Home Le pillole di A. Salerno I social nel futuro prossimo venturo

I social nel futuro prossimo venturo

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di Alberto Salerno

Ho la netta sensazione che, tra non molto, la programmazione televisiva sarà soggetta a radicali cambiamenti poiché la “pubblicità” che la governa da anni, e che ha imposto l’audience togliendo l’Indice di gradimento, sarà a sua volta schiavizzata dai gusti espressi nei social, perché è soltanto lì, dove la gente può esprimersi liberamente, si ha la certezza di capire cosa piace e non piace, anche a livello di personaggi.

Togliere l’indice di gradimento fu a suo tempo un errore imperdonabile, perché un programma poteva avere un grande indice di ascolto e, nonostante questo, non piacere. Quante volte ci è capitato di vedere trasmissioni di quarta categoria, anche a livello culturale, solo perché sugli altri canali c’è di peggio?

Ma ai pubblicitari l’indice di gradimento non interessava, anzi dava fastidio perché cozzava con quello che loro importa di più: la massa, il popolo bue, quello che si accontenta di ciò che passa il convento. E il convento passa quello che sappiamo, poco o niente.

I più fortunati possono ricorrere a Sky, ad altri sistemi come Netflix, dove possono trovare cose migliori, ma a dirla tutta non è che anche lì ci sia da essere felici.
Rimpiango molto la TV del passato. Forse rimpiango tutto del passato. Forse rimpiango troppo.

 

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