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domenica, Luglio 12, 2020

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L’Eurofestival: noi e l’Ucraina

Voto Autore

di Alberto Salerno

Sono perfettamente d’accordo che all’Euro Festival (io lo chiamo ancora così) tutti dovrebbero cantare nella propria lingua originale, mentre ormai è diventato di uso comune farlo inglese.

Ma questo significa snaturare completamente il senso della manifestazione, a meno che non si decida, a Bruxelles, che l’inglese diventi la lingua europea che tutti i popoli dovrebbero utilizzare. Di fatto, in parte è già così, ma in ogni singolo paese ogni popolo parla la sua lingua, perché allora non cantare anche nella propria lingua?

Certo, so darmi una spiegazione. La lingua inglese, nella musica, è assolutamente più comprensibile, più fonetica, quindi più popolare dell’ucraino, del russo e dello stesso italiano.

In ogni modo, non avendo visto questo Eurofestival perché impegnato altrove, non posso dare una mia personale opinione. Ho però visto su YouTube l’esibizione della Michielin e mi è piaciuta molto, ma anche quella della cantante Ucraina, che mi è piaciuta molto di più, questa volta in diretta, e per puro caso, durante l’esibizione a vittoria proclamata.

Credo che Francesca abbia pagato il prezzo della inesperienza ma anche di una canzone alla quale manca quello che io chiamo l’orgasmo, cosa che avevo già detto dopo il festival, pur considerandola una buona canzone, anzi la migliore di quelle sentite.

Il punto è sempre lo stesso: il livello della musica italiana è molto lontano da quello di altri paesi europei, l’Ucraina ci ha dimostrato che laggiù sono molto più avanti di noi.
Coraggio, ecco cosa ci vorrebbe.

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