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BRUNO SANTORI E IL SUO JAZZ&REMO – INTERVISTA

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di  Tiziana Pavone

Prima tappa del tour internazionale Jazz&Remo a Sanremo! Intervista in due atti al Maestro Bruno Santori in occasione del debutto di questa sera.

E’ partito! Lo spettacolo Jazz&Remo ha debuttato ieri sera nella cornice del palco più famoso d’Italia, il Teatro Ariston. Questo ampio progetto si basa sulle canzoni che Sanremo ha fatto diventare importanti. Questa volta c’è l’occasione di ascoltarle rivisitate dal maestro Bruno Santori, che le sta preparando in chiave jazz da quattro mesi, per esportarle in un lungo tour anche all’estero. Dopo due date “private” i tempi sono maturi per il grande passo all’Ariston. Tra i nomi che hanno cantato ieri sera, Michele Zarrillo, ospite d’onore con cinque suoi brani jazzati, Silvia Aprile, tra le piu’ belle voci del panorama musicale italiano e il trio jazz, formato da Bruno Santori,  Fabio Crespiatico e Stefano Bertoli.

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Lo spettacolo ha la caratteristica di non aver adottato un unico vocal singer. Questo per dare la possibilità a diversi artisti di alternarsi, o di interagire tra di loro. Alcuni si trovano grazie a questo progetto, a lavorare per la prima volta con il maestro Santori, colonna portante di Jazz&Remo, come è il caso di Hernan Brando. Jazzeremo, così la pronuncia, in realtà regna in testa al maestro da anni, ma “sotto falso nome”: cercando in rete la parola Autopalco però, si capisce da subito la filosofia del progetto. A riguardo ci spiega meglio il maestro Santori, che ha lavorato al Festival in lungo e in largo e per le sue competenze è stato chiamato a dirigere l’Orchestra di Sanremo e per molti anni anche Area Sanremo (concorso che attraverso le selezioni del Comune porta al Festival due nomi sconosciuti). Piccola nota. Dopo aver visto i tre video realizzati per FMDBlog dal duetto Salerno-Santori, l’occasione mi è d’oro per svelarvi che anche io farò due puntate di questo incontro. E forse per una volta chissà che non si riesca a svelare cosa accade davvero in una intervista quando si ha a che fare con personaggi ricchi di esperienza e di voglia di comunicare. Non solo dell’artista Santori vi parlerò ma anche di Bruno come persona. Farà mai politica come diceva qualche tempo fa? Comunicatore qual è, chiuderà davvero il suo account su facebook? Abbiamo scoperto che dietro alla direzione seriosa c’è un uomo idealista, divertito e assetato di vita fino alla follia. E speriamo che non mi bacchetti se l’ho chiamato artista. Successivamente a questo articolo, poi, con il resoconto dello spettacolo, continueremo la seconda parte dell’intervista.

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LO SPETTACOLO

COME NASCE L’IDEA DI RIFARE LE CANZONI DI SANREMO IN VERSIONE JAZZ?

Abbiamo scelto le canzoni io e Silvia Aprile. Io poi ho fatto gli arrangiamenti, ne ho arrangiati anche più di quelli che faremo perché Jazz&Remo è un gran bel contenitore. Adesso c’è Silvia Aprile poi domani ci sarà un altro interprete. Si alternano ospiti accompagnati sempre da un trio jazz . In questo progetto non c’è nessun titolare della vocalità.

RICORDA UN PO’ AUTOPALCO

Esattamente. Brava il concetto è quello: è un open space! Su quel palco saliranno delle eccellenze e che siano famose non mi interessa. Saranno eccellenza che si possono esprimere attraverso la musica pop italiana rivisitata in Jazz. Questa di Sanremo è la prima assoluta  delle tappe pubbliche; da qui parte il progetto per poi esprimersi a livello internazionale. Siamo già stati richiesti all’estero e non so dirti chi canterà né quanti artisti si esprimeranno all’interno di Jazz&Remo. Con Zarrillo per esempio siamo amici da tanti anni,  l’ho chiamato e gli ho spiegato il progetto. Gli è piaciuto si è incuriosito e ha detto “Va bene, lo facciamo!” Così come anche altri artisti italiani si esprimeranno all’interno di questo contenitore. Io ho voglia di jazzaree di tutto! Per esempio l’ 8 luglio al Santuario di Sombreno in provincia di Bergamo dove è stato ristrutturato un organo, io suonerò insieme all’organista  Alessandro Lupo Pardini certi brani liturgici di fine ‘700 che jazzerò con il pianoforte. Ma già avevo fatto qualcosa del genere che andando a cercare in rete si può sentire…

LA MUSICA DEVE FAR SOGNARE O LA PAROLA DEVE FAR CAPIRE? QUANTO E’ IMPORTANTE CHE UN ARTISTA PARLI ANCHE DI SOCIETA’?

In musica, nelle parole. non ci sono esclusive per trattare un solo argomento: si può far sognare e trattare contemporaneamente di realtà. Una canzone può avere contenuti sociali, far riflettere. O riflettere gli umori della società.

QUANTO E’ IMPORTANTE  CHE UN ARTISTA PARLI  DI POLITICA. E’ GIUSTO CHE LO FACCIA?

Da sempre gli artisti fanno politica perché comunicano con la gente. Anche quando ti sembra di non parlarne, la stai facendo semplicemente stando su un certo tipo di palco. Come per esempio quello del primo maggio a piazza San Giovanni a Roma. La gente spesso pensa che gli artisti vivano sulla Luna  e io non vedo perché un artista non potrebbe parlare di politica: ha diritto di farlo, anzi, io penso che si faccia troppo poco ! Che poi ci sono dei personaggi strampalati in politica, gente che non sa mettere insieme la A con la U. Non abbiamo scienziati in politica, non possiamo permetterci di lasciar fare a loro. C’è gente che non ha la capacità e la preparazione politica e neanche l’onestà per poter essere un politico e pretende di esserlo!

