreste guardarlo perché forse, quando ne avrete completato la visione, vi sentirete tristi e in astinenza e magari vorrete dire al mondo quanto è geniale, realizzato bene e soprattutto, quanto vi mancherà.

PS: Ci sarebbe da parlare del poetico finale. Si, vorrei parlarvi del finale(Felina) ma non posso. Rispetto troppo chi come me, fino a poco tempo fa, non aveva ancora ammirato questo capolavoro.

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