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J-AX & FEDEZ SULLA MUSICA, IN ITALIA, LORO VANNO A COMANDARE

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Chi avrà letto qualche mio articolo precedente, su (zio) J-Ax e Fedez, avrà sicuramente notato che quando devo “dare addosso“a qualcuno non mi risparmio mai. In quegli articoli, vi ricordo, a J-Ax contestavo la sua poca coerenza riguardo la partecipazione ai talent (dopo The Voice e le innumerevoli critiche al “sistema talent” cedeva alla corte di Maria De Filippi), e a Fedez il suo sponsorizzare Soundreef ai danni della Siae.

Pratica archiviata – la definirei – non perché abbia cambiato idea a riguardo, ma perché in questo mio articolo l’intento è quello di parlarvi di loro in quanto dominatori della scena musicale italiana. Che vi piaccia o meno.

Inizio con un “coming out“, confessandovi, senza problemi, di aver sempre seguito musicalmente zio J-Ax, sin dai tempi degli Articolo 31. Per chi ha meno di 20 anni, gli Articolo 31 erano un gruppo rap che ha dominato gli anni ’90, di cui lo “zio” faceva chiaramente parte, curando spesso sia musica che testi.
Questo suono è funky Questo suono è tranqui Perché io la musica la tratto con i guanti…” Vi dice niente? Era un tormentone di metà anni ’90, a dimostrazione che j-Ax di hit ne ha sempre sfornate, anche prima della carriera da solista, intrapresa dopo lo scioglimento del duo.

Anche Fedez – giudice ormai consolidato di X Factor – sin dall’inizio della sua carriera ci ha “imposto & impresso” le sue rime, collezionando una sfilza di riconoscimenti di prestigio, uno dopo l’altro. Nel 2013 i due, J-Ax e Fedez, dopo essersi già “incontrati” musicalmente in passato, hanno deciso di unire le loro forze e talenti dando vita all’etichetta indipendente Newtopia.

Negli anni, prima e dopo Newtopia, le hit coniate dai due “rapper prestati al pop” si sono susseguite una dopo l’altra.

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Ne scelgo due su tutte. Maria Salvador, dello “zio”, che ha letteralmente imperversato per tutta l’estate scorsa, canzone cantata e ballata ovunque e da tutti, un successo che ha collezionato ben 5 dischi di platino.

Magnifico, di Fedez, in duetto con la giovane e brava Francesca Michielin, pezzo che personalmente apprezzo molto, anche questo diventato un vero e proprio tormentone che ha portato a casa altri 5 dischi di platino.

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Quest’estate, poi, i due sono “scesi in campo” ancora insieme con, Vorrei ma non posto, che contiene delle frasi da “presa immediata“, che entrano in testa subito, sin dal primo ascolto, tanto che il pezzo è stato scelto come spot per il Cornetto Algida.

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Ma non è finita qui.

Col trattore in tangenziale Andiamo a comandare…“. Sfido chiunque a dire di non aver ascoltato, almeno una volta,il vero tormentone dell’estate 2016. Pezzo interpretato da Fabio Rovazzi, youtuber e rapper milanese, che ha sbancato ovunque, conquistando velocemente un disco d’oro e uno di platino, entrando addirittura nella storia del mercato discografico italiano grazie ai riconoscimenti dati dal solo streaming.

Ma dietro Rovazzi ci sono sempre loro, Fedez & lo “Zio”, che ne curano il management con la loro etichetta, la Newtopia. E a chi storce il naso definendo il tormentone come un prodotto studiato a tavolino, che segna la “fine della musica” in Italia, io ribatto: è stato fatto sicuramente un gran lavoro per far diventare il pezzo virale, ma tutti i successi non arrivano di certo in maniera “puramente” casuale. Perché stupirsene?

In quanto alla tanto profetizzata “fine della musica italiana“, pensate davvero che il tormentone di un’estate, che non ha di certo la pretesa di essere ne una gran canzone e ne un brano “impegnato“, possa decretare la fine di qualcosa già “finita”, purtroppo, da un pezzo. Qualcuno disse “Se indicate la luna non potete poi guardare solo il dito”. Di pezzi “leggeri” ne ho sempre sentiti tanti negli anni. La differenza sostanziale stava, forse, nel fatto che si aveva la capacità di affiancarli “davvero” (non solo a parole) a lavori e produzioni “migliori”.

E poi, lasciatemelo dire, per quanto questo pezzo sia molto “semplice”, resta comunque in testa immediatamente, con quell’ “andiamo a comandare“, titolo che definirei “quasi geniale”. È come il manifesto di un’estate.

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Per quanto, aggiungo, non ami questo genere di “canzoni”, Andiamo a comandare è una delle poche idee, in un anno musicale abbastanza scialbo, dove a pochissimi picchi qualitativi (su tutti Fabi e Silvestri con due album bellissimi) e a qualche rara eccezione, si sono avvicendati pezzi che avevano solo la “presunzione” di essere buoni. Ma solo la presunzione, ripeto.

E allora… diamo a Cesare quel che è di Cesare. Fedez e J-Ax hanno portato a casa un altro grande risultato, hanno di nuovo fatto centro, con una “idea-titolo“, con una “non canzone” di un “non cantante“. Di certo non ci troviamo di fronte ai nuovi “guru” della musica italiana (che non attraversa uno dei suoi momenti migliori, lo ripeto..), ma è impossibile negare la loro intuitività e capacità, e di questi tempi non è assolutamente poco nella discografia.

Insomma… loro sì che “vanno a comandare” – e da un pezzo – il mercato discografico in Italy. È ora di rendersene conto e di non negare l’evidenza.

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