BASTA L’ONESTA’?

Un politico dovrebbe essere una persona di stazza superiore, quello che la gente sceglie in rappresentanza di se stessa, colui che dovrebbe fare meglio ma anche con trasparenza e così non è. E io solo perché faccio il musicista non dovrei poter poter dire a un politico “sei un incapace”! Dovrei aver paura delle ripercussioni? Io vivo in una società che spero sia sempre migliore, che permetta alla gente di dire quello che pensa.

Una volta su facebook qualcuno ti disse “se parli così dei politici non lavori più!” C’è ancora questa paura da parte dell’artista in genere di parlare, di dire la verità ?

Se tu sei schierato contro di loro, loro fanno di tutto per non farti lavorare ma io ho le palle talmente larghe che loro si devono veramente impegnare tanto! Non so se ce la fanno a farmi la guerra (ride, ndr) Se c’è qualche politico che pensa di fare questo con me ha proprio sbagliato tutto! Io non ho paura, se vuoi la guerra la facciamo! Le lobby, per esempio, io non le sopporto! Non sopporto l’arroganza e non sopporto per niente i potenti che intimano alle persone che gliela faranno pagare!

 TI REPUTI IDEALISTA?

Io assolutamente sì sono certo di esserlo. Ti assicuro è importante per fare politica ma oggi come oggi un idealista non fa il politico perché non è nei partiti che tu puoi andare a iscriverti ed esprimerti. Anzi, è proprio là che tu devi rinunciare alle tue idee e allinearti alle scelte partitiche. Anche se certe decisioni potrebbero non piacerti affatto.

L’ARTE E’ AL DI SOPRA DELLA POLITICA?

L’arte  non è né al di sopra e né al di sotto l’arte: è una parte della vita dell’uomo e anche la politica lo è quindi non c’è niente che si può separare. Il mio pensiero è quello che l’artista non esiste invece esiste l’arte in tutti gli uomini.. poi l’arte c’è chi la porta al massimo dell’espressione magari senza fare l’artista di professione e chi la sfiora anche se  fa il musicista. Io conosco musicisti che non considero artisti e conosco falegnami che considero artisti. Non credo che se uno si iscrive alla SIAE diventa artista; credo che ci sia gente che esprime l’arte in qualsiasi modo e occasione mentre c’è gente che nonostante viva d’arte in effetti non sta esprimendo l’arte. Questo è il mio pensiero.

Poi si vive di cliché. Di pregiudizi. Una volta uno su facebook diceva cose che sono fuori dal mondo, per esempio che il vero artista si droga. Io non ho neanche mai visto la droga in vita mia! Il tipo mi disse, “scusi maestro se mi permetto ma lei non è un artista!” Io non amo essere definito artista ma sono anche contro la droga. Nonostante faccia una vita artistica gli dissi, “non uso droghe”. E lui replicò: “ma lei allora è un tecnico!” . Ma chi è che definisce chi è tecnico e chi no? La gente è confusa! La gente ti tratta come artista a seconda di quanto sei  riconoscibile in quel clichè. Altrimenti improvvisamente potresti non essere più considerato artista! Ma allora uno scrive una canzone che è uguale a mille altre e magari fa anche successo: questo è un artista? Poi Arturo Benedetti Michelangelo che non ha mai suonato nulla di suo ma bravissimo,  non è riconosciuto artista ! Siamo pazzi! E’ così assurdo! Qui il problema sta nel rapporto tra conoscenza e ignoranza. C’è gente che non sa come stanno le cose, quindi la politica serve per ridare alla gente gli strumenti per evidenziare queste differenze. Questi strumenti sono anche quelli della Formazione. Noi siamo condannati a non poter fare musica. Perché se non ci sono orecchie che possono ascoltare cosa suoniamo a fare?

COSA PUO’ FARELA MUSICA PER LA POLITICA E COSA PUO’ FARE LA POLITICA PER LA MUSICA?

La politica si deve occupare della vita delle persone e lo deve fare con grande onestà. L’arte serve per portare l’uomo a pensare oltre quello che può vedere. Senza l’arte l’uomo vive solo di quel che vede e non con quello che puoi immaginare. Quindi l’arte è spostare oltre la materia, alle cose che si vedono, il pensiero dell’uomo. La politica non può pensare solamente alle fogne e agli aeroporti che sono importantissimi si, ma non c’è solo quello! La politica deve dare la possibilità agli uomini di andare con la mente oltre. Quindi di sostenere l’arte. In questo momento hanno tolto finanziamenti perchè l’arte è una spesa. Ma l’arte non produce denaro! L’Arte produce uno stato sociale che produce denaro! Le persone che stanno bene sono più serene e producono di più! Ma questa anche nei formicai, avviene! Anche nel mondo delle api succede la stessa cosa. Ormai lo sanno tutti che quando le api sono stressate non fanno il miele! Oggi è diventato possibile riempire i teatri anche per questo: perché c’è un disagio enorme. Perché la gente non ha più la capacità di capire che cosa stai facendo. Oltretutto in questo momento la gente pensa di potersi preoccupare solo di pagare le tasse e tutt’al più fa le analisi del sangue per vedere se sta bene. La gente non sta più pensando al nutrimento dell’ all’anima.

 

(to be continued)

Domani scopriremo se nel futuro del maestro Santori c’è il mestiere di politico, il suo rapporto con gli amici di facebook, con qualche politico diventato famoso, l’ironia e altri ritratti. Con una sorpresa anche per FMDBlog e un intervento di Michele Zarrillo.

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