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IL GRANDE JAZZ AL CINEMA CON I FILM SU CHET BAKER E MILES DAVIS

di Victor Venturelli

Non è un caso che dopo l’Oscar come miglior Documentario a Amy diretto da Asif Kapadia, durante l’88esima edizione degli Academy Awards 2016, biopic sulla eccentrica, controversa cantante Amy Winehouse, le grandi produzioni americane vadano incontro alla scelta di rappresentare e distribuire sul grande schermo storie di artisti, musicisti ma prima di tutto uomini vittime di un particolare rapporto con l’esistenza.

Entrati nell’immaginario collettivo come specchio di una visione del mondo, della vita particolarmente introspettiva che solo nel loro modo di pensare l’Arte era possibile vederla manifesta, questi individui da sempre hanno avuto presa sul grande pubblico che, oggi come oggi, può gustare i retroscena, svelati e non, della loro vita privata.

Se nel 2014 il film Whiplash di Damien Chazelle aveva dato prova che, forse, un genere musicale come il jazz non era del tutto sopito e, anzi, andava celebrato in qualche modo, quest’anno cinematografico vede in uscita ben due pellicole in grado di riportarci a vivere l’origine del genere che più di tutti ha fatto proprio lo stile dell’improvvisazione, e lo fa attraverso due grandi icone Jazz del passato: Chet Baker e Miles Davis.

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Il primo viene rappresentato sul grande schermo dal regista canadese Robert Budreau che con il film Born to Be Blue, dopo averlo presentato al Toronto Film Festival nel 2015, ci permetterà di entrare nella alquanto drammatica vita del più famoso trombettista Jazz degli anni ’50.

Una carriera promettente, inizialmente rosea che ha visto il suo finire forse troppo presto a causa di una dipendenza, quella dall’eroina, e di una vita spericolata che non hanno giovato al musicista (interpretato nel film da un Ethan Hawke  – visto nei recenti Boyhood e Regression – capace di dare il giusto spessore ad un artista dal talento formidabile).

Ciò che però viene a delinearsi nel film è quella lucida consapevolezza di non abbandonarsi alla trasgressione, alle tentazioni e alle debolezze ma la volontà di riprendersi ciò che sta andando via via sfumandosi, la musica della vita. Rappresentato nel suo lato più determinato, Chet Baker vede così la sua momentanea rinascita sul ritmo di frenetiche, improvvisate note jazz capaci di donare al film quel giusto ritmo, e omaggiando col giusto ricordo uno dei padri della scena musicale americana degli anni ’50.

Il film uscirà nelle sale americane il 25 Marzo 2016.

Dopo aver cavalcato l’onda della scena jazz internazionale, sul finire degli anni ’70 un altro grande musicista vede il suo lento spegnersi, la sua lenta caduta verso l’oblio dei grandi ricordi, il suo nome è Miles Davis.

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La pellicola Miles Ahead, diretta (per la prima volta nei panni di regista) e scritta da Don Cheadle (visto come attore in Traffic, Crash – Contatto Fisico, Hotel Rwanda), rispecchia la vera essenza dell’uomo che era Davis sul finire della sua carriera artistica: un musicista lasciato nel dimenticatoio, un uomo che guardava al passato glorioso, fatto di successi, composizioni musicali entrate nell’animo della gente.

Vivere di ricordi, forse era questa l’unica possibilità che aveva di sentirsi realizzato il Miles Davis uomo che, paradossalmente, non era stato che un artista capace ogni volta di guardare avanti durante le sue produzioni, un musicista anti-convenzionale a cui piaceva rompere con la tradizione.

Sesso, droga, alcool, eccessi.

Non facile a credersi ma questo era il “principe delle tenebre”, un uomo vero, crudo forse, ma genuino e capace di trasformare in musica i suoi torpori, i suoi dubbi, i suoi vizi donandoci capolavori assoluti, specchio di una passione mai abbandonata e sempre perseguita.

Presentato al New York Film Festival 2015 e successivamente al Sundance Film Festival 2016, Miles Ahead verrà distribuito nelle sale americane il 1 Aprile 2016.

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