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venerdì, Ottobre 30, 2020

I 50 anni dalla morte di Janis Joplin in un concerto al Teatro del Buratto a Milano

"Janis, take another little piece of my heart" è uno spettacolo al Teatro del Buratto, di Milano, per i 50 anni dalla morte di Janis Joplin

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Stairway to Heaven è un plagio o no? – Il mitico brano dei Led Zeppelin sarà giudicato da una Corte

Voto Autore

di Andrea Amati

Il presunto plagio di Stairway to Heaven, famosissimo pezzo dei Led Zeppelin, arriverà presto nell’aula di un tribunale. Un giudice di Los Angeles ha infatti stabilito che esistono “somiglianze sostanziali” con un’altra canzone intitolata Taurus e pubblicata dal gruppo degli Spirit. I due gruppi, in effetti, sembrerebbero aver condiviso alcuni concerti nel 1968-69.

La prima udienza è prevista per il prossimo 10 maggio. La difesa sostiene che la progressione degli accordi è talmente usata nel mondo rock da non meritare la protezione del copyright. Qui sotto un video che mette a confronto i due brani, tanto per farsi un’idea personale.
[youtube id=”czfI66yQUkk”]
Se si ascolta la cellula contestata nella versione degli Spirit, la sensazione profonda è che il mondo in cui trasporta sia molto simile a quello degli Zeppelin. Naturalmente, tolto il frammento incriminato, i due pezzi proprio non c’entrano nulla l’uno con l’altro.

Se prendi la chitarra e suoni prima un brano e poi l’altro non fai però gli stessi movimenti. Nel brano dei Led Zeppelin devi suonare le note alte, nell’altro no. Il brano degli Spirit presenta note alte, non tanto nella prima esposizione della sequenza quanto in quelle successive. Queste note alte però non sono suonate dalla chitarra portante ma presumibilmente da un clavichord, molto basso di volume. E non sono le stesse usate dai Led Zeppelin. E’ plagio questo?

La patata bollente la lasciamo ai giudici. A me, a fiuto, viene da pensare che i Led Zeppelin uno spunto potrebbero averlo preso, magari proprio durante quel tour fatto insieme agli Spirit. E’ chiaro che si viaggia su un filo sottilissimo, ma in gioco ci sono tanti soldi.

Ma se un caso del genere fosse avvenuto in Italia cosa sarebbe successo? Diciamo che da noi probabilmente non sarebbe stato nemmeno preso in considerazione. Qui ci rifacciamo a cellule melodiche provenienti dalla musica classica, sicché praticamente nulla è plagio in quanto, di fatto, già copiato da cose esistenti.

Ma per stabilire se esiste un plagio è bene analizzare solo la melodia o non sarebbe forse meglio prendere in analisi anche altri elementi di arrangiamento? Questa cosa è molto discussa.

Io sono dell’avviso che, nel caso di brani di musica pop, rock o comunque leggera, probabilmente sarebbe opportuno che i consulenti tecnici dei tribunali possano ascoltare anche professionisti del settore discografico “moderno”, e questo per meglio individuare elementi di chiaro spunto non esattamente melodico. Penso ad un giro di chitarra o di basso, o a parti di arrangiamento molto caratterizzanti.
Ma questo è solo un mio parere personale.

A tale proposito, e per parlare della differenza fra sentenze italiane e di altri paesi, metto qui un video del caso che vide contrapporsi il compositore Marco Contento ai Modà. In questo video c’è la comparazione fra i due brani oggetto della contesa e, successivamente, la sovrapposizione. Ciò che stupisce, in sintesi, è che i giudici hanno dato ragione ai Modà poiché i due brani, benché in larga parte sovrapponibili, sono uno copiato da Mozart e l’altro da Beethoven, quindi non c’è plagio. Possibile direte voi?

Non resta che ascoltarli, e che poi ognuno tragga le proprie conclusioni, anche se rimane il dubbio che in materia qualcosina andrebbe rivista.

[youtube id=”4ap0v5sA-eM”]

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