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Occhi nel cielo

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di Giò Allegri

Il celebre sguardo di David Bowie, generato dalla diversità fra le due pupille, non era una caratteristica intrinseca, ma il danno creato da un incidente occorso nel 1962, in seguito ad un pugno.

Però mi piace oggi pensare che le persone fuori dal comune abbiano caratteristiche fuori dal comune. Così, in un’associazione di suoni nella mia mente, vorrei ricordare Bowie con il brano composto con i Queen ed un’altra icona scomparsa (mio personale, ineguagliabile mito), Freddie Mercury.

Under pressure” (1981), nasceva da mal assortiti tentativi di collaborazione, in un’incisione, che Bowie non aveva gradito. La fortuna volle che i due grandi musicisti, originali per ragioni diverse, ma entrambi innovatori, decidessero di rimettersi all’opera.

La versione che conosciamo fu, poi, frutto di una jam–session, a dimostrazione del fatto che non sempre occorrono sforzi temporalmente infiniti per produrre brani di rara efficacia.

Così, ora, che due rappresentanti di un tempo magico per la musica si ritrovano in luoghi a noi distanti, ci resta un pezzo magnifico a sottolineare il loro incontro artistico ed un messaggio che, certamente, non cessa di vivere ancora oggi con la loro scomparsa:  “It’s the terror of knowing, what this world is about. Why, why, why?

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