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giovedì, Agosto 13, 2020

Storie di Musica: gli anni d’oro

Abbiamo vissuto tempi meravigliosi nella musica, ma allora non ci sembravano così  meravigliosi. Li abbiamo vissuti attraversandoli con i capelli al vento

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Cosplay delle note che non sostituiscono icone ma che ne onorano il ricordo

Voto Autore

di Giò Allegri

Cosplay è un termine inglese che definisce chi interpreta un personaggio attraverso il travestimento e con accurata immedesimazione, in gesti ed atteggiamenti. Insomma, un “doppio“ perfetto.

Qual è il nesso in campo musicale? Presto detto. Accade che nei gruppi musicali, anche più coesi, un elemento si allontani lasciando l’attività, o tristemente scompaia.  Quando si tratta di un musicista, solitamente, si opera sostituzione con professionista di pari livello, ma quando è il cantante a lasciare non è sufficiente ricoprire tale ruolo con persona di pari bravura. Infatti, il cantante di un gruppo diventa, spesso, per il pubblico l’equivalente della fotografia di quella band, l’uomo o donna – immagine.

Gli inglesi, infatti, utilizzano il termine front-man ad indicare che tale personaggio si pone avanti, in primo piano rispetto alla squadra. Così, è evidente, che la sostituzione di un cantante diventa problema di non facile soluzione. Non si può trovare un clone, la riconoscibilità non viene sovrascritta in un attimo. I nostalgici, puristi e pignoli, diranno eternamente che il predecessore era senza dubbio migliore. Allora si può tentare di eguagliare la bravura, ma anche in questo caso ci saranno sempre chiare differenze.

La recente reunion dei Pooh mi ha fatto ricordare che l’addio di Riccardo Fogli sarebbe potuto essere un disastro per il nostro gruppo italiano, forse il più noto. Ma il “disastro” non ci fu soltanto per il fatto che esisteva già, all’interno della tessitura dei brani, una sapiente alternanza fra voci e passaggi, che ha consentito di reagire ottimamente all’improvvisa partenza di Fogli.

I  Nomadi persero l’icona Augusto Daolio e Danilo Sacco, per molto tempo, ne ricoprì il ruolo, e dopo di lui Cristiano Turato. Nei Matia Bazar Antonella Ruggiero fu sostituita, negli anni, dalle ottime Laura Valente e, successivamente, Silvia Mezzanotte e Roberta Faccani, con diversi ed alterni risultati.

I Doors, dopo Jim Morrison, tentarono una sovrapposizione vocale che funzionò, ma che ebbe un sapore triste. I Nirvana si sciolsero alla morte di Kurt Cobain, pur continuando a lavorare nell’ambito musicale (vedi Dave Grohl con i Foo Fighters). Axl Rose dei Gun and Roses ha recentemente sostituito Brian Johnson nella tournèe degli Ac/Dc, creando una marea di proteste nel pubblico.

Ricordando il grandioso concerto di Wembley, nel ’92, in memoria dello scomparso Freddie Mercury, ho ancora nelle orecchie la strepitosa performance di George Michael, che per un momento, mentre cantava Somebody to Love, scatenò in ciascun ascoltatore la volontà che fosse lui il predestinato, che fosse lui a cantare al posto del più bravo di sempre nei Queen. Ma George, saggiamente, non volle fare parte di questo progetto, proprio in rispetto di Freddie, perchè secondo lui nessuno avrebbe mai potuto sostituirlo. Ma anche in quel caso, per non lasciare morire con Freddie anche la musica dei Queen, si ricorse a varie soluzioni. Paul Rodgers, per un periodo, ed Adam Lambert, ora, sono stati chiamati a vestire i panni del rock singer nella band, ma poca cosa sono stati i due performer al cospetto di quel che fu Freddie.

Dopo alcuni, e ben diversi, esempi, mi rendo conto che il pubblico accetta, talvolta subisce, altre volte rimpiange. Cosplay di icona non si può essere, ma si può onorarne la memoria con esibizioni di livello. Giusto? Sbagliato? Finire o ricominciare? Vi lascio senza risposta. Purchè a nessuno venga in mente di dire che Elvis è vivo e Paul Mc Cartney è stato sostituito da un sosia.

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