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Del chiaro talento di Alice Paba e di me che me ne entusiasmo. E punto

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di Michele Monina

Magari avrete pensato che era stato tutto un fuoco di paglia, cioè, così, sovrappensiero, vi è passato per la testa che uno prenda e si esponga indicando un nome, un nome specifico, Alice Paba, dicendo che, nel mare magnum dei talent, mare magnum da sempre indicato come un mare magnum pieno di mediocrità, anzi, un mare magnum ideato proprio per muovere mediocrità, quelle dei discografici senza mestiere più che degli artisti in cerca di un posto nel mondo, beh, in quel mare magnum uno dice di aver identificato un talento vero, un talento puro, una sirena in quel mare, una sirena anche un po’ nelle movenze, decisamente poco allineata al resto, quel talento, Alice Paba appunto, nel mare magnum di un talent, ma non di un talent qualunque, proprio del talent che fino a oggi ha sfornato un solo talento, Chiara Dello Iacovo, che però da quel talent è stata intuita ma non premiata, e quel talent, The Voice of Italy, fin qui non ha sfornato niente di rilevante, sicuramente sul fronte dei vincitori, tutti irrilevanti, tutti prontamente scomparsi nel dimenticatoio.

E allora uno identifica un talento puro, vero, una sirena in mezzo al mare, e le sirene si sa, cantano, e poi viene fuori che no, in fondo un talento non era, non vale la pena di spendercisi come dichiarato, e quindi quanto detto in prima istanza, non solo qui, ma anche altrove, spendendo parole, mettendoci la faccia, esponendosi, perché se hai passato anni a prendere a badilate i talent poi se dici che dentro un talent hai scorto un talento la gente potrebbe essere portata a pensare che sei un voltagabbana o semplicemente un incoerente, ma uno non è che si espone così, ci mette la faccia tanto per, rischiando che poi la gente ti prenda per un voltagabbana o semplicemente per un incoerente, perché poi, quella faccia lì è la sola che ha, quella che porta in giro, che fa parte del pacchetto col quale campa, faccia e firma pari sono, e quindi no, non è che uno ha cambiato idea, anche perché, dopo averci messo la faccia, dopo essersi esposto in tutti i luoghi e in tutti i laghi, uno ci è anche andato a The Voice, lì a palpare con mano l’atmosfera che si respira dietro le telecamere, e non è che abbia cambiato chissà quanto idea rispetto ai talent, anzi, non ha cambiato proprio idea, semplicemente continua a pensare che il talento puro identificato nel mare magnum, Alice Paba, sia anche più un talento di quanto non avesse inizialmente intuito, perché l’aura che emana, l’appeal che emana, e non si sta certo parlando di appeal solo in termini di fascino, ma proprio di capacità di colpire l’attenzione e di focalizzarla su di sé, senza se e senza ma.

Quell’aura e quell’appeal sono ben più importanti di quanto non sembra guardando Alice Paba da dentro la televisione, e sentirla cantare è esperienza che emoziona, anche quando a essere cantate sono canzoni scritte da altri, già note, cover, perché lei, Alice Paba, ha questa capacità di interpretare anche canzoni note, notissime, scritte da artisti importanti, portate al successo da cantanti importanti, come se niente fosse, come se le avesse scritte lei, come se parlassero di lei, con trasporto e una capacità tutta naturale di far proprie anche storie che, l’anagrafe parla chiaro, non può aver vissuto, e anche se poi, questo si sa anche se non lo si vuole sapere, anche se qualcosa capace di darle quella profondità che l’età così giovane, in genere, non concederebbe, c’è, beh, il talento rimane in tutti i casi tale da rendere quella capacità cristallina, come isolata dalla vita vissuta, lì, presente a prescindere.

E proprio per questo talento, puro, chiaro, cristallino, proprio per quell’aura, quell’appeal, figuriamoci, figuratevi se uno che si è esposto e poi è andato e ha palpato con mano, metaforica, il talento, torna sui suoi passi, figuriamoci, figuratevi se, giunti alle semifinali di un talent che si continua legittimamente a considerare poco più che un programma tv, ma che in quanto talent che vede coinvolta una major, la Universal nel caso specifico, può fornire l’opportunità di incidere un cd, e magari di vedere una carriera, che per talento sarebbe meritevole, partire sul serio, smette di tifare per lei, Alice Paba, e smette di chiedere a gran voce a Alessandro Massara, presidente della Universal, alla direzione artistica della Universal, di più, a tutta la Universal, a Brando, di Go Wild, che The Voice sta seguendo, di prendersi a cuore questo talento e anzi, visto che ormai la faccia ce l’ha pure messa, e continua a farlo, non va oltre e dice che se vogliono lui è qui, io sono qui, perché è di me che sto parlando, e non sono certo abituato a farlo come fossi Diego Armando Maradona o Maria Grazia Cucinotta, parlando in terza persona, perché io sono qui e sono disposto non solo a continuare a mettere la faccia per spingere in alto Alice Paba, ma sono pure disposto a rimboccarmi fisicamente le mani, a mettermi ulteriormente in gioco, con tutte le sfumature che queste parole possono significare.

Sono qui al fianco di Manu Dolcenera e del suo team, Cristian Milani, il vocal coach, il suo manager e compagno Gigi Campanile, io sono qui, e per ora, visto che ancora Alice Paba è in gara, il tutto si traduce in parole scritte, queste e altre, altrove, e queste parole son qui per dire che io, anche stavolta, tifo Alice Paba, una voce che mi ha lasciato senza parole, ma a ben vedere, sembra anche mi abbia lasciato senza punti.

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